Scippo su pensioni e stipendi per chi “evita” le multe Covid
Attenzione a voler fare i furbetti del Covid. Pensare di non pagare leย multeย ricevute per non aver rispettato le norme anti-coronavirus, infatti, รจ un errore che potrebbe costare caro.
Il rischio concreto รจ vedersi bloccare il conto corrente o subire il pignoramento del 20% dello stipendio o della pensione. Un bel guaio da non sottovalutare. Lo Stato oggi prevede delle sanzioni di carattere amministrativo per chi non rispetta le norme presenti nei variย Dpcmย relativi alle restrizioni Covid-19. Allโinizio dellโemergenza sanitaria, le sanzioni erano addirittura di carattere penale. Con il passare del tempo, perรฒ, il governo ha deciso di depenalizzare la materia.
Una decisione, questa, presa dall’esecutivo non tanto per mostrarsi piรน buono con i cittadini quanto per motivi economici. Come ricorda il sitoย La Legge per tutti, nel penale, dopo la denuncia, si avvia un regolare processo, con tutto ciรฒ che consegue in termini di tempi e di costi per lo Stato. E visto che di trasgressori ne sono stati beccati tantissimi soprattutto durante il lockdown, si puรฒ immaginare quanto sarebbero state alte le conseguenti spese.
Poi vi รจ anche un altro motivo: nellโattesa che la giustizia faccia il suo corso, spesso il reato cade inย prescrizioneย e lโimputato la fa franca. Tempo perso e soldi bruciati inutilmente. La sanzione amministrativa, invece, arriva dopo massimo 90 giorni dallโinfrazione e non prevede un processo. La procedura รจ piรน semplice, i tempi sono diversi ed il rischio di prescrizione salta. In questo caso รจ il cittadino a dover sollevare lโopposizione ricorrendo al giudice entro 60 giorni dalla notifica.
Ci potrebbe essere qualcuno che non vuole pagare le sanzioni. A quel punto lโautoritร che ha elevato il verbale iscrive a ruolo le multe. Forma cioรจ un documento ufficiale, chiamato appunto ruolo, in cui certifica il proprio credito. Questo atto viene poi trasferito allโagente per la riscossione esattoriale che, per i crediti dello Stato, รจ lโAgenzia delle Entrate Riscossione. Questโultima, a sua volta, notifica una cartella esattoriale al trasgressore che non ha pagato.
Laย cartella esattorialeย diventa esecutiva dopo 60 giorni dalla notifica. Ciรฒ significa che, in caso in cui non viene pagata, lโesattore puรฒ avviare il pignoramento dei beni del soggetto senza dover prima chiedere lโautorizzazione al giudice. Tra i beni pignorabili cโรจ il quinto dello stipendio ed il conto corrente. In questo ultimo caso si verifica un blocco solo della cifra pari alla sanzione piรน gli aggravi per le notifiche e gli interessi. Nessun occhio di riguardo per chi รจ disoccupato o per quanti non hanno un conto in banca. In questi casi per il pignoramento si aspetta che il cittadino in questione abbia dei beni.
Anche per le sanzioni amministrative esiste la prescrizione. Ma questa รจ una strada estremamente pericolosa da percorrere. Il motivo รจ legato ai tempi. Le cartelle si prescrivono dopo cinque anni ma basta unaย raccomandataย con un sollecito, inviata dallโesattore poco prima della scadenza della prescrizione, per far decorrere nuovamente da capo il conto dei cinque anni. In pratica il conto alla rovescia riparte. Attenzione, poi, ai tempi del ricorso della sanzione. Perchรฉ se decorrono i termini dei 60 giorni per pagare poi non si potrร piรน impugnare la cartella esattoriale. In questo caso รจ concesso solo contestare eventuali vizi di procedura, come la notifica della cartella o lโintervenuta prescrizione. In poche parole, se avete avuto una o piรน multe fate molta attenzione a come agite. I guai pososno essere dietro l’angolo.
il giornale.it