Orban non scende a compromessi. Il ricatto Ue sullo Stato di diritto non funziona

Il teatrino europeo controย Viktor Orbanย eย Mateusz Morawieckiย โ€“ rispettivamente primo ministro dellโ€™Ungheria e della Polonia โ€“ si protrae da diverse settimane. E ha come perno centrale il dibattito sullaย condizionalitร  che lega lโ€™erogazione dei fondi delย Recovery fundย al rispetto del famigerato Stato di diritto. Il problema di fondo, per gli europarlamentari, รจ la ferma contrarietร  di Orban alle imposizioni europee sui diritti delle minoranze. Con un occhio di riguardo alla delicata situazione dei migranti e dei rifugiati, argomento a prioritร  massima per Bruxelles.

Le due scelte: Stato di diritto o esclusione

A seguito dellโ€™ultimo articolo di Orbanย โ€“ in risposta ad unย attacco quantomeno scontato del magnateย George Sorosย โ€“ in Europa si sta facendo strada lโ€™ipotesi di cercare unโ€™alternativa che non preveda la presenza di Ungheria e Polonia nella cooperazione sul Recovery fund. Da una parte ilย leader ungherese ha chiarito esplicitamente che non sottostarร  mai ai diktat dellโ€™Unione europea. Dallโ€™altraย Bruxelles ha messo nero su bianco lโ€™intenzione di non scendere a compromessi con chi non accetta la condizionalitร  sullo Stato di diritto. Lโ€™unica soluzione possibile, quindi, sembra essere quella esplicitata da diverse personalitร  di spicco dellโ€™Unione. Uno รจ il presidente del Parlamento europeoย David Sassoli, secondo cuiย bisognerebbe โ€œadottare quelle decisioni anche a 25. Sarebbe doloroso, sarebbe una ferita, ma non possiamo fermarciโ€. Dello stesso avviso sono la cancelliera tedescaย Angela Merkelย eย Manfred Weber, capogruppo del Partito popolare europeo e membro della Cdu tedesca, cheย preferiscono unโ€™esclusione a priori di Ungheria e Polonia, continuando i negoziati in maniera โ€œrafforzataโ€ tra venticinque Nazioni al posto di ventisette.

Orban non si arrende al ricatto Ue

La situazione attuale di stallo รจ figlia e logica conseguenza di un controsenso in essere dellโ€™Unione europea. Ossia lโ€™imposizione aprioristica e cieca di principi sovranazionali in realtร  su cui essi non hanno mai fatto presa. Il tentativo di boicottare la politica interna socio-economica dellโ€™Ungheria,ย a cui Orban fece opposizioni giร  a fine settembre, si inquadra in unโ€™ottica di ricatto nei confronti dei Paesi che non vogliono scendere a compromessi sulle questioni legate allโ€™immigrazione. Da questo punto di vista, รจย tremendamente errata la visione di Orban come boicottatore del Recovery fundย โ€“ propinataci oltremodo dalla stampa nostrana ed europea. Dal momento che il premier non sta facendo nullโ€™altro che perseguire la politica sociale che i cittadini ungheresi hanno chiarito di desiderare tramite elezioni democraticamente condotte.

La Ue dovrร  trovare una soluzione alternativa

Nonostante la costante pressione mediatica subita da Orban nelle ultime settimane, il leader ungherese ha chiarito le sue intenzioni in unโ€™intervista alla radio pubblicaย Kossuth.ย โ€œLโ€™Ungheria non ha bisogno degli aiuti del Next Generation Euโ€, ha dichiarato. La fermezza di queste parole non lascia adito a dubbi.ย Orban non scenderร  a compromessi sullo Stato di diritto. Mentreย lโ€™Unione europea sarร  costretta ad ammettere la โ€œsconfittaโ€ย eย trovare una soluzione alternativa. Insieme alle Nazioni che decideranno di continuare a sottostare al diktat europeo.

Giacomo Garuti

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