“Stranieri truffano Comune: hanno case e redditi da 28mila euro”
Ha fatto discutere nei giorni scorsi la vicenda di cinque famiglie di origine nordafricana residenti nelย Residence Fioraniย di Sesto San Giovanni, rimaste senza elettricitร per due giorni per il mancato pagamento delle bollette da parte della proprietร della struttura.
Ma secondo il sindaco della cittadina dell’hinterland milanese, Roberto Di Stefano, all’interno degli alloggi destinati alle famiglie in difficoltร ci sarebbero persone proprietarie di altri appartamenti o con redditi fino a 28mila euro l’anno.
Ad accendere i riflettori sulla vicenda era stata lโUnione inquiliniย della cittร dell’hinterland milanese, che aveva denunciato come i cinque nuclei familiari, con dodici minori a carico, fossero rimasti completamente al buio, senza poter utilizzare lโacqua calda o seguire la didattica a distanza. Lโassociazione ha puntato il dito contro il Comune. ร stata “lโamministrazione”, mette nero su bianco lโUnione Inquiliniย “che ha deciso di chiedere ad Enel di tagliare i fili”.
Subito, perรฒ era arrivata la replica dellโassessore alle Politiche sociali,ย Roberta Pizzochera.ย “Le utenze โ aveva chiarito in un post su Facebook – sono a carico della proprietร e non del Comune”.ย “In via Fiorani โ spiega lโassessore – nel 2016 vennero alloggiati da Fondazione Arca nove nuclei familiari, molti dei quali provenienti anche da fuori Sesto, al costo di 1700 euro al mese per ciascun appartamento”.
“I progetti โ va avanti Pizzochera – sarebbero dovuti durare per sei mesi, ma nel 2020 i sei mesi sono superati abbondantemente”.ย “Queste famiglie permangono in quello stabile di proprietร di un’azienda privata che ha avuto rapporti contrattuali solo ed esclusivamente con Fondazione Arca”, ha concluso, sottolineando comeย “sostenere che il Comune avrebbe staccato le utenze” sia “una vera e propria calunnia”.”Le utenze โ accusa ancora lโassessore – le ha disattivate laย proprietร ย con cui aveva rapporti solo Fondazione Arca, che non si รจ interessata dello stato delle famiglie”.
Non solo, secondo quanto ha denunciato il sindaco in una relazione inviata lunedรฌ scorso al prefetto di Milano, Renato Saccone, le famiglie in questione sarebbero proprietarie di altri appartamenti o intestatarie di contratti d’affitto. E ci sarebbe persino chi dichiara redditi per 28mila euro.
“Dalle visure catastali – spiega di Stefano in un video pubblicato su Facebook – abbiamo scoperto che una di queste famiglie che viene dallโEgitto รจ proprietaria di un altro immobile a Sesto e ha un reddito di 14mila euro lโanno, un’altra ha venduto recentemente un immobile di 4 locali a Milano e dichiara poco piรน di 12 mila euro lโanno, unโaltra famiglia tunisina risulta intestataria di un contratto dโaffitto e ne dichiara 24mila”.
Idem per la quarta, con 28mila euro di reddito annuo, mentre “la quinta famiglia – chiarisce il sindaco – รจ a carico dei servizi sociali del Comune dopo aver rifiutato unโaltra sistemazione abitativa”. “La domanda che sorge spontanea โ attacca – รจ se siamo davanti ad attori ingaggiati per recitare la parte”.
Il comune, tramite la polizia locale, intervenuta lunedรฌ sera, ha proposto alleย famiglieย di trasferirsi temporaneamente nei mini-alloggi della Fondazione Pelucca. Ma gli inquilini hanno rifiutato.ย “I monolocali per persone sole della Pelucca non sono alternative โ replica via social lโUnione Inquilini – sono alloggi piccoli e invivibili per nuclei familiari numerosi e hanno una durata di poche settimane”. Anche lโhousing sociale su Milano, per lโassociazione, non rappresenterebbe una soluzione:ย “Il costo dellโaffitto di quegli appartamenti risulta piรน alto di quello a mercato libero a Sesto”. Ma, preso atto del rifiuto delle famiglie a trasferirsi, per il comune lโunica soluzione resta quella diย “contattare la proprietร o Fondazione Arca, promotrice del progetto, e farsi riattivare le utenze”.
Secondo il sindaco sarebbero anche altri i punti controversi della vicenda. A partire dallaย convenzioneย con la fondazione stipulata nel 2015 dalla giunta di centrosinistra.ย “Progetti per 714mila euro su tutta la cittร , assegnati con un semplice atto dirigenziale nonostante gli importi fossero sopra la soglia di legge”, denuncia Di Stefano. Inoltre, sempre secondo il primo cittadino di Sesto, le cinque famiglie in questioneย “non sarebbero state individuate attraverso una procedura pubblica e trasparente”.ย “ร stata discrezionale โ continua nel video – la scelta di chi inserire negli appartamenti, sappiamo benissimo che la discrezionalitร nella pubblica amministrazione non รจ possibile”.
Per la gestione “della struttura e degli altri servizi socio-educativi”, nota ancora Di Stefano nellโinformativa destinata al prefetto Saccone,ย “la fondazione riceveva un corrispettivo prima di 1710 euro al mese, poi di 1.650 euro”.ย “A fronte di un valore โ attacca il sindaco sulla sua pagina Facebook – che lโAgenzia delle Entrate stima attorno ai 460 euro al mese”. In cambio, continua il sindaco, non รจ stato offerto “nessun servizio di inclusione lavorativa”. Su questo punto, nel 2018, lโattuale amministrazione avrebbe giร presentato unย espostoย in procura per “truffa aggravata ai danni del Comune”.