L’avvocato batte Facebook in tribunale: “Legittimo postare le foto di Mussolini”

Pollice in alto per il faccione del duce. Un giudice del tribunale di Chieti condanna Facebook a risarcire con 15mila euro un avvocato, Gianni Correggiari, giร  esponente di Forza Nuova, a cui il popolare social network aveva rimosso una foto di Mussolini e una della bandiera della Rsi, oltre a sospendergli l’account per circa quattro mesi complessivi.

Ma Correggiari, che aveva postato la foto ยซnostalgicaยป in occasione del proprio compleanno, ed era stato poi punito per aver scritto ยซviva Mussoliniยป e postato altre foto di simile tenore, in quanto avrebbe violato gli ยซstandardยป della community di Fb, a quel punto ha citato in giudizio Facebook per inadempienza contrattuale. E ha visto il giudice, Nicola Valletta, dargli ragione. Motivando nell’ordinanza perchรฉ il social fondato da Mark Zuckerberg dovrร  risarcire l’avvocato bolognese trapiantato in Abruzzo con 15mila euro, accollandosi anche 8mila euro di spese legali.

A difendere Correggiari l’avvocato Antonio Pimpini (giร  difensore di Giacinto Auriti, l’inventore nel 2000 del Simec, la ยซmonetaยป di Guardiagrele, poi sequestrata dalla Gdf), che dopo la decisione del 29 gennaio ha esultato con il suo assistito per questa ยซsentenza esemplareยป che garantisce ยซla libertร  di pensiero e non il pensiero unico, come ha lasciato intendere Facebookยป. Il giudice, in effetti, nella sua ordinanza non lascia trapelare inclinazioni nostalgiche del Ventennio, anzi. Nello spiegare perchรฉ le condotte di Correggiari non costituiscono una violazione degli standard di comportamento richiesti da Facebook ai propri utenti, e in particolare analizzando il ยซpostยป con la bandiera della Repubblica sociale italiana, Valletta spiega che quel vessillo apparteneva a ยซun soggetto che non ha trovato ovviamente riconoscimento nel diritto internazionale pattizio, ma che tale si รจ manifestato nel diritto internazionale generale, come noto connotato dall’effettivitร  della sovranitร , nel caso specie, ahimรจ, esistenteยป, concedendosi un eloquente ยซahimรจยป che, perรฒ, non cambia la sostanza giuridica della questione nรฉ la convinzione del giudice.

Che รจ ancora piรน netta sulla questione della foto di Mussolini che, ricorda la toga teatina, ยซsul piano squisitamente giuridico (e in tale limitato ambito) รจ stato Capo di governo dello Stato italiano e come tale riconosciuto nella comunitร  giuridica internazionale e, fatto storico, non รจ stato oggetto, come persona fisica, di alcuna sentenza di condanna per attivitร  illecite, le sue condotte non sono state ritenute difformi dal diritto internazionale dell’epocaยป.

Insomma, Correggiari, avrebbe solo esercitato il ยซdiritto costituzionale fondamentale di libertร  di manifestazione del pensieroยป e tra l’altro l’avrebbe fatto ยซin modalitร  improntate a continenza e insuscettive di limitazioneยป. E la decisione del giudice monocratico di Chieti arriva dopo un altro verdetto avverso al social network di Zuckerberg, ossia la decisione di inizio dicembre del tribunale civile di Roma di accogliere il ricorso di Casapound e ordinare a Facebook di ripristinare la pagina del movimento politico che era stata oscurata il 9 settembre. Cosรฌ, proprio su Facebook, รจ stato l’avvocato che ha seguito la causa per Casapound, Augusto Sinagra, a dare notizia anche della sentenza di Chieti, prima di attaccare il social network che, secondo il legale, agirebbe ยซnel preordinato disegno di violare libertร  e diritti fondamentali in pregiudizio di una parte politica e a vantaggio di un’altraยป.

il giornale.it

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