Ora trema il fronte di Trieste: “Saremo travolti dai migranti”
Il gruppetto รจ seduto sul bordo della strada asfaltata. Tutti maschi dai vent’anni in su, laceri, sporchi e inzuppati di pioggia sembrano sfiniti, ma chiedono subito “dov’รจ Trieste?”. Un chilometro piรน indietro passa il confine con laย Slovenia. I migranti illegali sono appena arrivati, dopo giorni di marcia lungo la rotta balcanica.
Non sembra il Carso triestino, ma la Bosnia nord occidentale da dove partono per arrivare a piedi in Italia. Scarpe di ginnastica, tute e qualche piumino non hanno neanche uno zainetto. Il piรน giovane รจ il capetto della decina di afghani, che abbiamo intercettato prima della polizia. Uno indossa una divisa mimetica probabilmente bosniaca, un altro ha un barbone e sguardo da talebano e la principale preoccupazione รจ “di non venire deportati” ovvero rimandati indietro. Non sanno che la Slovenia, causa virus, ha sospeso i respingimenti dallโItalia. Di nuovo in marcia i migranti tirano un sospiro di sollievo quando vedono un cartello stradale che indica Trieste. Il capetto alza la mano in segno di vittoria urlando da dove viene: “Afghanistan, Baghlan”, una provincia a nord di Kabul.ย I migranti in arrivo a Trieste, Lampedusa del Nordest
Il 12 maggio sono arrivati in 160 in poche ore, in gran parte afghani e pachistani, il picco giornaliero dallโinizio dellโanno. La riapertura dellaย rotta balcanicaย sul fronte del Nord Est รจ iniziata a fine aprile, in vista della fase 2 dellโemergenza virus. A Trieste sono stati rintracciati una media di 40 migranti al giorno. In Bosnia sarebbero in 7500 pronti a partire verso lโItalia.
Il gruppetto di afghani viene preso in carico dai militari delย reggimento Piemonte Cavalleriaย schierato sul confine con un centinaio di uomini per lโemergenza virus. Piรน avanti sullo stradone di ingresso in cittร , da dove si vede il capoluogo giuliano, la polizia sta intercettando altri migranti. Le volanti con il lampeggiante acceso “scortano” la colonna che si sta ingrossando con decine di giovani stanchi e affamati. Grazie ad un altoparlante viene spiegato in inglese di stare calmi e dirigersi verso il punto di raccolta sul ciglio della strada in attesa degli autobus per portarli via. Gli agenti con le mascherine controllano per prima cosa con i termometri a distanza la temperatura dei clandestini. Poi li perquisiscono uno ad uno e alla fine distribuiscono le mascherine ai migranti. Alla fine li fanno salire sugli autobus dellโazienda comunale dei trasporti cercando di non riempirli troppo per evitare focolai di contagio. “No virus, no virus” sostiene Rahibullah Sadiqi alzando i pollici verso lโalto in segno di vittoria. Lโafghano รจ partito un anno fa dal suo paese e ha camminato per “dodici giorni dalla Bosnia, attraverso la Croazia e la Slovenia fino allโItalia”. Seduto per terra si รจ levato le scarpe e mostra i piedi doloranti. “I croati mi hanno rimandato indietro nove volte, ma adesso non cโera polizia e siamo passati tutti” spiega sorridendo dopo aver conclusoย “il gioco”, come i clandestini chiamano lโultimo tratto della rotta balcanica.ย Militari impegnati al confine tra Italia e Slovenia
“Abbiamo registrato un crollo degli arrivi in marzo e per gran parte di aprile. Poiย un’impennataย alla fine dello scorso mese fino a metร maggio. Lโimpressione รจ che per i paesi della rotta balcanica nello stesso periodo sia avvenuta la fine del lockdown migratorio. In pratica hanno aperto i rubinetti per scaricare il peso dei flussi sullโItalia e sul Friuli-Venezia Giulia in particolare creando una situazione ingestibile anche dal punto di vista sanitario. ร inaccettabile” spiega l’assessore regionale alla Sicurezza Pierpaolo Roberti, che punta il dito contro la Slovenia.
Lorenzo Tamaro, responsabile provinciale del Sindacato autonomo di polizia, denuncia “la carenza dโorganico davanti allโemergenza dellโarrivo in massa di immigrati clandestini. Rinnoviamo lโappello per l’invio di uomini in rinforzo allaย Polizia di frontiera”. In aprile circa il 30% dei migranti che stazionavano in Serbia รจ entrato in Bosnia grazie alla crisi pandemica, che ha distolto uomini ed energie dal controllo dei confini. Nella Bosnia occidentale non ci sono piรน i campi di raccolta, ma i migranti bivaccano nei boschi e passano piรน facilmente in Croazia dove la polizia ha dovuto gestire lโemergenza virus e pure un terremoto.ย Trieste, la Lampedusa del NordestPubblica sul tuo sito
Sul Carso anche lโesercito impegnato nell’operazioneย Strade sicureย fa il possibile per tamponare lโarrivo dei migranti intercettai pure con i droni. A Fernetti sul valico con la Slovenia hanno montato un grosso tendone mimetico dove vengono portati i nuovi arrivati per i controlli sanitari. Il personale del 118 entra con le protezioni anti virus proprio per controllare che nessuno mostri i sintomi, come febbre e tosse, di un possibile contagio. Il Sap รจ preoccupato per lโemergenza sanitaria: “Non abbiamo strutture idonee ad accogliere un numero cosรฌ elevato di persone. Servono piรน ambienti per poter isolare “casi sospetti” e non mettere a rischio contagio gli operatori di Polizia. Non siamo nemmeno adeguatamente muniti di mezzi per il trasporto dei migranti con le separazioni previste dallโemergenza virus”. Per questo motivo, il Viminale ha deciso di inviare 40 nuovi agenti a Trieste a rinforzo del personale di polizia.
Gli agenti impegnati sul terreno non sono autorizzati a parlare, ma a denti stretti ammettono: “Se va avanti cosรฌ, in vista della bella stagione, la rotta balcanica rischia di esplodere. Saremo travolti daiย migranti”. E Trieste potrebbe trasformarsi nella Lampedusa del Nord Est.
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