Pietro Senaldi sul caso Palamara: “Obiettivo, eliminare Salvini. Mattarella tace per non anticiparne l’assoluzione”
Il 4 luglioย Matteo Salviniย รจ atteso dalla Procura di Catania. L’emergenza Coronavirus ha paralizzato la giustizia in Italia ma non l’azione dei pm, che ad aprile, in piena pandemia, hanno accelerato sul processo all’ex ministro dell’Interno, accusato di sequestro di persona per aver salvato, ma tenuto fermi in porto a bordo della nave Gregoretti della Guardia Costiera, 130 migranti la scorsa estate. La sentenza fino a un paio di giorni fa era giร scritta: il processo ha natura politica prima che penale e in primo grado la condanna sarebbe stata piรน che una probabilitร . Il diavolo tuttavia fa le pentole ma non i coperchi e alcune intercettazioni di dialoghi compromettenti tra magistrati hanno reso evidente quel che era noto a tutti ma fino a pochi giorni fa indicibile. Tanto nel casoย Gregoretti, per cui il leader della Lega andrร alla sbarra a luglio, quanto nell’analogo casoย Diciotti, al quale i due magistrati si riferiscono, l’ex ministro dell’Interno non ha commesso reati. Egli ha agito nell’interesse dello Stato italiano e delle sue leggi e viene perseguito giudiziariamente solo perchรฉ il partito dei giudici lo ritiene un rivale politico della sinistra e quindi di tutti i magistrati politicizzati.
A dirlo sono un procuratore capo e l’ex presidente dei magistrati, non due sbarbati in toga che hanno appena passato l’esame. I due, nella loro conversazione privata, esprimono due giudizi. Il primo รจ politico: Salvini va attaccato anche se ha ragione perchรฉ รจ una merda. Il secondo รจ tecnico: il leghista sta difendendo i confini da invasori illegali, la legge รจ dalla sua parte e lo รจ anche il popolo; noi magistrati che lo mettiamo alla sbarra siamo indifendibili. i due giudizi La parte politica del discorso, pronunciata da due magistrati cosรฌ potenti e autorevoli, gente che decide chi indagare e chi no, legittima il sospetto che ci sia un asse tra la sinistra e la parte piรน politicizzata della magistratura per far fuori il leader del primo partito italiano. Proprio come avvenne con Berlusconi e, ancora prima, con Dc e Psi.
Questo scredita l’inchiesta contro l’ex ministro, peraltro giร destituita di ogni credibilitร dal fatto che il Parlamento, quando il leghista era al governo, votรฒ contro il processo per l’analoga vicenda Diciotti, per la quale la Procura in prima istanza aveva chiesto l’archiviazione, prima che toghe piรน potenti ribaltassero la decisione scegliendo di processare. Siamo alla prova scritta del complotto anti-Salvini orchestrato dalla sinistra e attuato dal suo braccio armato giudiziario. La parte tecnica del discorso รจ altrettanto fondamentale. Siamo in presenza di due autoritร del diritto che affermano che il reato non esiste e che trattano la vicenda con le stesse parole che Salvini usa per difendersi: ho agito da ministro nell’interesse dello Stato. un assist La giustizia ha perso ogni vergogna, ma sarebbe davvero stupefacente se, alla luce di queste carte, la storia si concludesse con una condanna di Salvini. ร vero che i magistrati intercettati non sono quelli che giudicheranno la vicenda. Perรฒ in un Paese libero e civile, con un diritto che funziona, un fatto acclarato e sul quale non ci sono dubbi dovrebbe essere valutato alla stessa maniera da qualsiasi toga, perchรฉ la giustizia non รจ un’opinione. La legge si puรฒ interpretare, ma non usare per i propri scopi politici. Se un comportamento non รจ reato per le massime autoritร del diritto, non lo puรฒ diventare se lo attua un rivale politico.
La divulgazione delle intercettazioni tra toghe รจ un assist per Salvini, che se ne รจ lamentato con Mattarella, capo dei magistrati. Il Quirinale non ha risposto ufficialmente, perchรฉ l’inevitabile condanna presidenziale del comportamento dei giudici sarebbe stato l’anticipo di un verdetto di assoluzione e avrebbe interferito con le indagini. Perรฒ appare evidente che ora alle toghe converrebbe chiudere il caso con tante scuse all’ex ministro. Questione di diritto, opportunitร e immagine, perchรฉ d’ora in poi ogni udienza di questo strampalato processo ricorderร agli italiani il marcio in cui alcuni magistrati agiscono.