Il governo si spacca sui finanziamenti: non sa come usare i soldi Ue

Il governo giallorosso, saldato anzitempo dal comune voto diย Movimento cinque stelleย eย Partito democraticoย sullโ€™elezione diย Ursula von der Leyenย a capo della Commissione Europea, si รจ disunito di recente al Parlamento di Strasburgo sul fronte delย Meccanismo europeo di stabilitร .

Un segnale altamente complesso in visto del confronto parlamentare sullโ€™accesso italiano al Mes previsto per novembre. Due voti in cui la maggioranza europea Ppe-Pse ha blindato delleย risoluzioni economicheย che presentavano anche la possibilitร  per i Paesi di accedere al Mes hanno visto Pd e M5S sulle opposte barricate. Come riportaย La Stampa,ย โ€œsullโ€™articolo 7 della risoluzione per le politiche economiche europee per il 2020, in cui la linea di credito collegata al Meccanismo di stabilitร  viene annoverata tra gli strumenti in dote agli Stati membri per fronteggiare la crisi: i Cinque stelle votano, insieme a Fratelli dโ€™Italia, a favore di un emendamento della Lega per sopprimere lโ€™articolo 7โ€, riformando temporaneamente in forma allargata lโ€™ex asse gialloverde. Poi, di nuovo, โ€œsi ritrovano su fronti opposti al momento del voto sullโ€™intera risoluzione: bocciata dai grillini, approvata dal Pdโ€ e fonte di complesse frizioni tra i partner delย governo giallorosso.

Da quando in conferenza stampaย Giuseppe Conteย ha chiuso allโ€™adesione al Mes dellโ€™Italia il pressing del Pd รจ aumentato. Roberto Gualtieri avoca a sรฉ il ruolo di negoziatore del Mes e chiede lโ€™attivazione delle linee di credito del fondo salva-Stati e dei conseguentiย 36 miliardi di euroย destinati alla sanitร , mettendo lโ€™accento sulย risparmio da interessi da 300 milioni allโ€™anno. Gualtieri parla di assenza di condizionalitร  (ma ha ragione solo a metร ), ma nel frattempo rischia di vedersi sfuggire di mano il dossier ben piรน complesso delย Recovery Fund,ย in cui il tema centrale della discussione non riguarda piรน solo le tempistiche di entrata in vigoreย ma anche la sua effettiva realizzazione nella misura preventivata.ย Il collega ministro degli Esteriย Luigi Di Maioย ha colto la palla al balzo segnalando sui suoi profili social proprio lโ€™uscita del ministro Dem: โ€œDa 37 miliardi a 300 milioni di euro cโ€™รจ una bella differenzaโ€. Ma anche il contributo del leader pentastellato al dossier Recovery Fund appare inconsistente.

La sensazione รจ che la sortita di Conte abbia segnalato una profonda frizione nel governo. La profonditร  dellโ€™influenza politica reale del Pd รจ tutta da valutare, e il paravento del risultato delle regionali non รจ che una foglia di fico, mentre un Movimento allo sbando si raduna attorno allโ€™ultima bandiera politica rimasta in piedi dopo i capovolgimenti delle due esperienze di governo. Con i primi denari diย Next Generation Eu, previsti non prima del giugno 2021, la mediazione di Conte appare sempre piรน inefficiente, conย una politica economica anti-crisi confusaย e basata sul presupposto che sarebbero stati i miliardi europeiย a gonfiare il bilancio 2021ย senza aumentare il debito. Mes, Recovery Fund, sponda Bce o emissioni proprie che siano, vale lโ€™ammonimento dellโ€™economista Mario Seminerio, curatore del blogย Phastidio: saper spendere i soldi รจ altra cosa di litigare sui finanziamenti. Oggi Roma sembra mancare di idee politiche, visioni strategiche e serie politiche economiche per la ripresa. I litigi nella maggioranza coprono mediaticamente con schermaglie fine a loro stesse questa dura realtร , ma dopo un 2020 caratterizzato da una caduta del Pil tra il 9 e il 10% potrebbe essere il 2021 a riportare bruscamente i litiganti per futili motivi alla realtร . Mentre passo dopo passo lโ€™Italia vede ridursi la sua influenza sulle politiche e gli affari europei proprio, ironia della sorte,ย quando รจ governata da un esecutivo che fa di un aprioristico europeismo la sua ragion dโ€™essere.

il giornale.it

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