Tiziana Cantone, 5 anni fa la tragica morte epilogo del dramma del Revenge Porn. Tutta la storia

Tiziana Cantone moriva il 13 settembre 2016, la 31enne di Mugnano (provincia di Napoli) รจ stata ritrovata impiccata nella cantina della casa della zia. La donna aveva intorno al collo una pashmina; proprio quellโ€™oggetto si รจ rivelato oggi, a distanza di cinque anni dalla tragedia, un elemento chiave che ha permesso la riapertura del fascicolo e una nuova indagine per omicidio.

Lโ€™ipotesi iniziale alla morte รจ stata infatti quella di suicidio, accreditata dallo stato di disperazione di Tiziana Cantone dovuta agli effetti della divulgazione di alcuni suoi video intimi in rete. La tragica vicenda che ha coinvolto Tiziana Cantone ha smosso lโ€™opinione pubblica portandone lโ€™attenzione sui temi come il Revenge Porn e il cyberbullismo, al punto da essere inseriti nel Codice Rosso, approvato nel 2019.

tiziana cantone

Tiziana Cantone, il dramma della privacy violata: i video intimi postati in rete

Il dramma di Tiziana Cantone inizia il 25 aprile 2015, quando un suo amico le rivela di averla riconosciuta in un filmato su un sito porno. Verificando lei stessa, Tiziana Cantone non solo si riconosce nel filmato, ma si ricorda anche a chi lo aveva mandato, ma il dramma era solo allโ€™inizio.

A quanto pare le immagini di Tiziana Cantone avevano fatto il giro del web finendo su piรน piattaforme, compresi alcuni gruppi Facebook. Dramma nel dramma, unโ€™espressione da lei usata in un filmato era diventato anche un meme virale; il suo nome ha cominciato a circolare e sono stati creati diversi profili falsi a suo nome.

Un vero e proprio incubo per Tiziana che fin da subito ha cercato di reagire iniziando a denunciare. รˆ il maggio del 2015 quando si reca in Procura, raccontando tutte le dinamiche che hanno portato a quello.

Come si legge sul Corriere della Sera, la donna aveva raccontato di aver vissuto un periodo di โ€œFragilitร  e depressioneโ€ e per questo aveva intrecciato โ€œRelazioni virtualiโ€ con quattro uomini, senza perรฒ fare riferimento al fidanzato del periodo.

Lโ€™indagine della Procura poi archiviata e il diritto allโ€™oblio negato

Come riportato nel verbale, Tiziana Cantone aveva inviato loro immagini intime. La Procura ha quindi avviato unโ€™indagine sui 4 uomini, poi archiviate, e ha disposto lโ€™oscuramento delle immagini dai motori di ricerca e dai colossi del web Facebook, Twitter, Yahoo, Google e Youtube, ai quali invece era stata imposta la rimozione delle immagini in ogni forma e i commenti.

Purtroppo, questa, per Tiziana Cantone รจ stata una vittoria parziale perchรฉ ha continuato a trovare sempre nuovi contenuti cosรฌ il 13 luglio 2015 ha richiesto la rimozione dal web dei video e di tutti i contenuti a lei collegati, nella sua richiesta presentata al giudice civile di Aversa, Tiziana Cantone aveva specificato di aver mandato quei video โ€œVolontariamente e in piena coscienzaโ€œ. Il giudice le ha perรฒ negato il diritto allโ€™oblio condannando Tiziana Cantone a rimborsare le spese legali ai siti interpellati per un totale di 20mila euro.

Arrivata a questo punto, la vita di Tiziana Cantone รจ ormai distrutta, le persone la riconosco per strada e la deridono per non dire peggio, nonostante la nuova denuncia per violazione della privacy, la diffusione delle immagini continua e lei vive nella paura e nella vergogna. Cerca di ricominciare da zero: avvia lโ€™iter per cambiare il cognome, prendendo quello della madre Maria Teresa Giglio, e si trasferisce in Toscana. Unโ€™esperienza breve perchรฉ decide poi di tornare indietro: poi lโ€™epilogo, il 13 settembre 2016 la morte.

