Le toghe moderate: no alla giustizia politicizzata
Il laboratorio del nuovo polo moderato delle toghe รจ il congresso di Magistratura indipendente, a Roma.
Dopo la bufera Palamara al Csm e la recente scissione nella corrente di Unitร per la costituzione, gli antagonisti della sinistra di Area giudiziaria si riorganizzano per rilanciare i loro valori.
Alcuni ex-Unicost si candideranno alle prossime elezioni della Anm di marzo nella lista di Mi (oggi all’opposizione) e la geografia del ยซsindacatoยป potrebbe cambiare.
ยซVogliamo far sentire la voce – dice Loredana Miccichรจ, membro di Mi nel Csm – della magistratura silenziosa, quella che lavora senza protagonismi nรจ collateralismo ideologico con partiti politici, senza invadere il campo del legislatore con interpretazioni creative delle norme che vogliono entrare nei conflitti socialiยป.
Dice proprio questo il manifesto in 8 punti che oggi sarร presentato alla chiusura del congresso: il magistrato deve interpretare la legge, rispettandola e non forzandola; per questo ha bisogno di una formazione ยซbasata sul confronto non ideologicoยป; deve impegnarsi per l’efficienza e la qualitร del sistema giudiziario e usare una comunicazione trasparente per dialogare con i cittadini.
Che sia difficile รจ chiaro e il segretario di Mi Paola D’Ovidio parla di ยซdoloroso disagio di fronte all’immagine mediatica di divisioni e veleni tra le toghe che provoca una forte crisi di credibilitร ยป. Per far prevalere i suoi principi il polo moderato punta ad un buon risultato elettorale, che vuol dire arrivare ad essere se non il primo il secondo gruppo. ยซDa Unicost- spiega Antonio Sangermano- siamo andati via in una quindicina, ma gli elettori saranno molti di piรน e abbiamo la forza delle nostre idee. Le posizioni della corrente che abbiamo lasciato sono troppo segnate da pregiudizi ideologici, senza alcuna tolleranza verso ogni dissenso dal verticeยป.
Sulla prescrizione, uno dei principali nodi di oggi, i moderati di Mi sostengono una via intermedia, quella della riforma Orlando, cioรจ non il blocco dei termini ma una sospensione che concili diritti delle vittime e degli imputati.
Nelle due giornate di congresso intervengono anche relatori di altre correnti, come il magistrato anti-‘Ndrangheta Nicola Gratteri, che parlerร della spinosa questione della comunicazione degli uffici giudiziari.
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