La Russa visita Sgarbi al Gemelli: «Non smetterai mai di vedere la bellezza»

Un mattatore in pausa, ma non sconfitto
I teatri in cui ha incantato platee con le sue lectio magistralis sull’arte, le aule parlamentari che ha animato con i suoi interventi, i salotti televisivi in cui ha sempre lasciato il segno: tutto sembra ora muto senza di lui. Ma non si tratta solo di assenza mediatica. Sgarbi sta combattendo una delle sue battaglie più dure, quella contro una malattia invisibile, profonda e spesso taciuta: la depressione.
«Non è stata una visita politica», ha spiegato La Russa all’uscita dall’ospedale. «Ma un gesto dovuto verso un amico. Una persona con cui ho avuto scontri, discussioni, ma che ho sempre stimato. La depressione è una malattia seria, e chi ci passa ha bisogno di sostegno, non di giudizi».
Un legame profondo, oltre le ideologie
La Russa non ha voluto portare parole vuote. Con sé aveva un libro d’arte, scelto con cura. Lo ha consegnato a Sgarbi con una frase semplice, che ha il sapore dell’affetto autentico: «So che non smetterai mai di vedere la bellezza, neanche nei momenti più bui». Poche parole, ma che raccontano tanto del legame tra due figure spesso agli antipodi, ma unite da una sensibilità comune per il valore della cultura.
L’incontro – secondo quanto riferito da fonti vicine a Palazzo Madama – è durato circa mezz’ora. Un tempo carico di silenzi, ma anche di piccoli segni di speranza. «Lui diceva poche parole, ma quelle giuste», ha raccontato La Russa. «Teneva il filo del discorso. Era malinconico, certo, ma lo sguardo era ancora quello. Stanco, ma vivo. Gli occhi di fuoco di Vittorio non cambiano».
Un gesto che vale più di mille discorsi
In un’epoca in cui la politica spesso sembra distante dall’umanità delle persone, episodi come questo ci ricordano che esistono ancora momenti di autenticità. La depressione non guarda in faccia nessuno: colpisce in silenzio, dilaga nell’anima e può divorare anche i più forti. Ma quando qualcuno si prende la briga di bussare alla tua porta, di portarti un libro, di dirti «ci sono», allora qualcosa può davvero cambiare.
E per chi come Sgarbi ha fatto della passione per il bello e dell’amore per l’arte una missione, ogni piccolo segnale può essere la miccia per ripartire. La Russa ha concluso con parole di speranza: «I medici mi hanno detto che c’è un miglioramento. Gli ho chiesto di tornare, abbiamo bisogno del suo aiuto su un progetto artistico. E quando mi ha guardato, ho capito che dobbiamo fare di tutto per riportarlo indietro. Vittorio deve tornare a essere la pantera che conosciamo».
Un ritorno atteso da tutti
Intanto, negli ambienti culturali e televisivi, la speranza di rivedere presto Sgarbi in scena è condivisa da molti. Il mondo dell’arte, che lui ha reso popolare con linguaggio irriverente e passione travolgente, attende il suo ritorno. Perché, come ha detto lo stesso La Russa, «abbiamo bisogno di lui. Della sua visione, della sua voce, del suo sguardo che sa vedere la bellezza anche dove gli altri non la notano».
Che questa visita possa essere l’inizio di una nuova rinascita. Per Sgarbi, per chi soffre in silenzio, e per tutti noi che crediamo ancora che la cultura sia una forma potente di resistenza.