Addio Rousseau. La democrazia a Cinque stelle finisce a Ceppaloni

Addio Rousseau. Non hanno neppure piรน il coraggio di parlarne, la piattaforma รจ lรฌ, come una cosa dimenticata, senza valore, un pezzo di archeologia virtuale che evoca giorni lontani.

Non รจ piรน tempo questo di filosofi.

Nelle stanze del potere grillino non hanno smesso di contare. Il numero magico da raggiungere รจ il 161. Sono i senatori che segnano una maggioranza politica per tenere in vita il governo di Giuseppe Conte. Non รจ che ormai ci sia tutta questa simpatia per l’avvocato del popolo, solo che la sua sopravvivenza allontana i fantasmi del voto. ยซI quattro sicuri sono quelli eletti all’estero, ma non bastano. Cerchiamo di fare pressioni sui transfughiยป. Qui non ci sono piรน traditori. Stanno tutti sulla stessa barca. Lร  fuori c’รจ un mondo che li aspetta e non promette nulla di buono. Adesso la parola d’ordine รจ arroccarsi e resistere dentro questa bolla calda e rassicurante, perchรฉ il Palazzo a guardarlo da fuori puzzerร  pure di marcio, ma quando ci stai dentro ti mette al riparo dalle insidie della vita. Bisogna contare i voti uno a uno, senza pensare di pesarli. Non hanno un volto, non hanno storia, non hanno odore. Sono solo un ยซsรฌยป e che il dio della democrazia li benedica.

E Rousseau? Rousseau รจ carne per vermi. รˆ solo il nome di un filosofo svizzero, figlio di calvinisti, che scriveva in francese e cianciava qualcosa su una non ben definita ยซvolontร  generaleยป come spirito guida di una repubblica illuminata. E che c’entra con noi? Boh, Casaleggio figlio ci faceva i soldi. Non si accontenta mai.

Non รจ davvero cosรฌ. Rousseau era il pilastro dei Cinque Stelle. Era l’idea visionaria, personalmente difficile da condividere, del progetto politico di Casaleggio padre. La rivoluzione tecnologica della rete, sosteneva, permette di realizzare il sogno della democrazia diretta. La sovranitร , diceva, appartiene al popolo. Ora il popolo della piattaforma Rousseau non era il popolo. Al massimo era la base di un movimento, con l’ambizione di rappresentare una parte per il tutto. Era insomma una finzione. La stessa democrazia diretta porta in sรฉ un germe anti libertario, perchรฉ nel nome del popolo troppi individui sono stati messi al bando (quando va bene) e sacrificati. Madame Guillotine ne sa qualcosa. I grillini perรฒ ci hanno creduto. Rousseau era il senso di una rivoluzione, quella che avrebbe dovuto aprire il Parlamento come una scatoletta di tonno.

Rousseau ha dettato i tempi della storia grillina. รˆ su Rousseau che il movimento sceglie i nomi dei candidati. รˆ su Rousseau che si vota il programma, si fanno i nomi di possibili presidenti della repubblica, si sceglie cosa fare e dove andare. รˆ da Rousseau che รจ arrivato il via libera all’alleanza con Salvini. รˆ sempre lรฌ che tutti insieme hanno benedetto, con un 80 per cento di sรฌ, il Conte bis e il matrimonio improvvisato con il vecchio Pd.

Quante volte Di Maio ha detto bisogna chiedere a Rousseau? I parlamentari dovevano essere solo portavoci. La voce dei cittadini, la voce di chi urla ยซuno vale unoยป ma tutti insieme siamo i Cinque Stelle. Adesso invece neppure Davide Casaleggio lo รจ. Non ci sono piรน portavoci, ma onorevoli e senatori che mettono da parte i soldi per gli anni che verranno. Ogni giorno in piรน รจ un grano del rosario. L’unico portavoce, e conta piรน di tutti, รจ Rocco Casalino. รˆ lui che ha preso il posto di Rousseau.

Nessuno allora questa volta voterร  per dire sรฌ o no a imbarcare nella maggioranza di governo responsabili, costruttori e chierici vaganti. Nessuno dirร  la sua su Lady Mastella. Fine della storia. La rivoluzione grillina รจ partita da Ginevra e รจ finita a Ceppaloni.

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