Lโ€™orrore democratico delle sardine

Andrebbe riascoltato una, due, tre volte. Forse anche piรน. Lโ€™intervento a Di Martedรฌ di Mattia Santori, capo carismatico delle sardine dโ€™Italia, รจ passato un poโ€™ sotto traccia, poco analizzato.

Sicuramente non sviscerato abbastanza. Ma รจ importante se si vuol percepire quella che, detta cosรฌ, appare unโ€™allergia delle sardine al normale gioco democratico.

Proviamo a spiegarci. Quattro giorni fa Santori si presenta coi suoi invidiabili ricci negli studi di La7 (dove ormai le sarde sono di casa) per unโ€™intervista faccia a faccia con Giovanni Floris. Nel merito, nulla di nuovo sotto il sole. Alla fine perรฒ il fondatore delle sardine ragiona sulla campagna elettorale di Stefano Bonaccini in vista delle elezioni regionali e definisce assurdo che il governatore si sia dovuto occupare cosรฌ tanto della propria immagine per conquistare gli elettori: โ€œIn un Paese normale non cโ€™era neanche bisogno di fare campagna elettorale โ€“ dice Santori โ€“ Non cโ€™era bisogno di togliere un governatore per due/tre mesi dai suoi ruoli importanti per portarlo a fare comunicazione e investire sui social, perchรฉ bastava presentare i fattiโ€. Quali siano, non รจ chiaro. E non lo spiega. Ma per Santori โ€œadesso il paradosso รจ che i fatti non bastano piรนโ€.

Ci sia permesso di dissentire. In democrazia anche i Paesi e le regioni ben amministrate possono conoscere il meraviglioso mondo dellโ€™alternanza. Oggi comando io, domani tu. Non รจ vero, come sostiene Santori, che se vinci il Mondiale non cacci via lโ€™allenatore. Qui non si parla di pallone. Cambiare chi governa rientra tra i diritti dei cittadini, anche qualora vivessero nel giardino dellโ€™Eden. Anzi: le staffette di regime sono forse il vero sale della democrazia, il volano che aiuta uno Stato a crescere. Lโ€™Emilia Romagna non รจ una regione disastrata, รจ chiaro. Ma non per questo i suoi residenti non possono decidere di votare pagina. Lโ€™ha detto pure il vicepresidente di Confindustria Emilia, Gian Luigi Zaina, riferendosi alla Ferrara conquistata dal Carroccio: โ€œDopo 70 anni governo della sinistra, un poโ€™ di alternanza fa beneโ€. Perchรฉ โ€œi cambi portano sempre nuove opportunitร โ€. Anche se non piace alle sardine.

Preferire un nuovo governatore a quello uscente non significa buttare il bambino con lโ€™acqua sporca. Significa migliorare quel che non sta funzionando. La perfezione non รจ di questo mondo e neppure Bonaccini puรฒ vantare di averla raggiunta. Ne abbiamo parlato diffusamente: le proteste dei cittadini sulla sanitร  sono reali, nessuno se le รจ inventate. Cosรฌ come la decisione del Pd di chiudere i punti nascita in montagna, per poi ricredersi in campagna elettorale. La plastic tax sarร  un problema, la gabella sullo zucchero pure. E poi Bibbiano, lโ€™accoglienza ai migranti, il sistema delle coop rosse e via dicendo. Di argomenti ce ne sono a bizzeffe.

Borgonzoni e Bonaccini presentano due modelli diversi di amministrazione. Possono piacere o meno, ma sono entrambi legittimi. Il grande errore della sinistra, e in questo caso anche delle sardine, รจ crogiolarsi in una sorta di presunzione di superioritร รน: pensare che quanto denuncia la Lega sia becero populismo, quando invece sono temi che toccano il cuore di chi vota. Intestarsi una battaglia โ€œcontro Salviniโ€ (perchรฉ per questo sono nati i pesciolini) anzichรจ ascoltare le esigenze degli elettori tradisce un vecchio vizio della sinistra post Tangentopoli: cercare un nemico da combattere, invece di parlare di contenuti. In principiรฒ fu Berlusconi, poi un generico fascismo, infine il โ€œCapitanoโ€.

Il nuovo motto รจ: il populismo โ€œmina la politicaโ€. In fondo lโ€™altra sera Santori ha solo precisato quanto giร  scritto nel manifesto delle sardine: prima i sovranisti non avevano il โ€œdiritto di essere ascoltatiโ€; ora non ha senso neppure indire le elezioni, perchรฉ non cโ€™รจ bisogno di costringere Bonaccini โ€œa fare comunicazioneโ€. Siamo al paradosso. Allโ€™orrore democratico. Le sardine sostengono di essere โ€œil consenso fisicoโ€ contro quello social del Carroccio. La veritร  รจ che lโ€™unico consenso davvero โ€œfisicoโ€ รจ solo il voto infilato nellโ€™urna. Non un concertone in piazza VIII agosto a Bologna. Per testare il sentimento reale, bisogna permettere agli elettori di votare come desiderano. E in questo non cโ€™รจ niente di assurdo.

il giornale.it

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