Arrivano i farmaci a mRNA autoreplicante, l’Europa dà l’ok. Come funzionano, i rischi e tutti i dubbi

Una nuova frontiera si apre nel campo della medicina con l’arrivo del farmaco “Kostaive“. Questo farmaco, basato sulla tecnologia dell’mRNA autoreplicante, ha ricevuto l’approvazione del Committee for Medical Products for Human Use (CHMP) dell’EMA il 12 dicembre 2024. La Commissione Europea ha poi formalizzato l’autorizzazione il 12 febbraio 2025. Tuttavia, l’innovazione non è priva di controversie, poiché la Commissione Medico-Scientifica Indipendente (CMSi) ha espresso preoccupazioni. Questa novità rappresenta un’evoluzione significativa, ma solleva ancora dubbi e incertezze sul suo impatto.
Definizione di mRNA Autoreplicante
Nonostante l’entusiasmo, la Commissione Medico-Scientifica Indipendente (CMSi) ha lanciato allarmi significativi riguardo ai farmaci a mRNA autoreplicante. Con un comunicato del 4 marzo 2025, la CMSi ha chiesto una moratoria immediata sulla distribuzione del farmaco, sottolineando la necessità di valutazioni indipendenti sulla sicurezza. A differenza dei vaccini di Pfizer/BioNTech e Moderna, Kostaive utilizza molecole di mRNA autoreplicante. Queste molecole, una volta all’interno delle cellule, non solo stimolano la produzione della proteina Spike, ma possono anche replicarsi indefinitamente. La CMSi avverte che i rischi di questa tecnologia sono elevati. Le nanovescicole contenenti mRNA autoreplicante potrebbero diffondersi tra specie diverse, tramite vie respiratorie o scambio di liquidi biologici, sollevando questioni sulla trasmissibilità tra umani e animali, con conseguenze ambientali imprevedibili.
Perplessità sulla Persistenza della Proteina Spike
Un aspetto critico è la durata della proteina Spike nell’organismo. Studi recenti citati dalla CMSi indicano che la proteina potrebbe persistere nei tessuti per oltre 15 mesi, superando le previsioni iniziali. La mancanza di studi indipendenti a lungo termine sugli effetti collaterali del farmaco complica ulteriormente la questione. Il problema principale non è l’efficacia del farmaco, ma se i rischi potenziali superano i benefici. Come analizzato da Francesco Carraro, la questione non riguarda l’opposizione alla scienza o al progresso, ma il rispetto del principio di precauzione. La sicurezza dei cittadini deve essere prioritaria, richiedendo valutazioni rigorose delle nuove tecnologie farmaceutiche, incluse quelle a mRNA autoreplicante.