Quante bugie di scorta

Uno dei migliori poliziotti italiani, ovunque stimatissimo e all’epoca capo della squadra mobile di Napoli, Vittorio Pisani, a ragion veduta e con dati certi affermรฒ che Saviano non correva rischi reali piรน di quanto potesse correre ogni altro giornalista che scriveva articoli di prima mano (non di seconda, come Saviano) sulla camorra.

Le considerazioni di Pisani non erano politiche ma tecniche. Non c’รจ un diritto senza riscontri alla scorta. Il discorso era chiaro, ma la falsa indignazione e la retorica prevalsero. ยซA noi della Mobile fu data la delega per riscontrare quel che Saviano aveva raccontato a proposito delle minacce ricevute. Dopo gli accertamenti demmo parere negativo sull’assegnazione della scortaยป. Pisani aggiunse: ยซFaccio anticamorra dal 1991. Ho arrestato centinaia di delinquenti. Ho scritto, testimoniato… Beh, giro per la cittร  con mia moglie e con i miei figli, senza scorta. Resto perplesso quando vedo scortate persone che hanno fatto meno di tantissimi poliziotti, carabinieri, magistrati e giornalisti che combattono la camorra da anni. Non ho mai chiesto una scortaยป. Saviano ha rappresentato la vita sotto scorta come una dolorosa costrizione. Un’assoluta bugia. Pisani, che aveva osato mettere in discussione i rischi eventuali di un intoccabile, si trovรฒ al centro di un’indagine giudiziaria, fu costretto a lasciare Napoli per essere poi riabilitato e assolto dopo le dichiarazioni calunniose di un collaboratore di giustizia.

Fonte: IlGiornale

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