Le indagini sulla morte di Tiziana Cantone

Successivamente alla morte di Tiziana Cantone la Procura ha avviato unโ€™indagine per istigazione al suicidio, Sergio Di Paolo, lโ€™allora ex fidanzato della donna, รจ stato ascoltato. Gli inquirenti hanno analizzato telefono e computer della donna e anche la pashmina usata da Cantone per impiccarsi; le indagini si fermano e il fascicolo viene archiviato dal Gip dopo che nessuno รจ stato iscritto nel registro degli indagati.

Sullโ€™ex fidanzato di Tiziana Cantone, riferisce Il Corriere della Sera, ci sarebbe anche un altro fascicolo aperto nel dicembre 2018 e un rinvio a giudizio per calunnia, accesso abusivo a dati informatici e falso. Secondo lโ€™accusa, Di Paolo avrebbe scaricato la responsabilitร  della diffusione del video sui 4 ragazzi denunciati da Tiziana Cantone e avrebbe poi cancellato dal pc e dal cellulare di Tiziana il materiale. Di contro perรฒ, Di Paolo avrebbe respinto ogni accusa affermando invece di aver offerto a Tiziana Cantone ogni supporto (legale e psicologico); il processo a carico di Di Paolo non si รจ concluso.

La riapertura dellโ€™indagine sulla morte di Tiziana Cantone

A portare avanti la battaglia legale per avere veritร  e giustizia sulla morte di Tiziana Cantone รจ la mamma, Maria Teresa Giglio, che allโ€™ipotesi di suicidio non ha mai creduto. Nel 2020 la donna ha richiesto la riesumazione del corpo di Tiziana Cantone per chiederne lโ€™autopsia (mai eseguita prima), il 28 maggio 2021 il pubblico ministero Giovanni Corona ha aperto un fascicolo per omicidio contro ignoti, approvando la riesumazione del corpo.

Altro elemento chiave di questa nuova indagine รจ la pashmina sulla quale sono state ritrovate tracce di Dna maschile, oltre a quelle della zia che per prima ha trovato il corpo della nipote. Lโ€™ipotesi รจ che Tiziana Cantone non fosse sola nel tragico giorno della morte, e che qualcuno possa aver avuto una responsabilitร  nella sua tragica fine. Ultimo elemento รจ quello della manomissione di telefono e computer di Cantone, i legali della famiglia hanno infatti presentato un ulteriore esposto per frode processuale. Secondo gli esperti della famiglia, dal telefono sarebbero stati cancellati dati tre giorni dopo la morte di Tiziana, mentre per i periti della procura erano inaccessibili per via delle password.

โ€œCi sono tante ragazze che vanno aiutate, perchรฉ finiscono vittime di questa nuova forma di femminicidio che รจ la violenza attraverso il webโ€ aveva dichiarato Maria Teresa Giglio a margine dellโ€™esito del voto alla Camera sul Revenge Porn. Dalla morte della figlia, Maria Teresa Giglio non ha smesso di lottare neanche un giorno nรฉ per avere veritร  e giustizia per Tiziana Cantone nรฉ per evitare che ad altre donne e ragazze possa toccare la stessa tragica sorte della figlia. La tragica vicenda di Tiziana Cantone ha dato il via a una serie di iter legislativi che hanno portato ad unโ€™amara vittoria: la creazione del reato di Revenge Porn, inserito nel Codice Rosso: โ€œChiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, รจ punito con la reclusione da uno a sei anni e la multa da 5mila a 15mila euroโ€œ. Amara perchรฉ un testo di legge cosรฌ importante per i diritti delle donne รจ arrivato solo dopo che una donna si รจ tolta la vita per la vergogna e per la disperazione causata dalla fiducia e dalla privacy violata, ritrovandosi abbandonata dalle autoritร .

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