Morto Antonello Fassari, Claudio Amendola distrutto: “Sarai per sempre mio fratello”

La morte di Antonello Fassari, protagonista di una delle serie più amate della televisione italiana, «I Cesaroni», lascia un vuoto enorme non solo nel cuore del pubblico, ma anche in quello di chi lo conosceva da vicino. A rendere omaggio all’attore scomparso a 72 anni è Claudio Amendola, con cui Fassari aveva condiviso il set della serie nel ruolo di Cesare, il fratello maggiore di Giulio, interpretato dallo stesso Amendola.
“Sarai per sempre mio fratello”, ha dichiarato commosso Amendola, che ha raccontato il grande affetto che lo legava all’amico. “Sapevamo che questa serie nuova sarebbe stata dedicata a lui, perché ci era nota la malattia bastarda che lo aveva colpito”, ha spiegato l’attore. “Ma non eravamo preparati alla notizia. Per me è un pezzo di vita che va via, è dura anche parlare, mi aspetto che stia borbottando da qualche parte lassù”. Le parole di Amendola riflettono il dolore profondo per la perdita di un amico e di un compagno di lavoro che, oltre al set, aveva anche un legame sincero e di lunga data con lui.
Il ricordo di un’icona della televisione e del cinema
Fassari, noto soprattutto per il suo ruolo di Cesare nei «Cesaroni», era diventato per milioni di italiani una figura familiare, grazie alla sua interpretazione dell’oste un po’ burbero ma dal cuore d’oro. La sua celebre frase “che amarezza…” era diventata un piccolo cult, ripetuta frequentemente durante le riprese e amata dal pubblico. Sul set, tanto era il suo affetto per il personaggio che la scritta veniva addirittura appesa dietro le macchinette del caffè, come un promemoria affettuoso.
Ma la sua carriera non si limitava alla televisione. Diplomato all’Accademia d’arte drammatica Silvio d’Amico nel 1975, Fassari aveva sempre coltivato una grande passione per il teatro, pur diventando celebre anche per il suo lavoro in varietà e programmi comici, come «Avanzi» di Serena Dandini. Inoltre, aveva recitato in «Romanzo criminale», dove interpretava Ciro Buffoni, e in film come «Suburra” e «Selvaggi». L’ultima sua apparizione risale al 2024, quando aveva interpretato il padre di Michela Giraud nel film «Flaminia».
Un uomo segnato dalla sofferenza
Negli ultimi anni, Fassari aveva lottato con problemi di salute, tra cui ansia, depressione e un grave dolore al torace causato da un’angina. Nonostante le sue difficoltà, aveva continuato a lavorare con impegno e dedizione, fino a quando le sue condizioni non lo avevano costretto a fermarsi. La separazione dalla moglie, dopo più di vent’anni di matrimonio, aveva segnato ulteriormente la sua vita, rendendo ancor più difficile la sua lotta quotidiana.
Un addio che lascia un vuoto
La notizia della morte di Fassari ha sconvolto tutti coloro che lo conoscevano, come dimostrano le parole di Verdiana Bixio, produttrice de «I Cesaroni – Il ritorno». “Siamo frastornati, increduli, addolorati per la scomparsa di Antonello, un grande attore, un caro amico”, ha dichiarato. “Lo aspettavamo sul set sperando che ce l’avrebbe fatta, la notizia della sua morte ci dilania tutti”. La sua presenza, sia nella vita che nel lavoro, mancherà profondamente a chi lo ha amato e stimato.