Emilia-Romagna, dal centrodestra avviso di sfratto a Bonaccini e al governo
Per Matteo Salvini, Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi il voto inย Emilia Romagnaย รจ evidentemente un “avviso di sfratto al governo giallorosso”.
I tre leader del centrodestra si ritrovano dopo mesi – l’ultima uscita pubblica congiunta riporta allo scorso ottobre, in occasione delle regionali in Umbria a sostegno della candidata Donatella Tesei – insieme sullo stesso palco. Ed รจ la kermesse diย Ravenna, in piazza del Popolo, dove la protagonista รจย Lucia Borgonzoni, a farlo ritrovare. Con la sua vittoria, sottolinea il Cav, “le donne del centrodestra alla guida di una regione sarebbero tre”. Di fatto, la coalizione ha giร praticamente vinto in Calabria, con Jole Santelli a un passo dalla poltrona di Governatore. ร perรฒ l’Emilia, la roccaforte rossa, a fare gola al centrodestra, non solo perchรฉ la sua conquista sarebbe una vittoria su tutta la linea nei confronti del nemico storico, il Pd. Ma anche perchรฉ la vittoria di Borgonzoni ‘dovrebbรจ far alzare bandiera bianca all’esecutivo, formatosi solo grazie a “giochini di palazzo”. Un ragionamento che si riassume nell’ironia della prorompente Meloni, che utilizza la polemica contro l’alleato, lanciando l’avvertimento: “Lunedรฌ andiamo a citofonare a Giuseppe Conte: ‘Scusi lei sta facendo gli scatoloni? Se ci date una mano siamo pronti giร lunedรฌ a chiedere le elezioni anticipate”.
Ed รจ ovazione per la leader di Fdi, che non ha dubbi: “Sono Giorgia, sono una donna, sono cristiana, e con Matteo Salvini e Silvio Berlusconi sono pronta a governare questa nazione”. E se Salvini ieri, dividendo la cittร di Bibbiano con le Sardine, รจ stato “morbido”, Meloni ci va giรน pesante: “Si chiamano Sardine ma nascondono veri squali, i peggiori di sempre. Basti pensare al fatto che oggi hanno avuto anche l’endorsement di George Soros, il campione mondiale della speculazione finanziaria”. La piazza raccoglie i militanti e simpatizzanti dei tre partiti, che seguono la scia del Capitano: Salvini questa volta davvero puรฒ dire di “aver suonato a tutte le porte” e che , per questo, ha perso anche la voce sulla via dell’Emilia, per portare il Carroccio alla vittoria. “A stasera c’รจ un netto vantaggio, se ognuno di voi ci mette un mattoncino in piรน Lucia Borgonzoni le elezioni del 26 gennaio non le vince, ma le stravince e manderemo anche a casa Conte, Renzi Di Maio e Zingaretti” assicura.
E agli emiliano-romagnoli promette: “Con Lucia avremo in regione un assessorato alla sicurezza, che avrร le idee chiare e che farร una lotta senza pietร alla droga, palazzo per palazzo, quartiere per quartiere”. Berlusconi vola alto e carica il voto di domenica, parlando di “una rivoluzione copernicana, per l’Emilia Romagna ma anche per la storia politica italiana”. L’ex premier non ha dubbi: “Le elezioni in Emilia avranno un risultato che non potrร non avere conseguenze. Io credo che dovremmo andare a chiedere con forza le dimissioni di questo governo delle quattro sinistre, perchรฉ se volesse continuare l’Italia non sarebbe nemmeno piรน una democrazia, ma la dittatura della minoranza sulla maggioranza. Quello di domenica sarร un risultato che potrร cambierร la qualitร della vostra vita in regione e non potrร non avere conseguenze importanti il governo del Paese. Se non ci fossero le dimissioni e questo governo delle quattro sinistre continuasse a stare lรฌ, l’Italia non sarebbe piรน una democrazia. Quando da stasera a domenica andrete a convincere ancora qualcuno dei vostri familiari, parenti e amici su come devono votare domenica, ricordatevi di questa enorme, straordinaria e totale differenza tra loro e noi. Noi siamo quelli della libertร , del lavoro, delle imprese, del benessere per i cittadini e dei servizi. Loro sono quelli che ai cittadini vogliono imporre soltanto il loro potere e la loro volontร . Quindi domenica prima del voto al centrodestra, darete un voto alla nostra civiltร , alla vostra e nostra libertร ”. Dalla platea, ricca dei simboli dei tre partiti, si alza infatti un solo grido, dopo quello di Bergonzoni presidente: tornare al voto.
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