Sanatoria migranti? Disastro. Ecco il flop della Bellanova
Era stata presentata quasi come una riforma epocale, con tanto di lacrime del ministro maggiormente interessato dalla nuova norma durante una delle tante conferenze stampa organizzate a Palazzo Chigi in tempi di pandemia.
Doveva rappresentare, secondo il governo, un sigillo alla lotta al caporalato, al lavoro nero e poteva al tempo stesso andare a risolvere il problema della mancanza diย manodoperaย nelle campagne.
Ed invece? Sarebbe forse il caso di dire che a fine maggio la montagna ha partorito il topolino. Il riferimento รจ allaย sanatoria, che perรฒ la maggioranza giallorossa presenta come โsemplice temporanea regolarizzazioneโ, sui migranti inserita allโinterno del decreto rilancio.ย Dal 1 giugno scorso datori di lavoro e lavoratori interessati potevano giร presentare le domandeย e, dal giorno dopo, iniziare a lavorare.
Ebbene, sono soltanto qualche centinaio per adesso le richieste di regolarizzazione delle posizioni, non di piรน. Un vero e proprio caso di โpartenza flopโ per una norma per la qualeย Italia Viva, partito del ministro dellโagricolturaย Teresa Bellanova,ย ha minacciato anche una crisi di governoย i numeri sono apparsi in queste ore davvero impietosi.
Certo, non cโรจ ancora una statistica ufficiale perchรฉ dalย Viminaleย al momento rimandano lโappuntamento con i primi dati soltanto al 15 giugno. Ma ufficiosamente รจ possibile verificare la tendenza, che non lascia scampo ai giudizi sulla sanatoria: โA livello nazionale i numeri sono veramente esigui โ ha spiegatoย Romano Magriniย di Coldiretti aย La Veritร ย โ parliamo di un centinaio di domande o poco piรน in tutta Italiaโ.
Questo apre la strada a non poche considerazioni: in primo luogo, il ministro Bellanova piรน volte ha dichiarato che lโurgenza del provvedimento era giustificata dal fatto di rimettere subito in moto lโeconomia agricola. Dunque, occorreva immediato uso di manodopera ed infatti la normaย ha previsto un permesso di soggiorno rilasciato subito dopo la presentazione della domanda, con i controlli da effettuare solo in un secondo momento. Ma se dal 1 giugno in poi soltanto in pochi hanno presentato le domande, allora questa immediatezza รจ venuta meno oppure, piรน semplicemente, lโurgenza di cui ha parlato spesso il ministro Bellanova non cโera.
Del resto sono spesso state le associazioni di categoria, quali ad esempio la Coldiretti, ad avere non poche perplessitร sulla reale utilitร della sanatoria. La regolarizzazione dei migranti poteva essere al massimo lโultima opzione, in caso di prolungamento della crisi. Ecco perchรฉ invece la proposta di diversi addetti ai lavori era quella di favorire dei corridoi per il ritorno in Italia dei braccianti stranieri comunitari. Con lโapertura delle frontiere europee, molti di loro rientreranno nel nostro Paese e riprenderanno il proprio posto di lavoro. Quindi nessun imprenditore agricolo ha fretta di andare ad usufruire dei migranti potenzialmente regolarizzabili.
La norma voluta dal governo potrebbe servire forse maggiormente perย colfย eย badanti. Ma allora lo spirito iniziale della sanatoria verrebbe meno. A presentarla doveva essere il ministro delle attivitร produttive, non quello delle politiche agricole con tanto di pianto in diretta nazionale. Voluta per ridare ossigeno al comparto agricolo, la regolarizzazione dei migranti non sta assolvendo a questa funzione. Il flop, giร prevedibile, ad oggi appare sempre piรน lampante.
il giornale.it