Di Maio sfida i ribelli M5s: “Mi dimetto, vediamo che sanno fare”
Ministro degli Esteri e capo politico del Movimento 5 Stelle. Incarichi che aย Luigi Di Maioย portano, nelle ultime settimane, piรน oneri che onori.
Mentre il mondo vive la crisi internazionale piรน grave degli ultimi anni, il leader pentastellato รจ in mezzo a due fuochi. Da un lato l’attivitร diplomatica svolta per conto del governo (non si sa quanto concordata con il premierย Giuseppe Conteย dopo che quest’ultimo ha invitato a Palazzo Chigi il generale libicoย Khalifa Haftarย senza informare il capo della Farnesina). Dall’altro un impegno forse ancora piรน “diplomatico”: tenere insieme le truppe pentastellate. Questa sรฌ, unaย mission impossible.
I malpancisti nel Movimento non si contano piรน. E Di Maio รจ arrivato al limite della sopportazione. Qualcuno, come ilย Fatto Quotidiano, ha rivelato cheย Giggino sarebbe pronto a dimettersi. Ipotesiย smentitaย categoricamente dalla comunicazione M5s. Ma qualcosa sotto c’รจ di sicuro. Per ilย Corriere della Sera, la parola “dimissioni” รจ uscita davvero dalle labbra del capo politico pentastellato. Uno sfogo che Di Maio si รจ lasciato scappare davanti ai suoi fedelissimi, convinto che sarebbe rimasto privato.
Una talpa, perรฒ ha fatto uscire la notizia. “Ora basta, se vanno avanti cosรฌ miย dimetto: vediamo cosa sanno fare, che provino loro a tenere la guida del Movimento”. “Loro” sono i malpancisti, quelli che remano da mesi contro Di Maio. Non tutti hanno digerito la decisione di dar vita al governo giallorosso. Ma le accuse sono altre. Poca trasparenza, pochissima democrazia interna. E la questione dei rimborsi, che nelle ultime settimane ha spaccato i 5 Stelle creando i presupposti per l’addio di alcuni senatori.
Defezioni che non mettono a rischio i numeri del governo. Per ora. Di Maio lo sa e per questo ha deciso di apportare alcuni cambiamenti alla macchina pentastellata. Si pensi aiย facilitatori, figure pensate per migliorare e rendere piรน efficace il dialogo interno al Movimento. Non solo. Pare che Giggino, per scongiurare altri addii, abbia acconsentito alla realizzazione di struttura nuova di zecca, per una “gestione piรน collegiale” del M5s. La novitร piรน rilevante riguarda Rousseau, piattaforma “privata” a cui i parlamentari 5s devono versare una quota mensile. Per evitare polemiche, Rousseau sarร inglobata nel Movimento.
Prevista anche la transizione verso il modello partitico. Come scrive ilย Corriere, saranno destinati fondi ai territori per le iniziative e si darร vita a un nuovo progetto civico parallelo che tenda ad integrare tutte le realtร civiche del Paese. Il tutto in vista dell’appuntamento fondamentale di marzo, gli Stati generali in cui i 5 Stelle dovranno decidere una volta per tutte che direzione intraprendere. Su questo, Di Maio eย Grilloย hanno idee molto diverse. Il capo politico รจ fedele alla linea della “terza via”, alternativa a centrosinistra e centrodestra. Mentre il comico sarebbe per un’alleanza stabile con i dem. Chi vincerร ?
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