E ora lo Spread crolla verso quota 100: grazie alla Bce
Che fine ha fatto loย Spread? Il tema piรน gettonato e discusso del 2011 รจ completamente scomparso dai radar negli ultimi anni. Come mai? Gli ultimi dati parlano chiaro: รจ da dicembre 2015 che lo spread tra Btp e Bund tedesco non scende sotto la fantomatica โquota 100โ. Nella giornata di venerdรฌ ci siamo davvero molto vicini, chiudendo a 101,8 punti base. Il rendimento del decennale si attesta allo 0,492% dopo aver aggiornato il minimo a 0,474%. Secondo gli esperti, come spiega lโAgi, รจ sintomo della propensione al rischio degli investitori che scelgono titoli โperifericiโ preferiti alla controparte tedesca. Tra i governativi europei i titoli italiani sono quelli piรน comprati sia in termini di spread sul Bund tedesco sia in termini di discesa dei rendimenti. Come spiegaย La Repubblica, รจ fondamentale il ruolo giocato dalla Banca centrale europea (Bce), nel sostenere i corsi dei titoli e tener drasticamente bassi i tassi di interesse. Di tale situazione, naturalmente, ne approfitta il tesoro.
Per un debitore che questโanno si appresta a emettere 222 miliardi solo per rinnovare i titoli a medio lungo termine in scadenza (senza contare i Bot), osserva sempreย La Repubblica, e in piรน deve fronteggiare un fabbisogno previsto in 140 miliardi a fine 2020 (cifra soggetta a molte variabili in corso dellโanno) veder scendere lโasticella dei rendimenti รจ davvero una benedizione. Lโanno scorso ha risparmiato circa 2 miliardi sulla spesa per interessi, grazie al calo dei tassi, per un totale intorno aiย 62 miliardi.
Il ruolo cruciale della Banca centrale europea
Era il marzo dello scorso anno quando la Bce svelava il piano dโacquisto diย 750 miliardi di euroย di obbligazioni, con un impegno โsenza limitiโ per difendere la zona euro dalla crisi provocata dalla pandemia da Covid-19. Inย meno di due mesi, la Bce ha acquistato titoli di stato italiani per 37,36 miliardi ai quali si aggiungono gli acquisti per 2,85 miliardi effettuato tramite gli acquisti del Qe2 โstandardโ.ย Nei primi mesi di PEPP, decollato a fine marzo e con dati a fine maggio, la Bce ha acquistato attivitร per 234,665 miliardi, di cui 186,6 in titoli di Stato. Lโeffetto รจ quello alzare i prezzi dei titoli acquistati, ridurne il rendimento e iniettare liquiditร alle banche e abbassare i tassi di interesse. Ciรฒ comporta che la Bce offre piรน moneta, riducendo il costo dei prestiti tentando cosรฌ di stimolare gli investimenti e la ripresa.
I tassi dโinteresse li fissa la Bce
Infatti,ย come spiega il giornalista economico e saggista Thomas Fazi, i tassi di interesse non li fissano i mercati; li fissa la banca centrale. Ed รจ facile intuire perchรฉ: tra i โconsumatoriโ di titoli di Stato che influiscono sulla domanda finale โ e dunque sui tassi di interesse โ cโรจ anche la banca centrale, che anzi รจ il โconsumatoreโ piรน potente di tutti, visto che รจ lโunico che puรฒ creare dal nulla tutta la moneta di cui ha bisogno. Che ha, per cosรฌ dire, un arsenale illimitato. Ed รจ per questo che puรฒ tranquillamente fissare il tasso di interesse al livello che vuole: perchรฉ se i mercati si rifiutano di sottoscrivere i nuovi titoli emessi al tasso di interesse fissato dalla banca centrale, questโultima puรฒ sempre comprare i titoli essa stessa.
Nel 2011, ricordava a suo tempo Renato Brunetta suย IlGiornale, i rendimenti dei titoli del debito pubblico della Germania sono su una curva ascendente per i problemi della finanza privata: le banche a rischio per i loro comportamenti spericolati e i loro investimenti sbagliati. La reazione รจ geniale, cinica e irresponsabile: la Germania decide di trasferire la crisi del suo sistema bancario sui Paesi piรน deboli dellโEurozona vendendo e dando indicazioni di vendere i titoli del debito sovrano. A giugno 2011, Deutsche Bank vende titoli greci per 500 milioni di euro e titoli di Stato italiani per 7 miliardi. Questo innescรฒ una reazione a catena che genera panico sui mercati e apre la strada alla crisi, con spread alle stelle.