Spaccio e degrado al cimitero: il Verano assediato dalle roulotte
Non ha dubbi il signor Ottorino: “Qui sono tutti delinquentiโ. Classe 1943 e la carriera da acrobata sfumata a causa di un brutto infortunio, lโanziano รจ stato uno dei primi a sistemarsi in largo Passamonti.
Era il 2012. Dopo di lui ne sono arrivati altri e altri ancora, e il parcheggio che costeggia le mura di cinta del cimitero monumentale del Verano si รจ trasformato in un camping abusivo. Non proprio una sistemazione di lusso. Piuttosto un ricovero di disgraziati, circa una cinquantina, che vivono da baraccati allโinterno di vecchie roulotte.
Ottorino รจ uno dei pochi italiani del circondario e preferisce starsene in disparte, per fatti suoi. I residenti del parcheggio sono principalmente slavi e nordafricani. Accanto alla sua roulotte ce nโรจ una sbarrata. Sulla porta, scritta a caratteri sgangherati, cโรจ una frase di commiato. โLรฌ โ ci racconta come se fosse la cosa piรน normale del mondo โ ci viveva uno che รจ morto di overdose ad agostoโ. Nemmeno il tempo di finire la frase e la quiete del camping viene scossa da un evento imprevisto: compare una gazzella dei carabinieri con unitร cinofila al seguito. Si tratta di un controllo di routine, ma i militari della Stazione Roma San Lorenzo sembrano andare a colpo sicuro. Dopo poco, infatti, il pastore belga ha giร trovato qualcosa. Circa 40 grammi di hashish, avvolti nel cellophane e nascosti sotto al gancio della roulotte di un egiziano. Lโuomo, di 57 anni, viene denunciato a piede libero. Le attenzioni delle forze dellโordine adesso si spostano sul veicolo accanto. Spaccio e degrado all’ombra del cimitero: le roulotte assediano il VeranoPubblica sul tuo sito
Al suo interno, un ragazzo tunisino dorme assieme a un connazionale. Esce ancora mezzo addormentato, con la faccia pallida e le braccia piene di cicatrici. Durante la perquisizione del mezzo vengono rinvenute decine di siringhe. โNon ho nulla โ si difende โ ho smesso di drogarmiโ. Qualche attimo piรน tardi, ci confiderร di essere appena uscito dal carcere, dove รจ finito per spaccio, e di aver chiuso con lโeroina. Blitz e controlli, in questo fazzoletto dโasfalto a due passi da San Lorenzo, quartiere di spaccio e movida universitaria, sono frequenti. Ma non sempre si concludono nel migliore dei modi. Lo sanno bene gli agenti della polizia municipale che, la scorsa settimana, sono stati minacciati da un ventisettenne del Mali con unโaccetta. Lโepisodio ha inevitabilmente riacceso il faro sulla favela, ma ancora non si intravedono soluzioni definitive.
Anche sullโaltro versante del cimitero, quello che affaccia sulla via Tiburtina, sostano una decina di roulotte abitate da rom di origine bosniaca. Mentre una coppia di polacchi risiede ormai in pianta stabile in un piccolo fabbricato che si trova proprio davanti allโentrata principale del camposanto. Situazioni di estremo degrado che stanno via via accerchiando lโintera necropoli. โGli abusivi stanno aumentando โ mette in guardia Francesco Figliomeni, capogruppo di Fratelli dโItalia in Campidoglio โ e i frequentatori del cimitero si trovano a dover affrontare situazioni sempre piรน spiacevoliโ.
Chi viene a trovare i propri cari, infatti, รจ costretto a dividere i servizi igienici con gli abusivi. E non รจ raro, denuncia il consigliere, โincappare in persone che si fanno la barba o lavano piatti e stoviglie nelle toilette messe a disposizione dall’Amaโ. Anche la fontana che affaccia sul piazzale del Verano รจ gettonata per questo genere di attivitร . Lo constatiamo con i nostri occhi attorno alle due del pomeriggio. A quellโora il fontanile assomiglia a una lavanderia. La scena รจ surreale. Una decina di nomadi si รจ riunita attorno alla vasca, schiamazzi e spruzzi dโacqua accompagnano il lavaggio di indumenti e lenzuola che verranno rigorosamente stese sulle siepi, qualche metro piรน in lร .
“Piรน di una volta sono state fermate persone in possesso di droga all’interno del perimetro del cimitero”, ricorda il maggiore Vincenzo Carpino, comandante dei carabinieri della compagnia di Roma Piazza Dante. L’ultimo maxi sequestro risale allo scorso aprile, quando la polizia rinvenรฌ un chilo di cocaina, una pistola e della munizioni all’interno di uno dei loculi del Pincetto, segno che al cimitero i pusher ormai si sentono sicuri. Un po’ meno sicuro si sente chi viene qui a mettere un fiore sulla tomba dei propri cari. โLe cose vanno sempre peggio, dobbiamo sempre guardarci le spalle โ racconta la signora Fiorenza, che รจ venuta a sistemare la tomba di famiglia in vista delle festivitร di novembre โ non cโรจ piรน rispetto neppure per i mortiโ.
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