Sulle autostrade governo senza rotta. E le concessioni sono diventate un affare per pochi

Nel dibattito sulle concessioni in materia di autostrade (e non solo) interviene e volentieri pubblichiamo il sen. ing. Giuseppe Menardi
Mi sembra opportuna la proposta del Presidente del Consiglio di revocare la concessione alle concessionarie se si dimostrerร la loro grave inadempienza contrattuale. Ma subito dopo aver licenziato i concessionari il Governo ha una alternativa realistica per gestire la rete autostradale italiana o come ci ha ormai abituato il Governo a trazione cinque stelle finirร in vacca? Eโ certo unโespressione poco elegante ma esplicativa delle conseguenze giร sperimentate su altri dossier come ILVA, Alitalia, ma anche TAV e TAP. Questโultime due risolte positivamente, ma dopo un estenuante stallo terminato solo, questa รจ la mia convinzione, con lโintervento decisivo di chi aveva il potere di dichiarare finita la partita della legislatura.
Autostrade ai privati per quattro motivi: un flop
Sarebbe molto interessante conoscere il piano del Governo. Perchรฉ almeno coloro che conservano un minimo di memoria storica, ricorderanno che le privatizzazioni delle concessioni autostradali avvennero sostanzialmente per quattro motivi. 1. La necessitร dello Stato di fare cassa. 2. Il principio delle liberalizzazioni. 3. La migliore capacitร del privato nella gestione delle opere. 4. Lโallontanamento della politica dalle societร โautostradaliโ, perchรฉ ritenuto, a torto o a ragione, luogo in cui crescevano a dismisura enormi conflitti di interessi. Ed era spesso terreno di coltura di affari loschi, giร piรน volte smascherati nei primi anni novanta dalla magistratura. Eโ sotto gli occhi di tutti che nessuno di questi obiettivi รจ stato raggiunto. Eโ vero, lo Stato ha fatto cassa ma le concessionarie si sono impadronite della gallina dalle uova dโoro. Infatti quanto pagato allo Stato fu un piccolo cip, rispetto ai miliardi di euro incassati dai concessionari.
Eโ sempre monopolio
Le liberalizzazioni non si sono attuate perchรฉ lโattivitร autostradale รจ esercitata ancora oggi in un sostanziale regime di monopolio. Tanto per la durata delle concessioni quanto spesso per il rinnovo delle stesse per altre decine di anni senza gara. I tragici fatti che hanno portato alla ribalta proprio lโaffidabilitร dei concessionari nel manutenere i manufatti e gestire le opere sono la smentita delle loro capacitร e competenze in termini generali. Infine la politica non รจ mai uscita dalla conduzione delle societร autostradali. Esse sono piene di ex politici che a vario titolo hanno importanti incarichi anche operativi. Qualche caso รจ piรน subdolo ma tutto italiano, perchรฉ cโรจ anche chi nominato dalla politica in un ente poi con una cinquantina di milioni ( soldi pubblici ) di quellโente acquista azioni di una societร autostradale e chissร perchรฉ viene nominato presidente del collegio sindacale della stessa societร di cui รจ azionista.
La rete Anas
Nel corso degli anni e cioรจ dalla fine dellโultimo decennio dello scorso secolo (periodo delle privatizzazioni) ad oggi molto รจ stato fatto dal punto di vista amministrativo ed istituzione per riorganizzare il settore delle strade. Infatti,insieme al trasferimento ai privati di buona parte delle autostrade, lo Stato (decreto Bassanini) pensรฒ anche di regionalizzare molte delle strade ANAS con lโintento di avvicinare il gestore allโutente.
LโANAS era ritenuto troppo centralista e lontano. Il risultato fu un enorme flop, e oggi metร Italia non ha mai adempiuto sostanzialmente alla regionalizzazione delle strade. Sono state lasciate in forme diverse al vecchio gestore (ANAS), mentre unโaltra parte delle Regioni ha trasferito queste strade alle Provincie. Questโultime, dopo la soppressione delle medesime provincie, sono destinate ad essere considerate dal nuovo Ente gestore un peso enorme a cui deve pensare senza disporre delle competenze necessarie.
In questo quadro dissennato le infrastrutture stradali collassano e bisogna perciรฒ pensare a mettere in sicurezza il patrimonio esistente ed eventualmente implementarlo con interventi nuovi oggi molto urgenti. Nel frattempo il Governo ha dato vita alla Agenzia nazionale per la sicurezza di strade, autostrade e ferrovie, che a detta del suo Direttore non รจ riuscito a โ rendere concreto lโavvio della Agenzia perchรฉ non ha mai avuto risposta alle istanze che ha presentato al Ministro delle Infrastrutture โ.