La sinistra si inginocchia sempre davanti agli stranieri. E gli italiani ne pagano le conseguenze

La sinistra italiana al potere, รจ stata  e sarร  sempre lโ€™alleato piรน forte degli stranieri in Italia. Anche la vecchia Dc era la quinta colonna degli Stati Uniti nel nostro paese, ma quantomeno si era preoccupata di garantire al popolo un certo benessere e aveva supportato lโ€™idea di un mondo occidentale libero e democratico, ricevendo aiuti finanziari e supporti tali , da portare lโ€™economia italiana , uscita distrutta dal conflitto mondiale, ad essere una delle maggiori potenze industriali.

Questa sinistra si nutre di slogan, di contrapposizioni ideologiche, e di contraddizioni . Da un lato supporta oltre misura il grande capitale, dallโ€™altro cerca di annientare un ceto , come quello della media borghesia,  fatto di piccoli imprenditori, artigiani e commercianti, senza i quali le casse statali avrebbero grossi problemi. Lโ€™economia che รจ uscita dalla crisi pandemica, รจ paragonabile a unโ€™economia di guerra, ma questo non รจ chiaro a tutti.

Le cronache dallโ€™Europa ci parlano delle misure varate, come se fossero il nuovo piano  Marshall, ma al di lร  di slogan, dichiarazioni compiaciute e vittorie preannunciate (tutte da verificare) andrebbe analizzata la portata di quello che accadrร  da domani. Nessuno informa il popolo , che gli aiuti, se tali saranno, arriveranno tra circa un anno, nel frattempo le migliaia di aziende in crisi cosa faranno?  Sfoglieranno la margherita , o piรน concretamente chiuderanno.

Le migliaia di disoccupati che stanno  per affacciarsi allโ€™orizzonte, avranno il solito sussidio per tirare a campare qualche mese, o avranno la prospettiva di un lavoro? Lo scontro sociale che inevitabilmente nascerร , lo fermeremo con i soliti annunci o con le forze armate? Questi quesiti , richiederebbero, da un governo serio e lungimirante, delle risposte serie e concrete, non gli slogan di queste ore. Una classe dirigente degna di tal nome, incomincerebbe a interrogarsi su quale modello di sviluppo adottare, visto il fallimento della opzione della grande industria degli anni โ€™50, che ci portรฒ il benessere.

Il mondo globalizzato non consente piรน esperimenti, ma  obbliga a fare delle scelte , nella speranza che risultino giuste. Il dubbio รจ โ€œsaranno in grado queste forze di governo di raccogliere una simile sfida?โ€ Qualche grosso dubbio si pone, ma, principalmente, cโ€™รจ il  timore fondato, che eventuali scelte sbagliate saranno pagate a caro prezzo dal popolo, magari tra qualche anno. Ritornando alla battaglia europea per i fondi, siamo proprio sicuri che lโ€™Italia ha vinto? Io mi auguro di si, a prescindere dallโ€™agone politico, temo di no se guardo i protagonisti, ci si augurerebbe che i cittadini tolgano la casacca di questi o quelli, ed incomincino a valutare seriamente, ma qui bisognerebbe affrontare un altro problema relativo alla formazione scolastica , del quale parleremo in altra circostanza.

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