Roma, 7 gennaio, ore 18.20: la lezione immortale di Acca Larentia ai giovani di destra

Abbiamo ascoltato nelle sezioni storie avvenute prima che fossimo nati, quando i piรน grandi si fermavano dopo le riunioni a parlare con i nuovi arrivati.ย A Romaย il 7 gennaio del 1978ย alle 18.20 Franco e Francesco con altri tre ragazzi stavano uscendoย dalla sezione di Acca Larentia.

Quelle stanze erano per loro un punto di incontro, passavano lรฌ leย  giornate, lรฌ coltivavano le amicizie, le passioni e momenti di vita vissuta insieme. Dentro quelle stanze immaginavano il mondo come lo avrebbero voluto. Oggi le sezioni cercano di ritagliarsi la propria esistenza, adattandosi ai mutamenti della societร , con il coraggio di abbattere tabรน ed esplorando nuove forme di aggregazione, in un contesto sociale che crede di non aver piรน bisogno di quelle stanze, nรฉ di quei ragazzi.

Ma se i ragazzi di oggi ricordano ancora Franco, Francesco e Stefano รจ perchรฉ hanno raccolto la sfida di dire che la buona politica esiste ed รจ quella di tutte le generazioni che ieri come oggi in quelle stanze sognano un mondo migliore. Dentro le sezioni i ragazzi sono legati da questo sentimento che va oltre lโ€™amicizia, lo sa Stefano che si trovava a colle oppio quando ha saputo che due delle persone alle quali era legato da questi sentimenti erano cadute in unโ€™imboscata dei compagni, doveva vedere con i propri occhi cosa fosse accaduto, doveva andare ad Acca Larentia.

I ragazzi delle sezioni romane erano tutti li a vegliare il sangue dei camerati.

Se oggi toccasse a noi vivere quelle circostanze saremmo in grado di affrontarle? Con lo stesso coraggio? Nella nostra testa si accumulerebbero i sentimenti piรน discordanti, rabbia, paura, tristezza, sconforto, necessitร  di giustizia e probabilmente vendetta.

Giunti davanti al sangue di Franco e Francesco la rabbia e la sete di giustizia nei cuori dei presenti divennero una miscela esplosiva. In fondo cosa chiedevano?

Chiedevano che quelle morti avessero un senso.

La realtร  รจ che quegli anni in cui giovanissimi morivano un senso per tanti versi non lo hanno avuto, se non nel coraggio e nel cuore dei ragazzi che hanno continuato ad aprire le sezioni.

Quel giorno fu versato altro sangue, quello di Stefano.

Quale fu la scintilla ad innescare i disordini รจ tuttโ€™ora argomento controverso, e poco conta. Stefano aveva 19 anni, rimase a terra esanime fra gli altri increduli.

Erano gli anni in cui uccidere un fascista non รจ reato, la morte dei ragazzi non aveva sempre lo stesso peso. Avrebbero voluto forse che la morte di quei ragazzi fosse dimenticata. Ma non dimentichiamo, custodiamo e difendiamo il loro ricordo con orgoglio.

A distanza di molti anni da quelย sette gennaioย i ragazzi continuano ad entrare ed uscire dalle sezioni. Franco e Francesco allโ€™uscita dalla sezione hanno trovato la morte. La morte per loro era il viso coperto di altri ragazzi andati lรฌ armati per uccidere. Franco e Francesco erano usciti per fare volantinaggio, come ognuno di noi ha fatto e farร . Quello che accomuna tutti i ragazzi delle sezioni รจ la voglia di cambiare il mondo.

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