La battaglia franco-tedesca per Piazza Affari
Cโรจ anche Francoforte nella corsa allโacquisto della quota di maggioranza di Piazza Affari. Secondo quanto rivelato da Milano Finanza, infatti, Deutsche Bรถrse, la societร con sede nella capitale finanziaria tedesca che controlla lโindice Dax, รจ pronta a dare battaglia per rilevare dal London Stock Exchange la quota del 62% da esso detenuta allโinterno del capitale della borsa meneghina. Alleato dellโoperazione potrebbe essere il gruppo Allianz, ben radicato nel settore assicurativo italiano e presente nel mondo finanziario attraverso il controllo del 7% di Autostrade per lโItalia e una partecipazione di circa il 10% in Ntv/Italo.
La gara per lโacquisizione di Mts, la societร che gestisce le transazioni sulla piazza milanese, รจ prossima a entrare nel vivo. E potrร rimodulare le dinamiche finanziarie europee e il posizionamento dellโItalia al loro interno, riverberandosi al contempo sulla partita interna al sistema bancario nazionale. Db รจ prossima a sfidare il consorzio Euronext, alleanza transnazionale con base a Amsterdam centrata sulla borsa di Parigi che rappresenta il primo mercato del Vecchio Continente per capitalizzazione, โIl London Stock Exchange, di recente, โcolloqui esplorativiโ, spiega lโagenzia Teleborsa, per la vendita dellโasset, in cambio dellโacquisizione di โRefinitiv, la grande banca dati europea concorrente di Bloomberg, detenuta da Blackstone e Reuters, che creato delle difficoltร con lโAntitrustโ. Nel 2007 Lse sconfisse proprio Db e Euronext, oggi controllante le piazze di Parigi, Amsterdam, Bruxelles e Lisbona, nella corsa a Piazza Affari, mentre lโanno prima Parigi aveva avuto la meglio su Francoforte nella gara per lโintegrazione col New York Stock Exchange, che diede vita a unโalleanza transatlantica durata fino al 2013.
Ora la competizione si riaccende nel contesto di un caotico riallineamento degli assetti di potere borsistici in Europa. A novembre London Stock Exchange si รจ rifiutata di cedere alla borsa di Hong Kong le sue quote (e quella della controllata Piazza Affari); nello stesso periodo la Bolsa de Madrid, la maggiore piazza di Spagna, รจ entrata nel mirino di Six, la societร che gestisce la piazza finanziaria di Zurigo, prima in Svizzera e tra le maggiori al mondo, la quale ha concretizzato a giugno lโacquisizione della societร che la ha in gestione, Bme, per un valore complessivo di 2,75 miliardi di franchi.
Con la Brexit in via di perfezionamento si stanno aprendo le mosse per creare nel Vecchio Continente un mercato dei capitali capace di proiezione globale. E di fronte alle mosse degli svizzeri, forti della base di Zurigo, francesi e tedeschi hanno messo nel mirino Piazza Affari, potenziale ago della bilancia, che date le necessitร in cui le trattative evolvono potrร mantenere in futuro quel legame privilegiato con lโattuale controllante che ne fa un mercato altamente strategico.
โLa scadenza per eventuali proposte per lโintero gruppo Borsa Italianaโ, scrive Milano Finanza, โsarebbe stata fissata per lโ11 settembreโ. I numeri in gioco sono ovviamente considerevoli: โper la sola piattaforma dei bond sovrani Bank Of America ha stimato un prezzo attorno sai 600 milioni di euro, mentre per lโintera Piazza tricolore si parla di piรน di 3 miliardiโ. I costi elevati, la scelta del governo italiano di scrutinare attentamente gli acquirenti e di estendere alla borsa il perimetro del golden power e il peso rilevante degli asset e dellโeconomia italiana rendono necessario il coinvolgimento di operatori tricolori. Euronext fa sponda con Cassa Depositi e Prestiti, sempre piรน chiave di volta delle operazioni strategiche del sistema-Paese, mentre sul piano bancario Intesa Sanpaolo dovrebbe invece affiancare la cordata, consolidando il ruolo di grande player europeo valorizzato dalla recente acquisizione di Ubi; Db sembra piรน orientata a seguire la strada dellโalleanza con Unicredit. In entrambi i casi, avremmo dunque una cordata mista legata a uno dei due Paesi guida dellโUnione Europea: una fattispecie che segnala la maggiore taglia economica, finanziaria e, di converso, politica di Parigi e Berlino.
Il governo Conte e la Consob guidata da Paolo Savona dovranno ben valutare lโopportunitร di applicare fino in fondo i poteri di scrutinio e veto loro concessi sulla vendita dei mercati regolamentati. Di Piazza Affari deve, in primo luogo, essere favorita lโindipendenza e lโautonomia ed evitare che il passaggio di quote sia propedeutico allโingresso di capitali strategici stranieri nellโeconomia nazionale. Per questo risulta una garanzia la presenza, come duellanti, dei maggiori istituti finanziari nazionali, che offre un presidio sullโitalianitร di parte del progetto. Ancor piรน interessante se pensiamo che Unicredit, notoriamente vicina a Parigi, รจ in questo caso sulla parte opposta della barricata. Le parallele manovre che stanno investendo il sistema finanziario, che riguardano anche il passaggio in mano private del gruppo Monte dei Paschi di Siena, vanno tenute in considerazione, per impedire che un passaggio frettoloso di Mts da una mano allโaltra perturbi i mercati. Lse, Db o Euronext che sia, Piazza Affari รจ destinata a restare vincolata a controllori stranieri: per Roma risulta vitale garantire un presidio di interesse nazionale nelle future alleanze finanziarie. E la garanzia della tutela delle aziende quotate deve essere la Stella Polare in questo processo.
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