Reddito di cittadinanza: la Gdf scova 4 furbetti a Viterbo

Controlli sul lavoro nero e scoperti quattro casi di percettori di reddito di cittadinanza che non ne avevano diritto. รˆ il bilancio degli accertamenti svolti dalla guardia di finanza del comando provinciale di Viterbo. Le Fiamme gialle, nel corso degli ultimi mesi, hanno ulteriormente intensificato lโ€™attivitร  di contrasto ai fenomeni di economia sommersa.

Nel 2019, fa sapere la Guardia di Finanza, questo controllo si รจ rilevato particolarmente utile anche per scoprire casi di indebita percezione di reddito di cittadinanza. รˆ sulla veridicitร  dei dati autodichiarati dai richiedenti che si sono concentrati i controlli dei finanzieri, vale a dire su quelle informazioni che non emergono dalle verifiche automatiche del sistema, ma che possono essere scoperte solo attraverso lโ€™azione di servizio sul territorio e grazie allโ€™incrocio delle notizie contenute nelle diverse banche dati in uso al Corpo.

Gli accessi effettuati per i controlli sul lavoro nero hanno quindi permesso di acquisire informazioni sui percettori di reddito di cittadinanza, verificando in quattro accessi che tale beneficio non era dovuto. Specifiche segnalazioni sono state inviate alla sede Inps per la decadenza del beneficio e la successiva attivitร  di recupero delle somme di denaro indebitamente percepite.

Il reddito di cittadinanza รจ un beneficio economico riconosciuto ai nuclei familiari con particolari requisiti. Di residenza, soggiorno, reddituali e patrimoniali. Si ottiene presentando allโ€™Inps o ai Caf unโ€™apposita domanda, con una dichiarazione sostitutiva unica dellโ€™interessato sulla posizione patrimoniale e reddituale dellโ€™intero nucleo familiare.

Dallโ€™Inps via libera al reddito di cittadinanza agli immigrati

Nei giorni scorsi รจ arrivato il via libera dellโ€™Inps al reddito di cittadinanzaย per gli extracomunitari che ne hanno dirittoย e che finora avevano visto la richiesta bloccata per mancanza di documentazione aggiuntiva.
Ai cittadini stranieri extra Ue era richiesta infatti non solo lโ€™attestazione ISEE (come a europei e italiani). Ma anche una certificazione spesso impossibile da reperire rilasciata dalla competente autoritร  dello Stato estero. Una certificazione tradotta in lingua italiana e legalizzata dallโ€™autoritร  consolare italiana. Il tutto per attestare la situazione reddituale e patrimoniale allโ€™estero nonchรฉ la composizione del nucleo familiare.

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