“Le istituzioni collaborino”. La strigliata di Mattarella ai sindaci e a Palazzo Chigi
Una bella spazzolata ai sindaci. ยซCiascuna istituzione comprende che non deve attestarsi a difesa della propria sfera di competenzaยป.
E un contropelo ruvido pure al governo. ยซServe coordinamento e raccordo positivoยป, perchรฉ soltanto ยซil coro sintonicoยป dei vari pezzi dello Stato e ยซil prevalere dell’interesse generaleยป possono farci uscire dall’emergenza Covid. Basta dunque con le corse in solitario, occorrono piuttosto ยซimpegnoยป, condivisione e ยซil contributo di tuttiยป: Giuseppe Conte insomma deve smetterla di decidere da solo e rifiutare il dialogo. Da piรน di sei mesi Sergio Mattarella, media, ricuce, mette toppe, si sbatte per riavvicinare maggioranza e opposizione, potere centrale e autonomie: e adesso si sta stufando.
Al Quirinale, il presidente consegna le onorificenze ai cittadini che si sono contraddistinti nella battaglia di primavera contro il virus, quando sembrava che il modello Italia funzionasse davvero. Ora perรฒ siamo in mezzo alla seconda ondata, un ยซmomento difficile che va affrontato con fiducia e senso di responsabilitร ยป. Ecco, la responsabilitร , quel tratto che dovrebbe caratterizzare i governanti e che invece negli ultimi giorni รจ sembrata una iattura, una patata bollente, un peso, una grana da rifilare a qualcun altro. Che Conte navighi a vista, evitando le scelte non popolari, scansando i problemi per tenere insieme la coalizione, questo si sapeva da tempo. Ma il rimpallo di competenze sul coprifuoco, con lo scarico sui comuni del compito di chiudere le piazze della movida, che spetta alla polizia, per il Colle รจ stato un pessimo spettacolo. E peraltro nemmeno l’atteggiamento dei sindaci รจ parso consono. Ma come, loro chiedono da mesi piรน poteri e piรน partecipazione, poi quando li coinvolgono remano contro? Mattarella ha dovuto attivare la sua diplomazia per mobilitare i prefetti, trovare un compromesso e bloccare sul nascere un pericoloso scontro istituzionale.
Quindi, dice ancora il capo dello Stato, se vogliamo contenere la pandemia, ยซdeve essere l’interesse generale a prevalere, altrimenti anche quelli particolari saranno travoltiยป. Il discorso vale per i rapporti Stato-Regioni e tra maggioranza e opposizione, che per il Quirinale deve essere piรน coinvolta, ma pure nel mondo del lavoro. ยซร necessario che ogni ambiente produttivo o professionale eviti di trincerarsi nella difesa della propria nicchia di interesseยป. Serve il dialogo anche tra sindacati e imprese.
Giorni d’ansia. Mattarella premia e ringrazia gli eroi di aprile: 57 tra infermieri, cassiere di supermercato, docenti, preti. Purtroppo, dice, non รจ stata ยซsolo una brutta parentesiยป perchรฉ ยซsembra avvicinarsi una nuova fase di emergenza che dobbiamo affrontare con le terapie, l’impegno e l’organizzazioneยป, e cioรจ una sanitร ยซefficace e efficienteยป. Perรฒ siamo ยซpiรน preparati di marzoยป, il che ci consente di guardare avanti ยซcon fiduciaยป. Ma, ยซper evitare di ricadere nelle condizioni di primaveraยป, c’รจ bisogno di fare attenzione. ยซOccorrono responsabilitร collettiva e comportamenti diffusi nel Paese, tutti siamo chiamati a contribuire a sconfiggere la pandemia e la diffusione del contagio con la mascherina, il distanziamento sociale e evitando occasioni di contatto superflueยป.
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