Un cargo ci scarica i migranti: a Lampedusa con 79 a bordo
Proseguono senza sosta gli sbarchi sull’isola diย Lampedusa, che adesso rischia ilย collassoย non solo per il raggiungimento dei posti letto sull’hotspot dell’isola ma anche per l’emergenza sanitaria in atto.
Il cargo Marina, con 79 migranti a bordo salvati il 3 maggio scorso, “ha varcato il confine delle 12 miglia nautiche e si trova dentro le acque italiane, a sud di Lampedusa”. Lo afferma su Twitter un tracciamento della rotta del cargo fatto da Sergio Scandura di Radio Radicale. Sul cargo viaggiano anche 13 membri dell’equipaggio. Da domenica scorsa la nave si trovava nella fascia contigua, ovvero 12 miglia marine oltre il limite delle acque territoriali. A indirizzare il cargo verso l’area di soccorso in Sar maltese era stata La Valletta, ma – spiega Mediterraneo Cronaca – a 30 miglia da Lampedusa e a 120 da Malta. Nessuno dei due Paesi ha dato, finora, l’autorizzazione allo sbarco, e il destino della nave รจ al centro di un braccio di ferro tra Roma e La Valletta. L’ennesimo braccio di ferro su una situazione che sembra non avere fine.
Mentre a Roma si discute, aย Lampedusaย si fronteggia l’ennesima emergenza, che come ha definito lo stesso sindaco dell’isola, Salvatore Martello, “ci messo in ginocchio”. Si alza adesso una levata di scudi sul fermo amministrativo delle navi ong ‘Aita Mari’ e ‘Alan Kurdi’. “ร preoccupante vedere utilizzata anche da parte di questo governo la stessa, identica, strategia di accanimento nei confronti delle navi delle ong, impegnate nel soccorso in mare – dice con durezza Giorgia Linardi, portavoce dellaย Sea watch, che commenta cosรฌ con l’Adnkronos il fermo amministrativo delle navi -. Una strategia utilizzata dal governo precedente e che non ha al centro la sicurezza delle persone e la salvaguardia della vita umana, ma la volontร di scoraggiare la presenza delle ong in mare, altrimenti contestualmente verrebbero impiegate unitร navali italiane ed europee”. Linardi non usa mezze parole, il suo atto di accusa รจ diretto al governo italiano. “Voglio ricordare che, nel caso specifico della Aita Mari, la nave si era recata nella zona dei soccorsi dopo che da tre giorni erano stati avvistati dagli assetti aerei di Frontex piรน di 250 persone in mare, in quattro casi – spiega Linardi – Nessuna di queste persone รจ stata soccorsa dalle autoritร . Due gommoni sono arrivati autonomamente in Sicilia, un gommone รจ stato soccorso, appunto, dalla Aita Mari e un altro รจ stato respinto in Libia da una flotta segreta maltese, costando la vita a 12 persone”. E conclude: “Aita Mari ha sopperito all’omissione di soccorso da parte delle autoritร – dice -e ora, da parte delle stesse autoritร , viene ingiustamente punita”.
Di escamotage di tipo amministrativo parla Riccardo Gatti, head of Mission dell’ong spagnola Proactiva Open Arms e direttore diย Open Armsย Italia: “Si fermano le navi umanitarie lasciando di fatto ilย Mediterraneoย privo di assetti di ricerca e soccorso in un momento in cui le partenze sono riprese massicce e ci sono centinaia di persone che rischiano la vita, tra cui molte donne e bambini”, conclude. Intanto a Lampedusa non c’รจ piรน posto per i migranti e la loro accoglienza – a causa delle restrizioni sanitarie – puo essere fatta solo sulย moloย del piccolo porto dell’isola.
il giornale.it