Feltri straparla sul Sud ma lo sa che in 17 anni il Mezzogiorno ha regalato al Nord 840 miliardi?
840 miliardi di euro in 17 anni, questa la somma che รจ stata sottratta al Sud per essere destinata alle altre aree dโItalia, lo hanno denunciato lo Svimez e Eurispes nelle loro ultime relazioni. 46,7 miliardi di euro ogni anno che si sarebbero dovuti usare per realizzare opere pubbliche, universitร , strade, ferrovie nel Mezzogiorno e che avrebbero costituito uno strumento moltiplicatore per lโoccupazione di cui avrebbe beneficiato lโintera nazione.
A queste somme vanno aggiunte le quote dei fondi FAS utilizzate fuori dal Mezzogiorno, con i soldi per il Sud รจ stato ripianato il disavanzo delle Ferrovie dello Stato, sono state realizzati i trasporti sul lago di Garda e di Como, รจ stato realizzato lโaereoporto di Vicenza, sono stati coperti gli sconti della benzina per le regioni vicino alla frontiera settentrionale, i contratti di servizio con Trenitalia per lโalta velocitร (che al Sud non arriva), lโalta velocitร Milano-Verona e Milano-Genova, la Metropolitana di Bologna, il tunnel del Frejus, la pedemontana Lecco-Bergamo e il MOSE di Venezia, infine, anche le risorse per il Jobs Act di Renzi sono state prese dai fondi FAS.
Senza voler contare tutta la vicenda legata al Banco di Napoli con risorse sottratte allโeconomia meridionale e destinati ad implementare il fondo Atlante destinato ad operazioni a favore delle banche del Nord che hanno privato il Sud di qualsiasi istituto di Credito.
Insomma, per anni i fondi destinati al Mezzogiorno sono stati utilizzati in larga parte per il Nord e non per gli scopi per i quali gli stessi venivano dati allโItalia.
Oggi, mentre tutti i meridionali sono distratti dalle sciocche quanto vacue parole di Vittorio Feltri, il governo si accinge, secondo le parole del ministro Provenzano, non solo a ridurre ulteriormente le quote di investimento per il Mezzogiorno dei fondi ordinari ma anche ad utilizzare il fondi strutturali per le misure per la ripartenza su tutto il territorio nazionale.
Un vero รจ proprio scippo ai danni del Mezzogiorno che si vedrebbe negata la possibilitร di accedere alle proprie risorse per poter immaginare la ripartenza dopo la chiusura imposta dal governo Conte.
Eโ necessario ribadire con forza che non soltanto quota 34% deve essere mantenuta e deve essere estesa a tutto il settore pubblico allargato (compreso le partecipate e le imprese pubbliche) ma deve essere investita tutta la somma dei fondi strutturali nelle regioni meridionali.
La maggiore libertร di azione nella spesa di questi fondi, infatti, non deve essere lโoccasione per sottrarne ulteriormente al mezzogiorno ma deve essere lโoccasione per dare alle regioni meridionali la libertร di spendere come meglio credono i soldi che dallโEuropa vengono loro destinati, una libertร di azione, non una modifica di territorialitร nella spesa che sarebbe francamente insopportabile.
Il Sud ha la grande occasione di diventare il motore dello sviluppo per lโItalia e per lโEuropa intera, interesse nazionale sarebbe investire nella zona dโEuropa che ha maggiormente dimostrato capacitร di resistere allโepidemia di Covid anche in considerazione della centralitร che il Mediterraneo sta tornando a rivestire negli scambi globali.
Dicono che questo sia il governo con il maggior numero di ministri meridionali della storia ma la differenza tra classe politica e classe dirigente รจ una antica lezione di Gramsci che non รจ possibile dimenticare e che, se la sottrazione delle risorse dovesse avvenire nelle intenzioni del governo, dovrebbe vedere la ferma presa di posizione di tutti i parlamentari e le forze sociali del Mezzogiorno.
La questione meridionale รจ quanto mai attuale e una classe dirigente meridionale non puรฒ rimanere silente rispetto a quanto sta per avvenire e tutto ciรฒ non soltanto per un interesse localista ma perchรฉ รจ interesse nazionale sviluppare il Mezzogiorno allo stesso livello delle altre aree della nazione.