Pronta la nuova trappola europea
Lโampia discussione avvenuta nel panorama politico italiano sulย Meccanismo europeo di sicurezza (Mes)ย ha portato a unโaspra polarizzazione del dibattito tra le opposizioni, che accusavano il governo giallorosso di svendere la sovranitร economica italiana, e lโesecutivo diย Giuseppe Conte, che prometteva di far sentire la sua voce in Europa per negoziare miglioramenti al trattato del โfondo salva Statiโ. Tra i pochi a tentare di calmare le acque,ย il presidente dellaย Consob Paolo Savonaย ha ricordato la stabilitร dei fondamentali dellโItalia, rintuzzando dunque sia gli attacchi dellโopposizione (difficile che Roma debba in futuro ricorrere al Mes) che, soprattutto, le contraddizioni di un governo che sul Mes ha piรน volte contraddetto se stesso nelle dichiarazioni e nei fatti,ย millantando davanti al Paeseย un potere negoziale in Europa in realtร inesistente.
Non cโรจ alcuna logica emergenziale che impone a Roma unโaccelerazione delle negoziazioni sul Mes nรฉ alcuna aderenza del governo Conte II alla โlogica del pacchettoโ approvata in una risoluzione parlamentare nel giugno dello scorso anno, che impegnava lโesecutivo a far procedere lโapprovazione del Mes in parallelo a quella dello Strumento di bilancio della zona euro (Bicc) e del Sistema europeo di assicurazione dei depositi (Edis).ย I comunicati dellโEurogruppo, i cui documenti sono talmente riservati da far indispettire persino la stessa Commissione Ue, hanno chiuseย de factoย ogni finestra per lโItalia in tal senso, riducendo le prospettive di un reale potere negoziale in un altro fronte fondamentale: il progetto diย unione bancaria.
Come sottolineaย Formiche,ย piรน che al Mesย โlaย vera minaccia per le nostre banche ed impreseย รจ connessa allโimpostazione che la Germania vorrebbe dare al progetto di Unione bancaria europea. Piรน in particolare, il problema nasce dal fatto che lโapprovazione dellโUnione bancaria si รจ impantanato davanti allo scoglio costituito dal Terzo Pilastro relativo allโassicurazione unica a livello europeo sui depositi bancari. E questo a causa dellโintransigenza della Germaniaโ.
Berlino,ย in sostanza, ritiene che il processo di condivisione del rischio sui depositi siaย eccessivamente sbilanciato a favore deiย Paesi mediterranei, i cui istituti mantengono nei bilanci elevate quantitร di titoli diย debito pubblicoย fortemente liquidi sui mercati finanziari.ย Secondo la Germania, i differenziali di rischio tra i titoli dei diversi Paesi comporterebbero come conseguenza unโassicurazione sul rischio di default dei Paesi mediterranei ad opera della finanza dei Paesi continentali. La proposta del ministro delle Finanzeย Olof Scholzย รจ in tal senso ben precisa: fissare dei massimali per il possesso di titoli di debito pubblico da parte degli istituti europei.
Nel primo documento di definizione della nuova unione bancaria, lโEcofin ha inserito un meccanismo simile a quello proposto da Scholz, che permetterebbe diย incentivare la diversificazione dei titoli di Stato nei bilanci delle banche, imponendo alle banche europee di contribuire a un fondo di garanzia correlato alla concentrazione dei titoli di Stato nei loro bilanci e introducendo dei costi capaci di penalizzare gli istituti eccessivamente appiattiti su un singolo strumento (ad esempio i Btp decennali). In questo contesto le nostre banche, per non essere colpite nella loro attivitร operativa, dovrebbero disfarsi di oltre 384 miliardi di euro di titoli detenuti nei loro bilanci e molto spesso rinnovati a ciclo continuo.
Il Mes diverrebbe in tal senso un fattore di moltiplicazione del rischio principale, quello di unโunione bancaria eccessivamente sfavorevole per lโItalia, qualora fosse confermato ciรฒ che ilย Sole 24 Oreย ha anticipato nella giornata del 9 febbraio, ovvero lโindiscrezione secondo cui ilย Consiglio europeoย sarebbe pronto a โraccomandareโ la diminuzione del rischio insito nellโattivitร bancaria come conseguenza diretta dellโentrata in vigore della riforma del fondo salva-Stati. Il giorno precedente il ministro dellโEconomiaย Roberto Gualtieriย si era apertamente dichiarato contrario, nel corso di un intervento pubblico a Brescia, allโipotesi di un meccanismo di calcolo dei titoli di debito pubblico che lโUnione sembra perรฒ aver giร fatto suo. E ci si chiede con che capitale politico reale Roma potrebbe contribuire a riformare una propostaย made in Germanyย dopo non essere riuscita a strappare concessioni significativeย nรฉ sulla manovra finanziariaย nรฉ sul fronte Mes.