Luigi Zanda: “Crisi da coronavirus, pronti a dare in pegno i Palazzi del potere”
L’idea per affrontare la crisi potrebbe essere quella diย impegnare i gioielli di famiglia.ย Ovvero, “se l’Europa non ci aiuta il premierย Conteย ha detto che faremo da soli. Ma siccomeย nessun prestitoย ci verrร mai concesso senza garanzie”, proponeย Luigi Zandaย in una intervista aย La Repubblica,ย “per far fronte al nostro fabbisogno straordinario senza far esplodere il debito pubblico potremmoย dare in garanzia il patrimonio immobiliare di proprietร statale”. Ilย senatore e tesoriere del Partito democratico afferma che la garanzia potrebbe essere costituita “almeno per la parte costituita dagli edifici che ospitano uffici, sedi delle grandi istituzioni, ministeri, teatri, musei…”, come lo possono essere ad esempioย Montecitorio, sede della Camera, oย Palazzo Chigi, sede del governo. Chiosaย Zanda: “Siamo in guerra. E poi parliamo di garanzia, non di vendita”.
Perchรฉ i beni a cuiย Zandaย si riferisce a “beni giร iscritti nel bilancio dello Stato per un valore che si aggira intorno ai 60 miliardi” ai quali poter aggiungere anche “i beni degli enti locali e delle regioni, che sono censiti solo parzialmente e secondo alcuni valgono circa 300 miliardi”, diceย Zanda, per poi domandarsi “se si possa far rientrare anche il demanio non strategico nรฉย militare, facendolo concorrere al grande sforzo che attende il Paese”. L’importante, conclude, “รจ esaminare la fattibilitร in termini politici e istituzionali”, per poi affermare: “meglio dare in garanzia il nostri immobili pubblici anzichรฉ affidarsi alla Troika. Che vorrebbe dire cessione di sovranitร ”.