Il pugno duro di Orban sui migranti

Che il premier ungherese Viktor Orban non abbia mai avuto una passione per lโ€™immigrazione verso il suo Paese non รจ una notizia dellโ€™ultimโ€™ora, come รจ stato evidenziato piรน volte dalle sue posizioni sulle questioni relative alla distribuzione interna allโ€™Unione europea dei rifugiati. Tuttavia, col passare degli anni le posizioni tenute dallโ€™Ungheria sono divenute ancora piรน polarizzate, come viene sottolineato dai dati relativi alle domande di asilo accettate da Budapest nel 2019. Nello scorso anno, secondo quanto riportato da Der Spiegel, sono stati soltanto 60 i migranti che hanno ottenuto il permesso di rimanere nel territorio, contro gli oltre 1.200  del 2017 ed i 327 del 2018; e nonostante i flussi siano diminuiti, lโ€™incremento percentuale dei rifiuti รจ stato notevole.

La motivazione cruciale alla base del cambiamento dei dati relativi allโ€™accoglienza sono da ricercarsi allโ€™interno dellโ€™apparato gestionale del sistema migratorio, che nellโ€™ultimo anno รจ stato affidato esclusivamente alla polizia. Le domande inoltre dallo scorso anno possono essere presentate soltanto in due check-point vicini al confine con la Serbia e questo elemento ha influito anche sul numero di domande effettive depositate.

Le maggiori difficoltร  nel riuscire a presentare domanda di asilo unita ad un approccio di maggiore chiusura hanno spinto lโ€™Ungheria al fondo della classifica dei Paesi per numero di migranti accolti โ€“ nonostante di fatto sia una delle frontiere dโ€™Europa. Questo approccio ha perรฒ provocato il richiamo di Bruxelles, che ha sollecitato Budapest a cambiare le procedure e soprattutto la propria apertura verso le immigrazioni verso lโ€™Unione europea. Tuttavia, come anche nel caso delle quote di ripartizione dei profughi, Orban sembra intenzionato a mantenere la sua linea, giocando anche sul forte supporto della popolazione ungherese. La forte crescita economica del Paese ed il migliorato tenore di vita della popolazione ha infatti spinto gli ungheresi a sostenere le politiche di Fidesz, nonostante le dure critiche arrivate soprattutto dagli ambienti europei.

I palazzi governativi di Budapest non sono perรฒ gli unici ad essere stati raggiunti dal richiamo di Bruxelles. Anche la Slovacchia e la Polonia hanno in corso una procedura di infrazione โ€“ relativamente alle quote di ripartizione โ€“ evidenziando come il blocco di Visegrad non condivide nel modo piรน assoluto le centralizzate politiche di immigrazione. Ed in questo scenario, una rottura ancora piรน profonda rischia di essere alle porte.

Sin dalla decisione arrivata da Bruxelles di introdurre il sistema delle quote, i Paesi del blocco di Visegrad si sono rifiutati di eseguire la procedura, in quanto dannosi per la sicurezza dei propri confini e per il proprio sviluppo economico. Ed in questa battaglia, Orban si รจ fatto portavoce delle volontร  del gruppo, divenendo la figura di riferimento per tutti i politici europei contrari alla gestione dellโ€™immigrazione voluta dalle alte sfere dellโ€™Unione europea; con il comportamento tenuto dallโ€™Ungheria allโ€™interno dei propri confini che rappresenta in questa chiave una chiara conferma delle volontร  di Budapest.

Con i dati economici dellโ€™Ungheria in territorio positivo e sopra la media europea e con le stime per il prossimo biennio decisamente migliori rispetto agli altri Paesi, una critica al premier ungherese รจ comunque difficile da impostare. Soprattutto poichรฉ con una spesa per lโ€™accoglienza ridotta รจ stato possibile attuare misure di inclusione sociale e sgravi fiscali per le famiglie che fino a pochi anni fa sarebbero stati impensabili, con unโ€™economia che era ancora alle prese con i problemi lasciati dal socialismo dello scorso secolo; ed il merito di ciรฒ รจ da attribuire soprattutto ad Orban.

Lโ€™Ungheria รจ stata in grado di dimostrare come si possa crescere anche senza la necessitร  di importare lavoratori dallโ€™estero, in chiara opposizione con quanto dichiarato dai principali partiti rossi europei, e riuscendo a conciliare lo sviluppo economico con le riforme sociali.E forse รจ proprio per questo fattore che Orban รจ visto come il peggior nemico dai politici progressisti dellโ€™Unione europea, che vedono nella sua figura quella di un nemico, purtroppo, vincente.

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