Il cagnolino della Trenta? Un’auto blu lo scortava al ministero
Non smette di montare il casoย Elisabetta Trenta. L’ex ministro della Difesa dell’allora governo gialloverdeย viveva in un appartamento nel centro di Romaย โ nel quartiere San Giovanni โ che aveva ottenuto come “alloggio di servizio”, tenendoselo stretto anche dopo il suo addio al Dicastero di via Venti Settembre.
Insomma, anche quando non ricopriva piรน alcun incarico pubblico che potesse giustificare la decisione di rimanere in quella casa.
Ora il caso si arricchisce di un nuovo protagonista, oltre al marito dell’ex ministra del Movimento 5 Stelle (che รจ ufficiale nellโesercito italiano), che nelle ultime oreย ha presentato ufficialmente la richiesta di rinuncia all’appartamento. Il nuovo soggetto che prende parte al “giallo” รจย Pippo, ilย cagnolinoย della famiglia Trenta.
Giร , perchรฉ secondo una rivelazione deย Il Messaggero, loย schnauzer nanoย dell’ex titolare della Difesa veniva prelevato a domicilio con l’auto di servizio dei militari e accompagnato al dicastero.
Gli inquilini della casa della discordia in quel di San Giovanni, insomma, erano tre. Ilย caneย da quanto scrive il quotidiano capitolino fu regalato alla Trenta da un ufficiale dell’esercito italiano tempo fa. Da quel giorno, la ministra pentastellata โย che con il suo partito ha avuto piรน di un problema per questo imbarazzante episodio della casaย โ lo portava spesso e volentieri con sรฉ, anche al Ministero.
“Qualche militare lo andava a prendere con l’auto di servizio nella casa di via Amba Aradam e lo scortava fino al dicastero”, scrive appunto ilย Messaggero, allegando al pezzo anche una foto del simpatico Pippo in un ufficio del Ministero della Difesa. Insomma, un belย privilegioย anche per l’animale domestico, dopo quelli goduti dalla sua padrona.
Lo scandalo della casa della Trenta
“Avevo bisogno di un posto dove incontrare le persone, di un alloggio grande. Era necessaria riservatezza…”. Cosรฌ Elisabetta Trentaย aveva cercato di motivare la decisione di non lasciare l’alloggioย nel quartiere centrale della capitale, di centottanta metri quadri. Loย scandaloย รจ scoppiato in seguito a un’inchiesta delย Corseraย realizzato da Fiorenza Sarzanini, che ha messo in imbarazzo ilย Movimento 5 Stelle teoricamente anti-casta. Luigi Di Maio e gli altri alti papaveri pentastellati hanno preso le distanze dalla vicenda, ma la frittata โ ormai โ era fatta. Frittata peraltro aggravata dalla mendace relazione secondo la quale la ministra e suo marito avrebbero pagato 540 euro al mese per l’affitto,ย visto che la coppia in realtร ne avrebbe sborsati appena 140.
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