Quell’imbarazzo dei 5S per Bonafede: “Situazione bruttissima”
Dal centro nevralgico delย Movimento 5 Stelleย arrivano i primi segnali di imbarazzo legati alย ministro della Giustiziaย Alfonso Bonafede.
La sfilza di audizioni, che nellaย commissione Antimafiaย si stanno susseguendo per fare luce sulle ipotetiche lacune intorno alla rivolta delle carceri e al passo indietro fatto nei confronti diย Nino Di Matteoย a capo delย Dap, hanno creato in una frangia di grillini grande imbarazzo nei confronti del ministro.ย Nicola Morraย e la commissione Antimafia a Roma vanno avanti imperterriti per cercare di appurare quanto successo. Mentre si stanno preparando altre due audizioni molto importanti: quella diย Francesco Basentiniย e quella del Guardasigilli che torna per concludere il cerchio, chi ci mette la faccia e denuncia lโimbarazzo nei confronti del ministro Bonafede รจย Piera Aiello.
La donna della provincia diย Trapaniย cammina sotto scorta da piรน di vent’anni. La testimone di Giustizia eletta alla Camera fra le fila del Movimento 5 Stelle, ad oggi รจ componente della commissione Antimafia. La sua storia รจ iniziata quando, all’etร di 14 anni, ha conosciutoย Nicola (detto Nicolรฒ) Atriaย ed รจ divenuta cognata diย Rita, lโindimenticabile ragazza che si รจ suicidata dopo l’attentato aย Paolo Borsellino. I coniugi provenivano da mondi diversi. La famiglia diย Nicola Atriaย era mafiosa e queste origini hanno provocato grandi tensioni fra i due.
La situazione รจ crollata definitivamente quando il 18 novembre del 1985, a pochi giorni dal loro matrimonio, il suocero, donย Vito Atria, รจ stato ucciso. Nicolรฒ Atria รจ morto per mano mafiosa il 24 giugno 1991, proprio sotto gli occhi di Piera. Quella morte che poteva prendere le sembianze di una liberazione, รจ stata invece la tomba della libertร in quanto perseguitata a vista dai mafiosi.
La siciliana ha deciso di denunciare i due assassini del marito ed ha iniziato a collaborare con la polizia e la magistratura, unitamente alla cognata Rita Atria, con il giudiceย Paolo Borsellino.
Sino al 2018 ha vissuto la sua vita sotto falso nome. La sua immagine, nel corso della campagna elettorale per il Movimento 5 Stelle, non era sui fac-simile delle schede elettorali ed anche il suo tesserino di parlamentare era privo di foto.
Ad oggi, la siciliana, non ha peli sulla lingua in merito alla vicenda che ha investito il ministro Bonafede ed afferma aย IlGiornale.it: โDopo tutte queste vicende mi sembra ovvio un mal di pancia allโinterno del movimento 5 stelle. Calcoli che Di Matteo รจ un simbolo dellโAntimafia. Tra lโaltro io personalmente sono molto vicina al magistrato. Lo sento spesso, addirittura a settembre andremo in alcune scuole per parlare di legalitร โ.
La deputata Aiello non si lascia influenzare dal suo partito: โPersonalmente non condivido che Di Matteo sia stato cercato piรน volte per un incarico e alla fine sia stato โposatoโ. Eโ una situazione bruttissima. Sicuramente non si puรฒ paragonare la storia di Di Matteo rispetto a quella di Bonafede anche se รจ il mio ministro, per caritร . Lo rispetto per quello che lui rappresenta, sicuramente perรฒ, non condivido quello che รจ successo. Facendo parte di una commissione di inchiesta, dopo aver sentito tutte le persone, stileremo una relazione e da lรฌ si faranno le dovute considerazioni. Francamente sono rimasta un poโ basita di tutta questa faccenda. Da persona onesta che sono, voglio finire prima le audizioni, una volta finite, trarrรฒ le mie conclusioni, perchรฉ io, formalmente, sono un deputato, ma non sono sicuramente un politico di quelli col pelo sullo stomaco, che per forza vuole leย poltrone. Sono entrata in politica con una idea ben precisa. Voglio portare avanti le mie idee suiย testimoni di giustiziaย e gli imprenditori vittima delย racket. Non sono una sprovveduta, da anni combatto per aiutare queste categorie e questa vicenda mi fa stare male. Non mi faccio influenzare da nessunoโ.
Alla domanda: โDa dove รจ arrivata la direttiva a Bonafede per fare un cambio di passo nei confronti di Di Matteo?โ Il deputato del movimento cinque stelle risponde: โA noi non cโรจ stato detto dal ministro. Le sembrerร strano, ma guardi, le parlo con il cuore in mano: noi al momento non sappiamo chi lui ha ascoltato oppure se รจ una idea suaโ.
Tra le molte veritร di questa storia,ย รจ statoย Nino Di Matteoย a mettere le carte in tavolaย davanti la commissione Antimafia. โCโerano state delle rivolte nelle carceri che, dallโesterno, ho pensato che potessero essere organizzate a un livello piรน alto di quelli che salgono sui tetti. Poi sono conseguite le scarcerazioniโ. Il magistrato diย Palermoย ha serenamente proseguito: โMi preoccupava il dato di una sostanziale analogia tra quanto avvenne nel 1993, quando ci sono state stragi in contemporanea a Roma e Milano tanto da far ritenere al presidente del Consiglio che era in corso un colpo di Stato. Sappiamo che sono state fatte in funzione di un ricatto allo Stato per alleggerire il 41-bis e far piegare le ginocchia alle istituzioniโ.
Ma la miccia che ha fatto balzare dalla sedia una parte del Movimento 5 Stelle รจ stata lโaudizione diย Giulio Romanoย (ex direttore generale della direzione detenuti e trattamento del Dap) il quale si รจ dimesso insieme a Basentini senza che, per sua ammissione, il passo indietro รจ mai stato sollecitato dal ministro. Romano anzitutto ammette che โsi puรฒ ipotizzare che le rivolte nelle carceri siano state in qualche modo pilotateโ, ma soprattutto dice che โil ministro espresse apprezzamentoโ per la circolare per le scarcerazioni dovute alle misure anti-covid.
Nel frattempo lโex capo del Dap,ย Francesco Basentini, ha chiesto di essere audito dalla commissione parlamentare Antimafia. “Con riferimento alle questioni trattate nelle ultime settimane da codesta commissioneย – ha scritto Basentini –ย lo scrivente chiede di poter essere ascoltato al fine di poter offrire ogni utile elemento di conoscenza”.
I carboni per il ministro Bonafede iniziano ad essere troppo ardenti. Una faccenda che sicuramente avrร i suoi risvolti. E forse si scriverร lโennesima pagina triste per ilย ministero della Giustiziaย in Italia.