Il bluff del governo sui migranti
Sembra di rivedere la stessa situazione giร riscontrata a settembre, quando il governo giallorosso si era da poco insediato e dal fronte dellโimmigrazioneย arrivavano le maggiori insidie sotto il profilo politico. Per provare a stanare le polemiche dovute allโaumento del numero degli sbarchi, Giuseppe Conte ha iniziato a parlare di solidarietร europea, di gestione comune e di quellโapproccio costruttivo divenuto mantra del suo vocabolario politico. Si รจ tirato fuori il concetto diย ricollocazioneย dei migranti in Europa, รจ stato organizzato su spinta tedesca il vertice di Malta,ย da cui non รจ uscito nulla di concreto. Ed รจ da qui che occorre ripartire per spiegare come anche adesso il governo Conte II stia cercando di attuare un mero stratagemma per spegnere ogni possibile polemica sul fronte migratorio.
Inutile evocare Malta
Negli ultimi giorni รจ stato il ministro dellโinternoย Luciana Lamorgese, a proposito delle richieste di ricollocazione dei migranti sbarcati in questa settimana pervenuta da Germania e Francia, a parlare di โsvolta storicaโ vocata alla definitiva attuazione del vertice di Malta. Questโultimo, come detto, รจ stato organizzato su iniziativa di Berlino lo scorso 23 settembre. Una mossa, quella del governo di Angela Merkel, volta ad offrire una sponda allโamico ritrovato โGiuseppiโ, il quale dopo aver giurato ed essere succeduto a sรฉ stesso ha iniziato a sventolare la bandiera dellโeuropeismo โcostruttivoโ. La Germania, in particolare, voleva dimostrare di avere seria intenzione di mettere in agenda le proposte italiane sulla ricollocazione automatica dei migranti, in tal modo ha offerto allโesecutivo giallorosso lโoccasione per dire che โfinalmenteโ Roma รจ ascoltata da chi comanda in Europa.
Ma in realtร a La Valletta, in quel 23 settembre, รจ andata in scenaย una mera passerellaย che ha visto protagonisti i ministri dellโinterno di Germania, Francia, Italia, Malta e Finlandia, questโultima invitata in qualitร di presidente di turno dellโUe.ย ร venuto fuori un documento di cinque punti, non vincolante e nรฉ tanto meno risolutivo. In esso รจ stato sรฌ previsto un meccanismo automatico diย redistribuzioneย dei migranti, ma solo di quelli sbarcati da navi militari o delle ong. Dunque, soltanto di una parte inferiore al 10% di coloro che sono sbarcati in quel mese di settembre. Non solo: la proposta italiana di rotazione dei porti di sbarco non รจ passata, รจ stata prevista solo su base volontaria e non vincolante.
In poche parole, dal vertice di Malta รจ uscito uno scarno documento per giunta non affatto valevole sotto un punto di vista giuridico. Si รจ spiegato perรฒ che le proposte di La Valletta sarebbero poi state vagliate in Lussemburgo lโ8 ottobre, nel corso di un vertice con tutti i ministri dellโinterno dellโUe. Ma proprio in quella sedeย รจ stata messa la parola fine ad ogni velleitร sugli obiettivi enunciati a Malta. In primis perchรฉ la stessa Germania si รจ tirata fuori, visto che il ministroย Horst Seehoferย ha dichiarato che la redistribuzione non si sarebbe applicata in caso di aumento del numero degli sbarchi. In secondo luogo perchรฉ in Europa, a parte 2 o 3 Stati, nessun governo si รจ mostrato interessato a ricevere il documento siglato a Malta.
Un flop, quello del vertice di La Valletta, che ha messo ben in evidenza innanzitutto il bluff tedesco verso lโItalia e poi quello del governo Conte II verso gli italiani. Tirare dunque in ballo, come ha fatto il ministro Lamorgese, il cosiddetto accordo di Malta equivale a riesumare un flop targato giallorosso. Il governo sullโimmigrazione รจ in difficoltร perchรฉ, dopo aver a malapena fatto solo parzialmente digerire ad una parte della maggioranzaย il rinnovo del memorandum con la Libia, deve adesso dare risposta in primis alla sinistra del Pd sulleย ong. Non a caso dal Viminale oramai i via libera verso navi ong abbondano,ย ben tre negli ultimi giorni. Con la giustificazione perรฒ che ora in Europa ci ascoltano e che Germania e Francia stanno dando attuazione a quanto concordato a Malta. Ma la stessa Lamorgese rischia lโautogol: tirar fuori quel vertice vuol dire palesare una certa mancanza di argomentazioni volte a giustificare unโimpopolare linea morbida con le ong. Sarebbe stato meglio, per il titolare del Viminale, soffermarsi unicamenteย sui numeri degli sbarchi di novembre, ritornati in linea con quelli del 2018 dopo due mesi di incrementi.
Nulla di storico nellโatteggiamento di Berlino e Parigi
ร vero che, in occasione degli sbarchi delle navi Ocean Viking, Open Arms ed Aita Mari, Germania e Francia hanno avanzato la disponibilitร a farsi carico di una quota di migranti. Ma questo non ha costituito affatto una svolta storica. Nรฉ tanto meno una positiva conseguenza delle intese raggiunte a Malta (e mai sottoscritte in ambito comunitario). Si tratta di un comportamento giร avuto da Berlino e Parigi in passato, anche durante la gestioneย Salviniย del Viminale. Quando il braccio di ferro tra governo gialloverde ed ong veniva vinto da queste ultime, si concordavano trasferimenti di quote di migranti in altri paesi europei, in testa Germania e Francia.
Quello che hanno fatto i governi di Merkel e Macron, ha riguardato semplicemente una disponibilitร su base volontaria di accollarsi i migranti appena sbarcati in Italia. Nรฉ piรน e nรฉ meno quello che รจ stato fatto tante volte in passato. Malta e quel vertice/passerella non cโentrano proprio nulla. Quella โmaggiore consapevolezza europeaโ di cui, tra le altre cose,ย ha parlato il ministro Lamorgese durante la festa deย Il Foglioย รจ rimasta solo sulla carta.