Di Maio, il ricatto ai danni del Paese: se cade il governo niente vaccini e niente Recovery
Luigi Di Maio, come al solito, sul governo non usa un linguaggio veritiero, ma fa ricorso alla propaganda. Ospite di Lucia Annunziata a โmezzโora in piรนโ su Rai3 ha difeso la linea irrazionale del โdopo Conte il diluvioโ o meglio โsenza Conte il diluvioโ. Unaย linea che tra lโaltro mezzo partito non รจ piรน disposto a seguire. Si faccia ilย Conte ter, dicono in tanti, e si torni a dialogare con Matteo Renzi.
Di Maio: per il governo soluzione entro 48 ore o si vota
Di Maio evoca il voto come se fosse lโapocalisse alle porte. โIo credo che il voto in questo momento metta a dura prova cittadini e impreseโ. E ancora: โDobbiamo trovare una soluzione entro 48 ore, se delle forze politiche si vogliono avvicinare ben venga, altrimenti si scivola verso il votoโ. Quello sulla relazione di Bonafede, avverte, โรจ un voto sul governoโ.
Di Maio: se cade il governo Conte perdiamo il Recovery
Fino a metter in campo una sorta di ricatto: โSe tra 10 giorni inizia la campagna per le politiche, รจ sicuro che non avremo piรน un governo con i poteri per muovere i ricorsi contro le case farmaceutiche e perdiamo il Recoveryโ.
La paralisi del governo attuale mette a rischio i rapporti con lโUe
Solo questo governo, secondo lui, รจ capace di gestire la pandemia e il piano vaccini. Cose che ha dimostrato al contrario di non saper fare. Anzi dimostrando molta improvvisazione e scarsa lungimiranza. Non solo, รจ proprio la permanenza di questo governo di incapaci a mettere a rischio i rapporti con lโUe. Conte, tutto preso comโรจ a raggranellare parlamentari disposti a farlo sopravvivere,ย ha del tutto dimenticato i doveri verso Bruxelles.
โLa commissione Ue โ scriveย Il Giornaleย โ teme che il governo non sia in grado di gestire in modo efficace i fondi europei, che arriveranno in parte da giugno. Prima il governo dovrร presentare progetti compatibili con le linee guida varate dalla stessa commissione. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza varato il 12 gennaio, dettato piรน dalla crisi di governo incombente che dalle indicazioni europee, rischia di non andare bene. A rischio anche la compatibilitร con il regolamento Ue che esclude finanziamenti alla spesa corrente. Con lโattenzione di premier e ministri concentrata sugli equilibri politici, non sono state nemmeno abbozzate le riforme che dovranno necessariamente accompagnare il piano. Giustizia, pubblica amministrazione sono le prioritร โ. Prioritร che il governo ha del tutto dimenticato e messo nel cassetto.