Nuove norme sul copyright Sconfitti i parassiti delle idee
Via libera da Strasburgo alla riforma del Copyright. Un voto favorevole arrivato dopo una battaglia durissima che ha scompaginato le alleanze tradizionali.
Nei mesi scorsi sono scesi in campo artisti del calibro dell’ex Beatles Paul Mc Cartney che, insieme ad altre migliaia di artisti, aveva chiesto in una lettera aperta al Parlamento europeo di sostenere la direttiva ยซCopyright sul diritto d’autore nel mercato unico digitaleยป, sottolineando che Strasburgo aveva nelle mani ยซil futuro della musica in Europaยป.
La direttiva ยซuccide la libertร ยป per i colossi del web come Google e Facebook che perรฒ hanno un’idea di libertร che ricorda quella degli anni d’oro della pirateria: il web come un oceano aperto dove tutte le navi che lo solcano sono in pieno diritto di impossessarsi di ciรฒ che incontrano sulla loro rotta. Questa idea al momento ha perso, mentre ha vinto il principio espresso dal relatore Axle Voss ovvero ยซcostringere i giganti di internet a pagare per il lavoro fatto dagli altriยป.
La riforma รจ stata approvata con 438 voti a favore, 226 contro e 39 astensioni. ร stato anche adottato a maggioranza il mandato per cominciare i negoziati con Consiglio e Commissione Ue, necessari per arrivare alla definizione del testo legislativo finale. Si tratta per il popolare tedesco Voss di un ยซbuon segnale per l’industria creativa e culturale europeaยป.
Quali erano gli schieramenti? Gli eurodeputati della Lega e del M5S hanno votato compatti contro. A favore della riforma la maggioranza dei Popolari (Ppe) e dei Socialisti e Democratici (S&D). Non รจ stato omogeneo invece il voto dei Liberali (Alde), dell’Ecr e dell’Efdd, di cui fanno parte gli eurodeputati cinquestelle. Anche il gruppo delle destre Enf (di cui fa parte la Lega) si รจ spaccato. I Verdi si sono divisi ma la maggioranza del gruppo ha votato contro. La plenaria ha anche adottato a maggioranza il mandato per cominciare i negoziati con Consiglio e Commissione Ue. Sarร infatti necessaria una trattativa per arrivare ad un testo definitivo.
L’eurodeputata verde tedesca Helga Truepel (che prima del voto di luglio quando la direttiva fu respinta aveva raccontato di essere stata addirittura minacciata insieme ad altri membri del Parlamento) ha spiegato che con la riforma ยซnon saranno piรน gli utenti a essere responsabiliยป per i contenuti illegali che violano il copyright e che pubblicano su internet. Saranno infatti responsabili le piattaforme come Facebook o YouTube. Con le nuove regole, ha aggiunto la Truepel, ยซsi mette fine ai ragazzini delle scuole che finiscono in tribunale per aver caricato online contenuti protettiยป dal diritto d’autore, perchรฉ ยซspetta alle piattaforme controllare e remunerare artisti, giornalisti e cosรฌ viaยป.
Il vicepresidente della Commissione Ue al mercato digitale Andrus Ansip e la commissaria al digitale Mariya Gabriel dopo il voto, si sono detti giร pronti per ยซiniziare a lavorare con Parlamento e Consiglio in modo che la direttiva sia approvata il prima possibile, idealmente entro la fine del 2018ยป.
Insomma la grande battaglia per imporre regole ai Signori di Internet ancora non รจ conclusa ma per chi difende il principio che anche la creativitร si paga รจ stato fatto un passo importante.
ยซLa cultura ha vinto sui soldi – dice Mogol, neo presidente della Siae – Stabilire delle regole non significa soffocare la libertร , come i giganti del web vogliono sostenere, senza pagare tasse e guadagnando cifre miliardarie. Loro hanno i miliardi, noi perรฒ abbiamo ragione e sono contento che gli europarlamentari l’abbiano capitoยป. IL GIORNALE.IT