Nascite e sviluppo: la ricetta di Orban
Mentre i vertici dellโEuropa si riuniscono costantemente per discutere delle questioni riguardanti lโimmigrazione e nelle quali quasi sempre si guarda al fenomeno come una necessitร per sostenere il nostro attuale sistema pensionistico, qualcuno nel blocco di Visegrad รจ intenzionato a dimostrare come il suo Paese possa fare a meno di essa. Si tratta del leader unghereseย Viktor Orban, il quale sin dalla sua elezione conย Fideszย e soprattutto negli ultimi anni si รจ contraddistinto per il rifiuto alle logiche diย accoglienzaย messe in campo da Bruxelles e per un piano mirato allโincentivo della fertilitร nelle famiglie ungheresiย secondo procedure che, apparentemente, starebbero funzionando.
Fecondazioni artificiali e sgravi fiscali alle mamme
Al fine di incentivare le nascite presso le famiglie ungheresi, Orban ha messo in campo tutto lโarsenale a disposizione dellโUngheria, con lโobiettivo di dimostrare come il suo Paese possa fare a meno dellโimmigrazione per sorreggere il proprio sistema economico e previdenziale. Per fare ciรฒ, il ministero delle finanze ha confermato la necessitร di alleviare dal peso fiscale le famiglie numerose, arrivando gradualmente sino allโazzeramento delle imposteย per le madri che hanno partorito oltre quattro bambini.
Allโinterno del piano di natalitร dellโUngheria sono comparse perรฒ anche leย fecondazioni artificiali, che il governo di Budapest ha deciso di incentivare al fine di aumentare la fertilitร della propria popolazione. In particolar modo, con lโannuncio dello scorso 19 dicembre รจ stata comunicata la decisione di nazionalizzare sei cliniche per le gravidanze assistite, allโinterno delle quali โ e gratuitamente sino al quinto tentativo โ le donne potranno recarsi per cercare la via artificiale alla fecondazione. E nonostante alcune critiche subite dalla sua opposizione politica interna soprattutto nei riguardi dello stato di pressione in cui verrebbero cosรฌ messe le donne, lโapertura del primo ministro รจ stata valutata nel complesso positivamente.
Evidenziando al tempo stesso un grosso passo in avanti rispetto agli approcci del resto dellโEuropa โ come, a titolo di esempio, la Francia โ anche per quanto concerne lโaccettazione della pratica da parte della popolazione, Orban ha deciso di porre le basi per lโUngheria del futuro. E nonostante leย dure criticheย ricevute da Bruxelles per la sua ostilitร allโimmigrazione che avrebbe condotto ad un cortocircuito del sistema previdenziale ungherese, il grado di approvazione e le prime rilevazioni sembrerebbero dar ragione al portavoce del blocco di Visegrad; in grado in questo modo anche di salvaguardare la cultura del proprio Paese.
Il successo di Orban รจ un fallimento dellโEuropa
Con un Ungheria che ha messo in piedi un piano di sviluppo futuro destinando una buona fetta della sua spesa pubblica, appare evidente come la soluzione fornita dallโEuropa nei riguardi dellโimmigrazione non sia necessariamente lโunica strada da seguire. Anzi, dati alla mano, al confronto risulta essere addirittura svantaggiosa se si considerano i tempi di immissione allโinterno del mercato del lavoro degli arrivati.
La possibilitร che si possa cercare unaย soluzione alternativaย efficace denota dunque un sostanziale fallimento della linea europea, la quale ha sempre fatto gioco sullโimpossibilitร di sorreggere il sistema in assenza di lavoratori immigrati. Ed in questo scenario lโUngheria รจ lโariete perfetto per abbattere i possenti muri eretti dagli alti palazzi europei nei confronti di coloro che, giร a suo tempo, sostenevano come tale visione di inclusione obbligata non fosse necessariamente corretta.
Grazie inoltre ai piani diย sviluppo economicoย che hanno reso lโUngheria una delle mete preferite per i giovani imprenditori โ portando al tempo stesso entrate fiscali aggiuntive rispetto al passato โ Orban si รจ giร difeso da probabili ritorsioni in termini di finanziamenti da parte di Bruxelles. Una misura necessaria, soprattutto dopo le ostilitร degli stessi alleati del Ppe che lo hanno obbligato a muoversi dโanticipo; rendendolo forse in questo momento il nemico numero uno delle volontร dellโUnione europea.
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