Il laboratorio di Wuhan? Nato grazie a un accordo con la Francia
Cโรจ un filo sottile che lega laย Franciaย al laboratorio di Wuhan. Era il 2017 quando lโallora primo ministro francese, Bernard Cazeneuve, elogiava la cooperazione scientifica tra lโEliseo e il Dragone. In quellโoccasione Parigi consegnรฒ alla Cina, chiavi in mano, la struttura dalla quale gli Stati Uniti ritengono possa essere uscito il Covid-19. Non solo: nella cittร ground zero dellโepidemia diย nuovo coronavirus, sarebbero dovuti arrivare 50 scienziati francesi nellโarco di cinque anni. Insomma, sul tavolo, cโerano accordi di un certo livello.
Facciamo adesso un salto in avanti nel tempo e torniamo al presente. Ilย laboratorioย nato dalla partecipazione franco-cinese รจ proprio il P4 finito nellโocchio del ciclone. Negli ultimi giorni, infatti, ilย Washington Postย ha sottolineato come nel 2018 il personale dellโambasciata americana in Cina allertรฒ piรน volte Washington per avvisare la Casa Bianca in merito alle enormi carenze di sicurezza presenti nel medesimo centro di ricerca. Dal momento che lโorigine del Covid-19 sono ancora avvolte nel mistero, in molti adesso iniziano a pensare veramente a un incidente avvenuto nel laboratorio โfranco-cineseโ.
LโOms smentisce una simile ricostruzione, ribadendo che il virus โnon รจ stato manipolato o costruito in un laboratorioโ. Il governo americano non ci sta. Donald Trump รจ arrivato persino a mettere in guarda il suo omologo, Xi Jinping: โSe laย Cinaย ha mentito sul virus, reagiremoโ. Il segretario di Stato Usa Mike Pompeo invoca unโinchiesta, mentre Emmanuel Macron sostiene che oltre la muraglia โsicuramente sono accadute cose che non sappiamoโ. Fa eco Angela Merkel, che ha richiamato Pechino a maggiore trasparenza.
La partnership tra Parigi e Pechino
Come ha ricostruitoย Il Corriere della Sera, il famigerato laboratorio di Wuhan di cui tutti parlano รจ nato da unaย partnership franco-cinese. Nel 2003 la Sars, una specie di antenato del Covid-19, colpisce la Cina. Le autoritร locali scampano alla minaccia ma da quel momento in poi decidono che era fondamentale migliorare la capacitร nazionale di contrasto alle epidemie.
Un anno piรน tardi, nel 2004, lโallora leader cinese, Hu Jintao, trova la sponda del capo di Stato francese Jacques Chirac e del premier Jean-Jacques Raffarin. I due europei, che spingevano per aprire lโEuropa verso la Cina, non si lasciano scappare lโoccasione. Parigi e Pechino si accordano; lโobiettivo comune diventa quello di sconfiggere insieme le malattie emergenti, come ad esempio lโinfluenza aviaria. Viene deciso di costruire un laboratorio P4 (del piรน alto grado di pericolositร ) per studiare virus altamente patogeni. La struttura vede la luce aย Wuhan, grazie a un mix di finanziamenti locali e tecnologia ed esperti francesi.
La costruzione, lโentrata in funzione e lโestromissione dei francesi
Perchรฉ si scelse di collocare il laboratorio a Wuhan? Motivi storici. NellโOttocento la capitale della provincia dello Hubei era sede della concessione francese. Tuttโoggi, in questa cittร , troviamo numerose filiali transapline, come Renault, Peugeot, LโOrรฉal ed Eurocopter. Mentre Chirac e Raffarin erano entusiasti di iniziare questa nuova partnership con il gigante asiatico, il ministero degli Affari esteri francese nutriva diversi dubbi. Traferire tecnologie sensibili verso Pechino avrebbe potuto avvantaggiare un rivale inoltre, e questo รจ il punto fondamentale, restava viva lโincognita relativa allaย sicurezza pubblica.
Giร , perchรฉ dentro quelle mura gli scienziati avrebbero maneggiato virus come Ebola. E il dubbio degli scienziati francesi era che i loro colleghi asiatici non fossero in grado di lavorare con i necessari standard di sicurezza. In ogni caso il cantiere termina nel 2015; il laboratorio entra in funzione nel 2018, proprio in occasione della prima visita di stato in Cina di Macron. A quel punto succede una cosa particolare. Pare che i francesi sianoย estromessiย dalle attivitร e dal controllo della struttura. I cinesi iniziano cosรฌ a lavorare in completa autonomia, senza alcuna tutela di Parigi, come invece avrebbe dovuto essere in base agli accordi presi.
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