La partita geopolitica per il vaccino
La corsa al vaccino delย coronavirusย prosegue, impetuosa, e si appresta a conoscere lโaccelerazione piรน importante in occasione della stretta dei tempi per lโinizio dei test sui pazienti sani, avviata dai laboratori hVivo a Londra, da quelli delย Kaiser Researchย di Seattle negli Stati Uniti e dallโAccademia militare delle scienze mediche, intenta a reclutare volontari, in Cina.
La marcia per la ricerca di un vaccino sul Covid-19 รจ in pieno svolgimento e vede coinvolte aziende e centri di ricerca in tutto il mondo. Lโaumento esponenziale delle conoscenze sullaย pandemiaย e la relativa facilitร con cui, grazie allaย conoscenza ormai assodata di meccanismi biochimici cruciali, dalla mappatura del virus si รจ potuti arrivare a prototipi di vaccini hanno rappresentato segnali incoraggianti per lโinizio del lavoro sul campo. Altra questione sarร , ovviamente, verificare lโapplicabilitร sullโuomo diย vaccini funzionanti: ed รจ sul tema che si scontrano le previsioni sulle tempistiche necessarie ad ottenere un vaccino pienamente funzionante, che vanno daiย sei-otto mesiย prospettati dalla virologaย Ilaria Capuaย ai 12/18 ipotizzati daย Richard Hatchett, amministratore delegato dellaย Coalition for Epidemic Preparedness Innovations (Cepi).
Per risolvere questa problematica servirร doppiare un altro scoglio non secondario: quello della potenziale rivalitร politica che รจ destinata ad accendersi attorno al controllo strategico del vaccino da parte della prima potenza che saprร ottenerlo. โCina, Stati Uniti, Unione europea, Russia, anche Italia e Israele sono impegnati in questa nuova corsa alla difesa antivirus. E quando il primo vaccino sarร pronto, allโ inizio sarร in quantitร limitata e potrebbe essere monopolizzato da questa o quella potenzaโ, fa notare ilย Corriere della Sera.
La solidarietร sul coronavirus รจ andata avanti in maniera discontinua, cosรฌ come la collaborazione su misure da adottareย in maniera comune dentro e fuori lโOccidente. Nella risposta al contagio sanitario cosรฌ come in risposta a quello economico. โBasta guardare alla frenetica ricerca di mascherine che si รจ scatenata in tutto il mondo. E le mascherine sono semplici da produrre, tanto insignificanti fino a poche settimane fa che la produzione era stata lasciata a Paesi a basso costo del lavoro, come la Cina, il Vietnam, la Turchiaโ. LโOrganizzazione Mondiale della Sanitร ,ย abile a distribuire nel mondo le conoscenze di base per unโefficace diagnosi del Covid-19ย ai Paesi che non avrebbero altresรฌ potuto permetterselo, sul vaccino non sta esercitando il necessario potere di coordinamento per evitare che, al momento della veritร , la legge del piรน forte prevalga. Certo,ย Ginevra ha avvertitoย con decisione sulla necessitร di avere unย vaccino accessibile al vasto pubblico. Ma, complice anche la necessitร di non poter eccessivamente tendere la sua struttura, un intervento piรน diretto non รจ nelle sue facoltร .
La mossa a sorpresa con cuiย Donald Trumpย avrebbe tentato di acquisire per gli Stati Uniti, in esclusiva, il brevetto del vaccino elaborato dalla tedescaย CureVac,ย mettendo sul piatto fino a un miliardo di dollari per poterlo industrializzare con prioritร per gli Usa, testimonia quanto laย competizione nel settore sia sentita e accesa. E quanto molto spesso agli stessi decisori politici sfugga la necessitร di alleanze internazionali per la ricerca accelerata di vaccini funzionanti: la CureVac ha infatti beneficiato di un finanziamento da oltre 8 milioni di dollari della citata Cepi, al cui centro vi รจ la fondazione di un moghul della finanza statunitense comeย Bill Gates. Sfruttare la sanitร come leva geopolitica per acquisire una posizione di forza nel contesto di una pandemia globale รจ unโarma a doppio taglio che rischia di ritardare la risposta allโepidemia. E questo i leader di tutto il mondo non possono sottovalutarlo.
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