La sistematica distruzione dello Stato sociale. La lobby di Soros e il fisco premiante per Ronaldo
Penso che sia bene rinfrescarci la memoria ricordando che in Italia fino ai primi anni 90โ resistette unoย Stato socialeย tra i migliori al mondo.
Fu messo in piedi per calcolo geopolitico nel clima della Guerra Fredda, in funzione di deterrenza contro lโingresso nel potere centrale statale del PCI, mentre giร era presente nel governo di diverse e importanti cittร e regioni (definite cittร e regioni rosse per distinguerle da quelle bianche controllate dalla DC).
Non si puรฒ negare e tanto meno rinnegare il salto di civiltร che fino ad allora fece lโItalia estendendo il benessere a un vastissimo strato della popolazione, allargando la promozione sociale anche alle classi sociali piรน disagiate e promuovendo lโistruzione sociale fino alla laurea in contesti familiari dove pochi anni prima a mala pena lโistruzione consisteva nella scuola elementare.
Naturalmente come le migliori opere umane anche questa non poteva essere, e infatti non era, perfetta.
Ci furono abusi importanti per le cifre di macro economia mobilitate (in quegli anni esplose il debito pubblico italiano) e inaccettabili dal punto di vista delle giustizia sociale.
Le baby pensioni, le pensioni di invaliditร concesse con manica larghissima (un eufemismo) e poi con pratiche illegali e corruttive largamente diffuse nel meridione, ma con numeri significativi sia al centro che al nord Italia, erano la punta dellโiceberg di un sistema che questi e altri abusi (solo per esempio ricordo i costi enormi dei partiti tutti a carico dello Stato) condotti in maniera sistematica avevano portato al collasso dello Stato Sociale.
E cosรฌ si fece la scelta scriteriata di buttare via e lโacqua sporca e il bambino.
Questa scelta drastica fu facilitata anche dal fatto che con la fine della Guerra Fredda il PCI non fece piรน paura e venne assorbito con il significativo cambio del nome (PDS) nel sistema โoccidentaleโ.
In effetti il mutamento era stato cosรฌ radicale fino a cambiarne il DNA.
E cosรฌ si arrivรฒ fino al punto che DโAlema bombardรฒ lโex Jugoslavia, per compiacere gli americani in particolare i circoli Dem dei Clinton, avendone in cambio lโaccreditamento.
Roba da far esplodere il piรน solido degli stomaci.
Da qui cominciรฒ lโinarrestabile corsa allโindietro dei diritti sociali.
Ci fu unaย impressionante accelerazione nellโazione distruttiva delle tutele socialiย a favore della parte piรน debole della popolazione italiana a partire dalla cosiddetta super crisi delle banche americane (vi ricorderete il crack Leman e i mutui Sub Prime made in USA, ovvero, in buon italiano, farlocchi).
I costi di quella crisi sistemica americana furono scaricati su tutto il mondo, prima di tutto sullโEuropa.
LโItalia pagรฒ il prezzo piรน alto tra le nazioni europee.
Infatti il governo Monti, il primo dei governi tecnici, cioรจ senza legittimazione popolare tramite elezioni, con regia di Napolitano, iniziรฒ il bombardamento sistematico di ciรฒ che era rimasto ancora in piedi delle tutele e dei diritti sociali (la famigerata legge Fornero, lo scatenamento di Equitalia contro la parte piรน debole dei contribuenti โ cioรจ quelli che non ce la facevano a pagare le tasse dichiarate e quindi NON EVASE -, lโannichilimento delle piccole imprese, la riduzione delle tutele per i dipendenti delle grandi aziende private, sopratutto le multinazionali).
Allo sciagurato governo Monti,ย subentrรฒ il governo Letta, sempre non eletto ma scelto discrezionalmente da Napolitano per continuare le politiche di Monti.
Il ragazzo non si rivelรฒ allโaltezza del compito affidatogli, e Napolitano, impaurito dalla ipotizzata probabile vittoria del M5S alle europee, lo congedรฒ facendo fare a Matteo Renzi il lavoro sporco per cacciarlo. Napolitano assistette silente allโarroganza baldanzosa (vi ricorderete: Enrico stai serenoโฆ indirizzato da Renzi a Letta).
Il governo del Bombaย si caratterizzรฒ per unโaccentuazione delle politiche antipopolari, una per tutte il Jobs Act (in ingleseโฆ per nascondere la sostanza), sempre sotto la guida di Napolitano.
Queste politiche antipopolari si cercรฒ di coprirle distraendo lโattenzione con la pressione politica e mediatica per i diritti civili, come se questi fossero la merce di scambio per la perdita di diritti sociali consolidati.
Ma la gente sa benissimo che di soli diritti civili non si campa, senza peraltro rinnegarli e tanto meno combatterli, quando non siano semplice fumo negli occhi o polverone mediatico mirato ad ottenere la distrazione della gente dalle cose che contano davvero.
Maย anche questo ragazzo non seppe portare a compimento il lavoro affidatogli da Napolitanoย e incappรฒ in una serie di sconfitte nelle elezioni amministrative e nel referendum.
Napolitano avrebbe voluto che togliesse il disturbo, un poโ alla Letta, ma il Bomba non era il tipo da usa e gettaโฆ
E cosรฌ Renzi si incaponรฌ sino alla disfatta delle elezioni politiche del 4 marzo scorso.
