Causa contro la Germania di 6 aziende italiane: danni al Made in Italy con quelle norme
Causaย contro laย Germaniaย per violazione delle regole europee in materia diย commercio.
A promuovere la causaย sette aziende, 6 italiane e una belga. Che hanno impugnato la nuova norma tedesca che abbassa iย limiti di emissione di formaldeide neiย pannelli in truciolato e fibra di legno.
Una regola che, a cascata, coinvolge tutta la filiera industriale. Compresa quella delleย produzione di mobili e cucine.
Un modo che di fatto rallenta o blocca da tutta Europa lโimport di questi prodotti nel paese guidato da Angela Merkel.
โAbbiamo capito da Bruxelles โ dice allโAdnkronosย Paolo Fantoni, ad dellโomonimo gruppo industriale e presidente dellโEuropean Panel Federationย โ che laย Germania, invece di mettere iย daziย come faย Trumpย sui prodotti, cerca di proteggere la propria industria attraverso standard. O prescrizioni che non sono cosรฌ visibili o chiari come รจ unย dazio. Ma che, alla fine, come barriera dโingresso hanno lo stesso effettoโ.
Le aziende che hanno promosso la causa contro laย Germaniaย contestano in particolare la modifica unilaterale delle condizioni. Perchรจ rendono non valida laย marcatura CE.
La regola europea prevede, infatti, che un prodotto con questo marchio debba poter circolare liberamente in tutti i mercati dellโUnione.
Laย Germaniaย ha modificato da sola, rendendoli piรน stringenti, iย limiti di emissione di formaldeideย previsti dalle norma per laย certificazione. E ha cosรฌ reso fuorilegge tutti quei prodotti che non rispettano gli standard tedeschi, anche quelli conย marcatura europea. Di qui laย causaย promossa dalle aziende.
Ma non solo. Le modifiche prevedono anche differenti norme sulย testaggio. Misura questa che non รจ stata notificata alle autoritร diย Bruxellesย infrangendo nuovamente le regole europee.
Per ilย made in Italyย danni da capogiro. Dato che laย Germaniaย rappresenta per il nostro Paese il secondo mercato. E che solamente per quanto riguarda i pannelli, nel 2019 le nostre aziende ne hanno prodotto quasi 4 milioni di metri cubi.
โNoi โ diceย Fantoniย โ non siamo certo contro la salvaguardia dellโambiente e della salute. Ma se passa il principio che ogni Stato da solo puรฒ violare le regole europee e varare propri standard che non rispettano le norme comuni, allora i prodotti non sono piรน liberi di circolare. E il mercato unico non esiste piรนโ.
Ilย commissario europeo al Mercato Interno Thierry Breton, rispondendo sulla questione a due interrogazioni di parlamentari europei si รจ detto โdโaccordo sul fatto che le misure tedesche in questione sono chiaramente contrarie al diritto dellโUeโ. E che cโรจ โla massima attenzione nonostante lโemergenza coronavirusโ invitando nel frattempo gli attori del settore a promuovere โazioni giudiziarie nei tribunali tedeschiโ.
Azioni perรฒ rese piรน difficili dalla stessa normativa tedesca. Che permette di fare causa solo alle parti che hanno un interesse diretto.
E, quindi, alle aziende, e non alle federazioni che hanno un interesse diretto, ma che potrebbero rappresentare centinaia di aziende, dando maggior peso alle cause.
Laย Germaniaย aveva annunciato queste modifiche giร nel 2018. Ma solo con lโentrata in vigore di queste norme, il primo gennaio del 2020, e cioรจ con il limite di emissioni pari alla metร del parametro E1, denominato E0,5 su tutti i prodotti introdotti nel suo territorio, i produttori sono potuti intervenire legalmente.
โPrima non potevamo fare azioni legali โ dice Fantoni โ adesso sรฌ. Ma intanto traย emergenza coronavirusย e i tempi tenici per i processi passeranno almeno 12 mesi per avere una risposta in termini legaliโ.