25 aprile, l’Anpi si impunta e ottiene il permesso di violare la quarantena: il governo libera i comunisti
Non si sa da dove usciranno, forse dai sepolcri, visto che sono giร quasi tutti morti. Ma comunque credono che ilย 25 aprileย sia l’occasione buona per fareย Resistenzaย alle norme cui sono costretti gli altri italiani. E per mettere in atto la loro nuova forma di Liberazione, quella dalla reclusione domestica. I partigiani, o perlomeno i pochi veri rimasti, non ne vogliono sapere di restare chiusi in casa e, sentendosi piรน “uguali” degli altri, hanno fatto capire al governo che loro, a ogni costo, dovranno celebrare ilย 75ยฐ anniversario della Liberazione.
E pertanto scenderanno in strada e faranno sentire la loro presenza contro la vera minaccia per il nostro Paese, il virus del nazifascismo. Il governo Conte, per una volta, ne aveva imbroccata una e, attraverso una circolare del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Fraccaro, aveva reso noto che alle celebrazioni del 25 aprile avrebbero potuto partecipare solo le autoritร , escludendo i rappresentanti delle associazioni partigiane, allo scopo di ยซevitare assembramentiยป.
Alle orecchie dell’Anpiย questa circolare era suonata autoritaria, manco fosse la disposizione di un gerarca fascista. E cosรฌ i vertici dell’associazione avevano espresso ยซincredulitร e rammaricoยป. Da qui la pressione sul governo, con l’invito a cambiare la norma ยซinutilmente divisivaยป, e l’appello a trasgredire le regole, esortando ยซi locali Presidenti dell’Anpi o loro rappresentanti, nella misura di una sola persona, a partecipare alle celebrazioniยป. La faccenda avrebbe potuto risolversi con la rinuncia dei partigiani a fare la passerella commemorativa, se avessimo avuto un esecutivo capace di tenere il pugno duro, anzichรฉ il pugno chiuso; un esecutivo che non gioca al piccolo dittatore con la stragrande maggioranza dei cittadini, facendo eccezione per una cricca di “privilegiati”.
E invece noi abbiamo il governo piรน facile al compromesso di tutta la storia repubblicana. E allora ecco che, dopo la protesta dell’ Anpi, subito l’esecutivo ha fattoย retromarcia. E, all’insegna del “contrordine, compagni”, ha fatto sapere ai partigiani che era tutto un equivoco, che ยซla circolare inviata dalla Presidenza del Consiglio non esclude in alcun modo l’ Anpiยป ma anzi ยซle associazioni partigiane potranno partecipare alle celebrazioniยป in nome del ยซvalore che questo anniversario ricopre per l’ Italiaยป. Il passaggio piรน surreale della risposta del governo era l’equiparazione dei membri dell’ Anpi alle altre autoritร : ยซLa circolare รจ indirizzata alle sole autoritร pubblicheยป, si leggeva.
Partigiani, prefetti e questori, dunque, pari sono a livello istituzionale. Naturalmente questa torsione del governo era caldeggiata dai demย Orlandoย che considerava ยซdoveroso che i vertici delle associazioni partigiane possano partecipareยป e Delrio che definiva un ยซerrore escludere l’ Anpiยป. A loro si aggiungeva Mattia Sartori delle Sardine che ribadiva: ยซLa Liberazione รจ una pietra miliare, un appuntamento con la memoriaยป.
Resta tuttavia sfuggente la ragione per la quale i partigiani possano girare indisturbati il 25 aprile, muniti solo della loro patente ideologica. Forse il loroย fazzoletto rossoย รจ piรน efficace delle mascherine? Forse il coronavirus รจ un pericoloso squadrista da contrastare con una cura massiccia di comunismo? O forse i partigiani, quelli veri, sono talmente pochi che, quand’ anche si radunassero tutti, non causerebbero alcun rischio di assembramento?