Bruno Vespa lapidato per le frasi su Benito Mussolini: “Criminale, fascista, vergognati”

Ormai non devi piรน dire cose estreme, provocatorie, controcorrente per essere giudicato unย fascista.ย No, basta pronunciare cose ovvie, abbastanza risapute, frasi di buon senso. รˆ cosรฌ che funziona la Dittatura del Pensiero Unico: nega la veridicitร  di fatti conosciuti e modifica il passato in nome del politicamente corretto. Ne sa qualcosa, suo malgrado,ย Bruno Vespa, ieri ospite della trasmissioneย Agorร ย su RaiTre, dove ha presentato il suo ultimo libro,ย Perchรฉ l’Italia amรฒ Mussoliniย (Mondadori). In un passaggio del programma il celebre giornalista ha osato dire: ยซNel libro racconto gli anni del consenso: Mussolini ha avuto un consenso enorme, all’estero e anche in Italia, per le sue opere sociali. Ha creato i contratti nazionali, l’Inps, la settimana di 40 oreยป. Apriti cielo! Per queste affermazioni gli sono piovuti addosso sui social insulti e accuse diย revisionismo e collaborazionismoย tipo: ยซVespa sta provando a riabilitare la figura di Mussoliniยป, ยซVespa รจ uno dei responsabili della grande opera di rimozione dei crimini fascistiยป, ยซรˆ un nostalgico che fa apologia del fascismoยป. Naturalmente non รจ stato bersagliato solo lui, ma ancheย Agorร ย e la sua conduttrice,ย Luisella Costamagna, “rea” di non aver contestato l’affermazione di Vespa e di aver consentito che venisse rilanciata sui social; e piรน in generale tutta la Rai, “colpevole” di aver permesso questa “marchetta” al libro “fascistissimo”.

Tutti questi odiatori meriterebbero di essere snobbati o di ricevere una pernacchia. Ma noi ci sforzeremo di replicare nel merito. Costoro mettono in discussione il fatto cheย Mussoliniย godesse di un consenso enorme, all’estero e in Italia. Spiace deluderli, ma era proprio cosรฌ. E a dirlo รจ un certoย Renzo De Felice, che tutto era fuorchรฉ uno storico fascista: i dementi del web si leggano Mussolini il Duce: gli anni del consenso (1929-1936), sempre che siano in grado di farlo, per comprendere come il regime riuscรฌ a costruire il consenso interno anche attraverso azioni di politica economico-sociale. E, se proprio non gli basta, si guardino il recenteย M – Biografia non autorizzataย di Benito Mussolini (Uno Editori) di Marco Pizzuti per ricordare come, prima della guerra di Etiopia del 1935-36, Mussolini godesse di una grande stima negli Usa, in Gran Bretagna e Francia, al punto che la stampa estera si sbilanciava definendo l’Italia fascista un paese modello. Vespa dice anche che Mussolini creรฒ i contratti nazionali, l’Inps e la settimana di 40 ore. Le iene del web e i siti smaschera-bufale obiettano che non furono conquiste delย regime fascista.

Spiace deluderli anche stavolta: รจ vero, giร  nel 1898 fu istituita una Cassa di previdenza che copriva perรฒ solo alcune categorie di lavoratori; ed รจ vero che questo sistema venne esteso a tutti i lavoratori giร  nel 1919, con un decreto del governo liberale di Orlando; ma ci si dimentica che questo decreto fu convertito in legge solo nel 1923, quando al potereย c’era il fascismoย (e che anche il nome INPS deriva dall’INFPS nato nel 1933). Per la settimana lavorativa di 40 ore i male informati si guardino il Regio Decreto 1768 del 1937, dedicato proprio alla faccenda. Quanto al contratto, fa fede laย Carta del Lavoroย del 1927, straordinaria conquista dal punto di vista dei diritti dei lavoratori che assicurรฒ, tra le altre cose, l’indennitร  di licenziamento, le ferie pagate, la conservazione del posto in caso di malattia e varie forme di assicurazioni sociali poi travasate nell’Italia repubblicana, come ben ricorda ora il libroย Civiltร  del lavoroย edito da Altaforte. Non stiamo qui a ricordare le altre conquiste sociali del regime. Queste cose sono fatti. Cosรฌ come lo sono tutti gliย orrori del fascismo, a partire dal primo: la privazione della libertร  personale, la pretesa che l’individuo si adeguasse alle volontร  dello Stato e alle prepotenze del governo. Anche in questo caso stiamo ribadendo l’ovvio. Ma ci tocca farlo perchรฉ in Italia non abbiamo ancora maturato nei confronti del fascismoย la serenitร  di considerarlo un periodo da studiare e archiviare,ย consegnandolo alla storia. Da noi c’รจ ancora chi parla di incombente minaccia nera…

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