Il coronavirus ha fermato anche le Ong

Tutto fermo, attivitร  sospese ed iniziative rinviate a data da destinarsi: sono questi tre elementi a cui oramai gli italiani si stanno abituando, dopo che il peggioramento del contagio daย coronavirusย ha imposto drastiche misure in tutto il territorio nazionale.

E sono questi elementi che valgono anche per leย Ong: per loro, questo periodo si sta traducendo nello spegnimento dei motori delle proprie navi, le stesse usate in questi mesi per portare in Italia centinaia diย migranti.

Nessuna attivitร  nel Mediterraneo centrale e mezzi fermi dentro i porti, lo scenario รจ questo dalla fine di febbraio, da quando laย Sea Watch 3ย รจ stata lโ€™ultima ad entrareย allโ€™interno dello scalo di Messina con 194 persone a bordo. Proprio da quel giorno poi, non si รจ verificato nessuno sbarco e nessun migrante รจ entrato nel nostro paese.

Quasi come se il coronavirus,ย come spiegato ieri suย IlGiornale, abbia interrotto improvvisamente anche il fenomeno migratorio. Non solo non รจ arrivato piรน nessuno in Italia, ma sembra non essere partito piรน alcun barcone dalla Libia: lโ€™ultimo episodio in tal senso risalirebbe al 28 febbraio scorso, quando un gommone in difficoltร  a largo del paese nordafricano รจ stato soccorso dalla Guardia Costiera di Tripoli. Poi anche daย Alarm Phone, il network telefonico che rilancia gli Sos che arrivano dai barconi, non sono pervenuti allarmi.

Tutte le Ong vorrebbero ripartire, ma non possono farlo. Oltre al discorso relativo allaย quarantena,ย a cui sono stati sottoposti gli equipaggi della Ocean Viking e della Sea Watch 3, le due navi sbarcate quando รจ esplosa lโ€™epidemia in Italia, ci sono ovviamente anche le condizioni logistiche che stanno impedendo ogni programmazione. In pochi possono spostarsi, con le attuali misure prese dal governo รจ difficile anche far arrivare mezzi e materiale occorrente per andare nel Mediterraneo. E poi, ovviamente, chiunque sbarchi in Italia nelle prossime settimane dovrebbe in ogni caso (si spera) sottostare alla quarantena.

La rete delle Ong ha scritto nei giorni scorsi una lettera indirizzata allโ€™Aics, Agenzia Italiana per la Cooperazione e lo Sviluppo, in cui hanno espresso preoccupazioni per la situazione. Non perรฒ per quella degli ospedali italiani al collasso dove a breve potrebbero mancare anche i posti letto. Per adesso le Ong sono preoccupate solo dal fatto che le misure in vigore limitino le loro attivitร , con conseguente spegnimento dei riflettori sulla cooperazione: โ€œLa situazione si fa pesantissima soprattutto in Italia โ€“ย si legge nella lettera pubblicata suย info-cooperazioneย eย vita.itย โ€“ dove si teme una forte frenata delle donazioniโ€. Per tal motivo, le stesse organizzazioni hanno quindi chiesto allโ€™Aics โ€œdi poter interloquire con i donatori e in primis con lโ€™Agenzia per concordare le modalitร  di riprogrammazione delle attivitร  al fine di evitare situazioni difficili da risolvere ex post alla presentazione dei rendiconti e delle relazioni finali dei progettiโ€.

Tra questi progetti, non solo le attivitร  in mare ma anche quelle educative nelle varie scuole e nei vari convegni che erano stati messi in programma. Ovviamente perรฒ, lโ€™attenzione massima รจ puntata su quelle Ong impegnate solitamente nel Mediterraneo centrale. Loro vorrebbero ripartire, ma non possono: โ€œContinuiamo a raccogliere i fondi e a portare avanti i lavori sulla nave โ€“ย ha dichiarato ad Huffington postย Alessandro Metz, armatore della Mare Jonio โ€“ ma รจ evidente che, alla luce di quanto sta accadendo, cโ€™รจ una riflessione da avviare. Lโ€™emergenza che sta vivendo il Paese sicuramente mette in prospettiva tuttoโ€.

Tra quarantene e difficoltร  logistiche, il Covid-19 ha come attuato un vero e proprioย blocco navale, che ha avuto come effetto non solo quello di non far lavorare le Ong, ma anche di non far partire migranti dallโ€™altra parte del Mediterraneo. Tutto sembra essersi azzerato: le attivitร  delle organizzazioni da un lato, il flusso migratorio dallโ€™altro. Lo zero nella casella relativa agli sbarchi di marzo, รจ forse lโ€™elemento piรน emblematico dellโ€™attuale situazione.

il giornale.it

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