Brexit, ma non doveva vincere il Remain?
Fa sorridere leggere exit poll e risultati sulla Brexit. Scusate, dovremmo dire le elezioni politiche delย Regno Unito. Ma รจ evidente che il voto espresso ieri dai sudditi di Elisabetta sia stato soprattutto un modo per dire: cari amici dellโUe,ย bye bye.
Vogliamo andarcene. E fa sorridere ripensare ai fervori pro-Remainย della stampa internazionale, italiana in particolare, e di certi benpensanti convinti che gli inglesi poco dopo il referendum di tre anni fa si fossero ravveduti in massa come san Paolo sulla via Damasco. Tutti smentiti dalle (democratiche) urne conquistate dal quel buzzurro diย Boris Johnson.
Riavvolgiamo il nastro. Poco prima delย referendumย delย 2016, tutti erano pronti a giurare che i Lord inglesi, scozzesi e gallesiย non avrebbero mai tradito Bruxelles. Gli europeisti andarono a letto vincitori, si svegliarono con lโUe orfana di Londra. Poi รจ stato un continuo fuoco incrociato contro la Brexit: reportage allarmistici sugliย italiani che presto dovranno abbandonare la City, scenariย economici apocalitticiย e unโintera contrattazione Ue-Downing Street vissuta nella speranza che alla fine quellโaccordo non si trovasse. Il sogno che Londra potesse finalmente tornare al voto con un referendum bis per ribaltare il risultato precedente. Pian piano sono pure arrivati sondaggi in grado di solleticare le aspettative. Dicevao: se si votasse ancora, i britannici non sceglierebbero piรนย Leave;ย vincerebbe ilย Remain. Ricordate i titoli entusiastici deiย quotidianiย nostrani? Eccone giusto alcuni: โBrexit, 2,6 milioni di elettori cambiano ideaโ (Ansa, settembre 2018); โIn Inghilterra tanti hanno cambiato idea. E ora dicono: โRestiamoโ (Agi, agosto 2018); โGli inglesi hanno cambiato idea sulla Brexitโ (Lettera 43, agosto 2018); “Brexit, 52% a favore del remain” (Ansa, dicembre 2018); โBrexit, accordo destinato al fallimento. Ma oggi i britannici voterebbero contro lโuscita dallโUnioneโ (Repubblica, ottobre 2019). Eย via dicendo.
Prediamo ad esempio lโultima rivelazione, quella di ottobre di questโanno. I numeri arrivavano dallโIstituto YouGov, il piรน grande studio sondaggistico del referendum del 2016 (una certezza). โIl Regno Unito ora voterebbe nettamente contro laย Brexitโ, assicuravano gli esperti. Sโรจ visto. Gli studiosi avevano aggregato centinaia di dati su base nazionale e se nel 2017 iย Leaveย erano ancora davanti, ne corso degli anni gli inglesi si sarebbero via via convertiti alย Remain. In tre anni, solo 7 sondaggi su 226 avevano dato iย brexiteersย avanti nelle intenzioni di voto britanniche. Nel 2019 addirittura solo una rivelazione statistica su 72 dava per favorita la linea Johnson. โSecondo YouGov, รจ il segnale che il sentimento dei britannici รจ cambiato e di moltoโ, scriveva Rep. Poi la dura realtร elettorale รจ arrivata a smorzare gli entusiasmi nostrani.
Pensate che solo ieri ilย Corriereย assicurava che il vantaggio di Johnson si era ridotto. Le stime non lo davano piรน sicuro di ottenere la maggioranza assoluta aย Westminster, il che poteva significare o un governo di minoranza Labour oppure un debole esecutivo conservatore incapace di realizzare un rapido addio all’Ue. โGli elettori europeisti – scriveva il quotidiano via Solferino – hanno pensato che cโerano migliori opportunitร di fermare la Brexit canalizzando voti sul partito di Jeremy Corbyn (โฆ). E questo recupero รจ continuato fino alle ultime oreโ. Alla faccia del recupero: la veritร che i Laburisti ottengono solo 203 parlamentari (-59), i conservatori 364 (+46) con 38 parlamentari in piรน della maggioranza assoluta. La vittoria รจ schiacciante. La Brexit ha vinto di nuovo, nonostante sondaggi e entusiasmi assurdi. Bye Bye Bruxelles:ย this is democracy.
il giornale.it