Sicurezza mascherine Ffp2: ecco quali codici evitare

Non si placano le polemiche riguardanti la sicurezza delleย mascherine Ffp2. In seguito al ritiro dal mercato delleย U-maskย su disposizione del ministro della Salute Roberto Speranza, e altri test secondo i quali alcune mascherine Ffp2 regolarmente vendute non avrebbero invece i requisiti necessari, adesso si cerca di capire quali siano i codici realmente sicuri.

Intanto lโ€™Europa ha messo online unย databaseย dove poter verificare se il prodotto acquistato sia conforme e se lโ€™organismo che lo ha certificato sia effettivamente autorizzato a lasciare le certificazioni richieste. Anche se non vi รจ il codice sulla mascherina, questa potrebbe comunque figurare nei prodotti validati in deroga dallโ€™Inail. Meglio quindi controllare anche lโ€™elenco.

I codici delle mascherine Ffp2 da controllare

Il dispositivo dovrebbe comparire o nel database della Ue o nellโ€™elenco dellโ€™Inail. Non si riuscirร  comunque a reperire tutti i codici delle mascherine non sicure, ma sul sito dellโ€™European Safety Federation, organizzazione no profit dei produttori, degli importatori e dei distributori continentali di Dpi, si puรฒ trovare una lista delle societร  che hanno mostrato certificati sospetti. In Europa ci sono sia societร  finte che realmente presenti nel database ma che non sono autorizzate a rilasciare le certificazioni per le mascherine Ffp2. Queste si discolpano accusando i produttori di aver usato in modo abusivo i loro codici CE per mettere sul mercato dispositivi non conformi alla legge europea. Ecco lโ€™elenco degli organismi esistenti che non sono perรฒ autorizzati a certificare Dpi delle vie respiratorie in Europa. Le mascherine Ffp2 con questi codici non sono quindi a norma:

ICR Polska (Polonia) โ€“ CE 2703

CELAB (Italia) โ€“ CE 2037

ECM (Italia) โ€“ CE 1282

ISET (Italia) โ€“ CE 0865

TSU Slovakia (Slovacchia) โ€“ CE 1299

Universalcert codice CE 2163

Discorso a parte per quanto riguarda Universalcert, codice CE 2163, che non rientra nella lista dellโ€™European Safety Federation dei certificati sospetti. Due laboratori avrebbero analizzato alcune mascherine prodotte in Cina e non sarebbero risultate a norma, pur essendo state certificate dallUniversalcert. Lorenzo Petrilli, vicedirettore del Dipartimento Certificazione e Ispezione di Accredia, lโ€™unico ente scelto dal Governo italiano per accreditare gli organismi di certificazione nazionali, ha rilasciato una intervista al Corriere in cui ha spiegato: โ€œOvviamente siamo a conoscenza delle indagini in merito. Ma fino a quando un organismo notificato resta sul database Ue, dobbiamo presumere che operi correttamenteโ€. Da capire adesso se questi dispositivi, nel momento in cui sono stati certificati, erano giร  non conformi o se i produttori abbiano iniziato a produrli in modo diverso una volta ottenuta la certificazione.

Ulteriori verifiche da fare a casa

Le istruzioni per lโ€™uso e la dichiarazione di conformitร  ci permettono di verificare se la nostra mascherina รจ a norma. Petrilli ha poi aggiunto: โ€œSono gli unici due elementi che per legge devono essere resi disponibili ai consumatori finali, e devono essere scritti nella lingua del Paese di vendita. Generalmente la dichiarazione di conformitร  si trova sul sito del fabbricante, e nelle istruzioni va indicato lโ€™indirizzo in cui รจ possibile trovarla. Questo รจ importantissimo, perchรฉ con la dichiarazione di conformitร  il fabbricante assicura sotto la propria responsabilitร  che quello specifico Dpi รจ stato oggetto di una certificazione emessa da un organismo autorizzato dallโ€™Ue a seguito del positivo esito dei test di laboratorio e dellโ€™analisi della documentazione tecnica. Garantisce inoltre che la produzione in serie รจ sottoposta al controllo del medesimo organismoโ€.

Marcature CE

Petrilli ha tenuto a sottolineare che la marcatura CE รจ un sistema efficace nel garantire la tutela dei consumatori nel mercato dellโ€™Unione Europea. Sia perchรฉ esiste da molti anni, sia perchรฉ ci lavorano soggetti diversi che non dipendono lโ€™uno dallโ€™altro. Gli enti certificatori che garantiscono la presunzione di conformitร , โ€œuna volta abilitati, non si limitano ai controlli preventivi sulla sicurezza dei prototipi, ma sorvegliano anche la successiva fabbricazione in serie: una volta allโ€™anno vanno dai produttori, prelevano decine di campioni, li testano โ€“ in proprio o attraverso laboratori anchโ€™essi accreditati e comunque usando norme tecniche appropriate โ€“ e cosรฌ stabiliscono se i modelli messi in commercio in un determinato periodo di tempo possano essere ritenuti conformi o menoโ€. A controllare il lavoro degli enti certificatori sono le camere di commercio, le dogane, le forze dellโ€™ordine e altri organi adibiti al controllo dei prodotti rivolti al mercato. Come ha sottolineato Petrilli:โ€œQuesto secondo livello di controllo funziona, e a dimostrarlo sono i numerosi procedimenti giudiziari in corso a carico di chi ha immesso o provato a immettere nel mercato europeo prodotti fraudolenti. Quindi a mio giudizio il sistema รจ consolidato e affidabile. Poi tutto รจ sempre perfettibile, ma questo fa parte della natura umanaโ€.

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