Giorgia Meloni svela i dati: “La verità sui numeri”, cos’è cambiato con lei al governo

Giorgia Meloni e la crescita dell’occupazione: un milione di nuovi posti di lavoro in Italia

La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha celebrato un importante traguardo raggiunto dal suo governo: la creazione di un milione di nuovi posti di lavoro in Italia.

Con un post sui social, la premier ha sottolineato i progressi fatti dall’esecutivo nel settore occupazionale, evidenziando dati concreti e risultati ottenuti grazie alle politiche messe in atto per sostenere le imprese e rilanciare il mercato del lavoro.

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Un milione di nuovi occupati: il successo delle politiche del governo

Nel suo messaggio, Giorgia Meloni ha ricordato la situazione lavorativa in Italia al momento del suo insediamento nell’ottobre 2022. All’epoca, il numero degli occupati si attestava a 23 milioni e 231 mila. A distanza di poco più di due anni, i dati Istat di febbraio 2025 riportano una crescita significativa: il numero di persone occupate ha raggiunto quota 24 milioni e 332 mila, segnando un incremento di oltre un milione di unità.

“Questo risultato è frutto del lavoro di tanti, in primis delle imprese,” ha dichiarato la premier. “Come governo abbiamo fatto la nostra parte, impegnandoci per creare opportunità, supportare le aziende e restituire dignità al lavoro. Il nostro obiettivo è costruire un’Italia più forte e prospera, e continueremo a lavorare per questo.”

I numeri confermano la crescita occupazionale

I dati sull’occupazione nel solo mese di febbraio 2025 mostrano un incremento dello 0,2% rispetto al mese precedente, corrispondente a circa 47 mila nuovi occupati. Questo aumento riguarda principalmente le donne, i lavoratori autonomi, i dipendenti a tempo determinato e tutte le fasce d’età, ad eccezione della fascia 25-34 anni, dove si è registrata una lieve diminuzione.

Il tasso di occupazione complessivo è salito al 63,0%, con un aumento di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente. Parallelamente, il numero di disoccupati è diminuito, mentre si registra una riduzione del tasso di inattività pari a -1,7%, equivalente a 208 mila persone in meno.

Un confronto con l’anno precedente

Rispetto a febbraio 2024, i dati evidenziano un incremento del numero di occupati del 2,4%, pari a 567 mila unità in più. Tale crescita coinvolge sia uomini che donne, con un aumento particolarmente marcato tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni e tra gli over 50. Al contrario, si osserva una lieve diminuzione dell’occupazione nella fascia d’età 25-49 anni.

Nel corso dell’ultimo anno, il tasso di occupazione è aumentato di 1,1 punti percentuali, mentre il numero di persone in cerca di lavoro è calato del 18,4%, con una riduzione di 342 mila unità. Anche la quota degli inattivi tra i 15 e i 64 anni ha subito una contrazione dello 0,5%, pari a circa 60 mila persone in meno.

Il ruolo delle imprese e delle politiche governative

L’incremento occupazionale registrato è il risultato di una strategia politica mirata, che ha visto il governo intervenire con misure volte a incentivare il mondo imprenditoriale e a creare nuove opportunità di impiego. Le imprese, da parte loro, hanno risposto positivamente, contribuendo a generare nuove assunzioni e a stabilizzare il mercato del lavoro.

Tra le principali iniziative adottate dal governo per stimolare l’occupazione vi sono incentivi fiscali per le aziende, sostegni per le nuove assunzioni, riforme del mercato del lavoro e una maggiore attenzione alla formazione professionale per i giovani e i disoccupati.

“C’è ancora molto da fare, ma non ci fermeremo,” ha assicurato Giorgia Meloni. “Il lavoro è la chiave per una Nazione più forte e per garantire un futuro migliore ai cittadini italiani.” .

L’Italia verso una crescita economica sostenibile

L’aumento del numero di occupati è un segnale positivo per l’economia italiana e dimostra che le riforme intraprese stanno producendo effetti concreti. Un mercato del lavoro più dinamico e in espansione favorisce la crescita del PIL e contribuisce a migliorare il benessere sociale.

Se il trend positivo dovesse continuare, l’Italia potrebbe avvicinarsi sempre più ai livelli occupazionali dei principali paesi europei, riducendo il divario con le economie più avanzate. La sfida principale resta quella di garantire che la crescita dell’occupazione sia accompagnata da un miglioramento della qualità del lavoro, con stipendi adeguati e maggiori tutele per i lavoratori.

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