Braccianti, non solo migranti. Ci sono 20mila italiani pronti al lavoro nei campi
Chi lโha detto che gli italiani non vogliono fare i braccianti? Complice la crisi nera in cui lโItalia sta entrando a causa del Covid, circa 20mila italiani si sono fatti avanti. E si sono registrati presso le principali organizzazioni agricole. Un numero inferiore ai 200mila che sono necessari. Ma un numero rilevante, tale da sfatare la leggenda secondo cui gli italiani non vogliono fare i lavori pesanti degli immigrati. In Italia i lavoratori stagionali stranieri impiegati nel settore sono 370mila, in maggioranza rumeni, ma anche marocchini, indiani, senegalesi.
Non solo gli stranieri, comunque, sono disposti a un impiego nella filiera agricola.ย La notizia lโha data ilย Corriere, specificando che si tratta di italiani che hanno perso il lavoro precedente allโemergenza coronavirus.ย Le organizzazioni agricole hanno creato piattaforme per vedere chi rispondeva alle offerte di lavoro delle aziende visto che i lavoratoriย stagionali sono bloccati nei loro paesi.
Le domande nella filiera agricola
โLa prima, il 7 aprile โ scrive ilย Corriereย โย รจ stata Confagricoltura: in poco piรน di un mese alla piattaformaย Agrijobย sono arrivate 17 mila domande, 12 mila circa di italiani. Il 18 aprile anche Coldiretti ha lanciato la sua banca dati: aย Jobincountryย si sono iscritti in 10 mila circa, quasi 9 mila italiani. Il 24 aprile รจ partita anche la Cia con la piattaformaย Lavora con agricoltori italianiย (inteso come aziende agricole): in due settimane sono arrivate 2.500 domande, 2 mila circa di italiani. In poco piรน di un mese, quindi, oltre 20 mila italiani (un terzo donne), hanno provato ad avvicinarsi ai campi. Qualcuno aspetta risposte, altri dopo due giorni hanno cambiato idea, ma in tanti ora raccolgono frutta e verduraโ.
Le proposte di Confagricoltura
Comโรจ noto il governo pensa a una sanatoria dei braccianti irregolari, tutti stranieri, e sul tema cโรจ una spaccatura interna alla maggioranza tra M5s e Pd. Ma Confagricoltura aveva lanciato lโallarme giร a fine marzo e il suo presidente, Massimiliano Giansanti, aveva avanzato unโaltra proposta: far lavorare nelle aziende agricole, attualmente a corto di manodopera, chi percepisce il reddito di cittadinanza. Confagricoltura aveva anche chiesto maggiori aiuti al settore agroalimentare e la reintroduzione, solo momentanea, dei voucher per i lavoratori del settore.