La dittatura delle sardine
Cโรจ un passaggio delย “manifesto delle sardine”ย su cui occorre riflettere, lasciando da parte la retorica del movimento “nato dal basso”.
Ed รจ dove afferma che “grazie ai nostri padri e nonni avete il diritto di parola, ma non avete il diritto di avere qualcuno che vi stia ad ascoltare”. Se uno ci pensa con calma, fa venire i brividi. ร la nuova censura. L’unica differenza con quella “fascista” (le sardine direbbero cosรฌ) รจ che invece di tappare la bocca di chi parla, si pone come obiettivo quello di infilare pezzi di tonno nelle orecchie degli uditori. Potete parlare, ma “non avete il diritto” (capito?), il “diritto”, di avere “qualcuno che vi stia ad ascoltare”. Fa paura.
Hoย intervistato Mattia Santori, leader del movimento bolognese nato la scorsa settimana. ร simpatico e pure pacato nel parlare. Non fa scivoloni, non urla. ร preparato. Le sardine non bloccano le strade per impedire ai leghisti di raggiungere il Paladozza. Sono il volto pulito del dissensoย anti-leghista. (A dire il vero una di loro ha invocato un โgiustiziereโ per Salvini, ma sostiene fosse ironico). Di certo non lanciano bombe carta, non pestano i poliziotti, non portano balle di fieno in piazza per bloccare lโingresso dell’ex ministro. Eppure sono mosse da un principio simile: mentre i centri sociali si mobilitano per impedire fisicamente ad un leader politico di parlare agli italiani (sarebbe laย democrazia, compagni!), le sardine puntano a togliere al leghista (e alla destra) il diritto di avere qualcuno che possa andarli a sentire.
Il dramma รจ che se gli italiani non hanno diritto di ascoltareย Salvini,ย Meloniย oย Borgonzoni, allora devono affidarsi solo alle sirene di chi sta simpatico alle sardine. Magari al Pd o ad Italia Viva. Ai vari Corrado Augias, Roberto Saviano e via dicendo. Lโipotesi fa rabbrividire. Ma non perchรฉ Zingaretti, Renzi, Speranza, Potere al Popolo e tutti i pensatori sardine-compatibili non abbiano la libertร di dire ciรฒ che vogliono e di radunare masse intorno alle loro idee. Ma perchรฉ lโidea che solo un messaggio di sinistra (o non populista) abbia “diritto” di essere ascoltato รจ liberticida. Un orrore democratico. Anzi: non ha proprio nulla di democratico. ร presunzioneย radical chic. E il bello (o il brutto) รจ che una persona intelligente come Mattia Santori, faccia pulita e spirito lodevole, non sembra capirlo.
Cercheremo di essere chiari: le sardine hanno facoltร di cercare di occupare il campo leghista, strappargli via lโelettorato, fare da pietra dโinciampo alle elezioni regionali. Se ci riusciranno, bravi loro. Hanno tutto il diritto di svincolarsi dalla “onnipresenza opprimente” deiย populisti. Di combattere (presunte) “bugie e odio” che i sovranisti avrebbero “riversato” sui “concittadini”. Che si inorridiscano pure per “quanto in basso” lโItalia sarebbe arrivata. Nessun problema. ร un bene che credano ancora “nella politica e nei politici con la P maiuscola” (senza perรฒ indicare quali). Fanno benissimo a cercar di convincere “vicini, parenti, amici e conoscenti” che “per troppo tempo” la destra ha mentito loro. Ma da qui a mettere per iscritto cheย Lega, FdI,ย CasaPoundย e pure Forza Nuova non possano avere il diritto di rivolgersi ai propri sostenitori ce ne passa eccome. Se non capite dov’รจ il confine traย opposizioneย eย imposizione, allora abbiamo un problema. Perchรฉ questa รจ la linea rossa che divide la democrazia dalla dittatura del pensiero unico: non esiste un progetto di societร giusto o sbagliato, esiste un programma politico mio e tuo, diย destraย e diย sinistra. E nesuno dei due รจ del tutto ‘vero’ o del tutto ‘fasullo’.
Non so se questo articolo verrร mai giudicato da un giudice-sardina o da unaย Commissione Segreย qualsiasi. E comunque mi sento al sicuro: dicono che ho libertร di parola. Ma se dovessimo applicare il manifesto delle sardine, allora non avrei il “diritto” di avere “qualcuno che mi stia ad ascoltare”. Ovvero voi lettori. E questo mi fa preoccupare.
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