E non si sa fino a quanto durerร il suo incaponimento e quali strade percorrerร .
Comunque, alla fine cedette alle pressioniย in favore di Gentiloni, per cercare di presentare un volto parzialmente nuovo, mite e moderato, per continuare le stesse politiche.
Lโunica nota di discontinuitร di Gentiloni fu lโabolizione dei voucher, per evitare il referendum promosso dalla CGIL, e per cercare di recuperare lโelettorato tradizionale di riferimento, ma il Jobs Act, e cioรจ la sostanza delle politiche riduttive dei diritti sociali, non venne minimamente riformato.
Ora ci troviamo una legislazione da riformare profondamente per riequilibrare il potere negoziale tra le parti deboli e quelle forti del mercato del lavoro e per sostenere in via prioritaria le piccole imprese che danno lavoro in Italia e non delocalizzano in giro per il mondo globalizzato per pagare il meno possibile la forza lavoro.
Dobbiamo sempre aver presente che la globalizzazione, spinta allโinverosimile con lโincoraggiamento delle migrazioni, punta ad avere carne da macello in abbondanza da sottopagare e usare a piacimento.
Non ci vuole molto a capire cheย lโabbondanza di manodopera scatena nei fatti una guerra tra i poveri che sono giร tanti in Italia e quelli che arrivano in maniera artificialmente indotta da tutte le parti del mondo, sopratutto dallโAfrica sub-sahariana.
Questo รจ esattamente lโeffetto sociale ed economico cercato e voluto dal capitalismo finanziario โcompassionevoleโ alla Soros, al quale non interessa nulla dei migranti che considera come oggetti da muovere da un posto allโaltro del mondo.
Questa lobby che muove capitali cosรฌ ingenti che possono far tremare interi Stati, vuole avere manodopera a basso costo in Europa e Stati Uniti per fare concorrenza alla Cina sullo stesso suo terreno.
Queste masse enormi di persone, i poveri occidentali e i poveri provenienti dalla migrazione promossa nei paesi di origine facendo balenare aspettative false, per loro rappresentano non persone, non individui detentori di diritti sociali, ma semplici oggetti.
Ai poveri italiani e europei e ai poveri migranti, la lobby di cui Soros fa parte vuole non solo togliere i diritti sociali (esaltando perรฒ quelli che loro chiamano diritti civili, in pratica fumo negli occhi), ma, con lo sradicamento per gli uni dalle proprie tradizioni popolari e per gli altri dal proprio Paese, vuol togliere pure lโanima, la stessa primordiale dignitร umana.
Ecco perchรฉ trovo quanto mai azzeccato il nome che Luigi Di Maio ha scelto per il decreto appena approvato: Decreto Dignitร .
Eโ una prima importantissima azione concreta nella direzione giusta di riappropriazione di diritti e dignitร , appunto, e non ho il minimo dubbio che se ne aggiungeranno altre sempre piรน importanti e incisive.
Consentitemi ancora unโaltra nota in tema di globalizzazione a uso e consumo di chi ha giร uno strapotere economico e finanziario.
Il super intelligente ministro dellโeconomia, il renziano Padoan, ha pensato bene prima di andar via di fare una norma per attrarre in Italia i ricchi globalizzati e apolidi, la cui patria รจ il dio denaro,ย mettendo un tetto di 100.000 euro alla tassazione qualsiasi sia il reddito imponibile.
Cosรฌ commenta Luciano Cerasa sul Fatto Quotidiano:
โE qui viene in soccorso a braccia aperte lโimposta โattrai Paperoniโ introdotta dallโex ministro dellโEconomia, Pier Carlo Padoan nella legge di Bilancio 2017 con lโobiettivo di attirare nuovi capitali, consumi e investimenti nel Belpaese. In cosa consiste? Gli ultra ricchi che trasferiscono la propria residenza in Italia pagano unโimposta โa forfaitโ di 100 mila euro allโanno per 15 anni su tutti i redditi, ma limita lo sconto a quelli di fonte estera. Per le attivitร internazionali di Ronaldo si tratterebbe sempre di un risparmio fiscale ingentissimo, tra compensi, premi e sponsor. Tuttavia nel 2014 la Fiat si รจ trasformata in FCA, con sede legale in Olanda e sede fiscale in Gran Bretagna, per cui tutto quello che il gruppo procaccerร a Ronaldo (compreso lโingaggio?) rientrerร nella quota fissaโ.
Ecco come vorrebbe il mondo la lobby di Soros: solo chi ha tanti soldi รจ una persona, gli altri non sono individui, non sono neanche persone, ma numeri, semplici oggetti di produzione e di consumo (di cibo spazzatura, ovviamente).
Solo chi ha tanti capitali puรฒ avere una legislazione fiscale ad hoc, cui bisogna oltretutto soddisfare ogni desiderio.
A questa lobby hanno obbedito prontamente in tutto e per tutto i governi globalisti โde sinistraโ da Monti in poi, fino a Gentiloni.
Ma dal 4 marzo la musica รจ cambiata e cambierร sempre di piรน e sempre di piรน incisivamente con il Governo Conte.