Ong, immigrati pestati dagli scafisti. L’intercettazione del volontario: “Io non faccio la spia”
Invano il mio amico C. R. aveva testimoniatoย l’orrore dei traffici umanitari.ย Titolare di una societร specializzata in sicurezza marittima era stato ingaggiato in questa veste da compagnie ong impegnate nel soccorrere naufraghi davanti alle coste libiche.Ci sono stati salvataggi autentici, certo. In molti casi perรฒ ha verificato l’esistenzaย di un patto tra gli scafisti cattivi e i loro complici buoni per definizione, in quanto “umanitari”. Tra loro era un classico l’appuntamento per il trasbordo dei migranti da canotti pensati proprio per un naufragio a orologeria con soccorso incluso. Tutto previsto nel pacchetto pagato dai profughi e/o clandestini.ย Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, si dirร . Certo. E tutto questo non รจ niente rispetto a una prassi schiavistica accettata e protetta da un’omertร utile al protrarsi dell’affare umanitario.
Le foto ieri pubblicate daย Repubblica, prese dal fascicolo d’indagine dei pm di Trapani, trasferiscono la nostra mente ai sussidiari delle elementari dove si raccontava della frusta e del latrato di cani nelle piantagioni di cotone in Alabama prima della guerra di secessione. C’erano le illustrazioni. Le schiene nude rigate dalle cicatrici. Queste foto sono invece di pochi anni fa. Canale di Sicilia. Vi si vede uno scafista – che non รจ sinonimo di tassista abusivo come sostenevaย Emma Boninoย ma di negriero – che ha organizzato il viaggio dai porti della Tripolitania verso la nave “Vos Hestia”. Costui con il ghigno di un attore da film di Tarantino usa il bastone di ferro giallo e la cinghia di pelle per infierire sui suoi sciagurati clienti,ย che hanno versato migliaia di dollari per essere trattati da bestie.
Un razzismo violento salvaguardato con il silenzio e il ricatto da mascalzoni che poi vanno dalย Papaย a farsi benedire come buoni samaritani del XXI secolo. C.R. aveva visto, aveva chiesto che i suoi datori di lavoro denunciassero lo scafista torturatore. Niente da fare. Il carnefice arriva gongolante e sicuro a riva, ha il suo bello zaino, ripulito e fresco eccolo sulla banchina del porto di Reggio Calabria: ripartirร tranquillo per rifornire le navi della provvidenza, cosรฌ splendidamente affidabili per i criminali, con altro bestiame dotato di anima. Ma ce l’hanno un’anima i “salvatori”? Forse sรฌ, ma รจ un’anima razzista. Pur di farsi mettere in testa l’aureola di eroi chiudono occhi, orecchie e bocca sui maltrattamenti di creature inermi.
Altrimenti finisce il businnes. C. R. ha denunciato tutto. Ha perso l’appalto,ย gli armatori delle Ongย anche se la sua ditta รจ la migliore, non lo vogliono piรน, perchรฉ ha posto come condizione la trasparenza e la legalitร . Ha dato questa testimonianza nel libro diย Massimo Polledriย “I misteri del Mediterraneo”.ย Il libro inchiesta sulle Ong, edito da Rubbettino e con la prefazione diย Vittorio Feltri.ย Ora nelle carte dei pm siciliani compaiono intercettazioni desolanti.ย ยซTi ho detto seimila volte che non ho il ruolo di fare la spiaยป. Riferendosi a C.R.: ยซAppena torna lo scemo vedo cosa vuole fare, altrimenti lo mando a fare in culo dicendogli:ย “Vedi dove te ne devi andare, ti vuoi stare zitto o te ne vai”ยป.ย Se n’รจ andato. In Procura.